Lupita Nyong'o, dalla galassia di Star wars alla giungla di Mowgli

​Reduce dall'interpretazione digitale di Maz Kanata, l'attrice premio Oscar più amata dagli stilisti dà la voce alla lupa che adotta il piccolo Mowgli nella nuova versione del cartoon Il libro della giungla

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A lei piace definirsi "keniomessicana", essendo nata a Città del Messico da genitori kenioti, in realtà Lupita Nyong'o è una vera cittadina del mondo. Anzi, da qualche mese, pure un'abitante di una galassia lontana lontana. Dopo l'Oscar, inaspettato quanto meritato, per la sua interpretazione di Patsey in 12 anni schiavo, il cielo lo aveva già toccato con un dito, ci è però voluto il regista J.J. Abrams per farle spiccare davvero il volo, offrendole una parte nel cast di Star wars. Il risveglio della Forza. Sicché ora la vera avventura fantastica è la sua vita: nel giro di tre anni, questa donna bellissima è passata dall'essere una perfetta sconosciuta a una delle attrici più richieste al mondo, musa di stilisti e covergirl. Condizione in cui si permette di essere molto selettiva e di fare scelte decisamente eccentriche. Come consegnare la sua silhouette alle tecnologie digitali per trasformarsi in Maz Kanata, rattrappita piratessa millenaria, nel caso di Star wars: il risveglio della Forza, dal 13 aprile in home video, o di partecipare solo in voce alla nuova versione de Il libro della giungla, dal 14 aprile al cinema.

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Ma il futuro è già dietro l'angolo. La regista indiana Mira Nair l'ha voluta nel prossimo Queen of Katwe, nei panni della mamma della baby scacchista prodigio ugandese Phiona Mutesi; una storia che le stava a cuore, visto anche il suo impegno per i diritti delle donne e l'amore che la lega al continente africano. E che l'ha portata a battersi per un ambizioso progetto che ha appena debuttato a New York, Eclipsed, accolto con critiche entusiaste, soprattutto per la sua interpretazione. Non male per la ragazza che vanta contemporaneamente il record di prima testimonial black di Lancôme e due copertine di Vogue in due anni. E che tra non molto reindosserà tuta e sensori di Maz Kanata nell'Episodio VIII della saga stellare.

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Nel 2012 nessuno la conosceva. In tre anni ha vinto un Oscar ed è entrata a far parte della saga più famosa della storia del cinema.

La vita è davvero imprevedibile. E sa dimostrartelo... Non mi posso proprio lamentare.

Ce lo dica lei, come è entrata nel cast di Guerre stellari?

Era il gennaio del 2014, avevo appena ricevuto la nomination all'Oscar per 12 anni schiavo, era un periodo magico e caotico: tra le molte cose che mi furono offerte c'era anche l'audizione per Star wars. Non ricordo molto a dire il vero, come le ho detto erano settimane convulse. So solo che un paio di mesi dopo, mentre ero in vacanza, mi ha chiamato J.J. Abrams dal Marocco, offrendomi il ruolo di Maz Kanata, specificando che si trattava di un personaggio digitale.

Anche Andy Serkis, indimenticabile interprete di Gollum nel Signore degli anelli ha lavorato nel Risveglio della Forza. Le ha fatto da mentore?

Certo, i personaggi digitali sono tutti sviluppati dalla sua compagnia e lui è stato molto generoso nel condividere con me la sua esperienza, dalle questioni più tecniche, come gestire tuta e sensori, all'interpretazione vera e propria, spiegandomi come plasmare la mia fisicità per trasformarmi in una donna millenaria di un metro e venti.

Dopo l'esperienza vissuta con Patsey in 12 anni schiavo dev'essere stato liberatorio.

Molto, ne avevo bisogno, quel ruolo era stato fisicamente massacrante, entrarci, viverlo e uscirne. L'idea di poter far riposare il corpo è stata determinante.

Ma non ha dimenticato la sua storia, vista la caparbietà con cui ha portato a teatro Eclipsed.

La pièce racconta le sofferenze delle donne liberiane durante la guerra civile che ha devastato il loro paese. Cerco di portarla in scena dal 2009, quando ancora studiavo recitazione a Yale. Dopo 12 anni schiavo è il primo progetto che ho voluto realizzare e grazie all'Oscar ci sono riuscita: cinque donne liberiane che parlano della loro vita su un palco trasmettendo esperienze che sono assolutamente universali.

Sicché per vederla tocca andare a teatro a New York, dato che per Il libro della giungla sarà presente solo in voce.

Ah però è stato riposante! E molto divertente: ho doppiato la lupa Raksha, madre adottiva del piccolo Mowgli. Far parte di uno dei classici per ragazzi più amati è stata un'altra occasione eccezionale, questa nuova versione è bellissima.

Ed è già tempo dell'Episodio VIII. Che dovremo aspettarci?

Sono curiosa anche io di scoprirlo. Maz è un personaggio millenario che attraversa tutto l'universo di Star wars, non è improbabile che lo si possa incrociare anche in altre storie, e scoprire qualcosa di più del suo passato, oltre che del suo futuro. Se mi avessero detto, due anni fa, che avrei potuto trasformarmi in una piratessa spaziale, non ci avrei mai creduto. Ha ragione lei, la vita è imprevedibile. 

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