Ti ricordi il maghetto di Harry Potter? Cosa fa oggi ce lo dice in questa intervista

​Sopravvivere alla saga per bambini non è stato facile: per smarcarsene Daniel Radcliffe è passato dall'abuso di alcol alla scelta di buttarsi in ruoli estremi sullo schermo, come quello di Igor in Victor, la storia segreta del Dott. Frankenstein

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Daniel Radcliffe è un uomo dai molti primati. Uno è quello di essere stato il più giovane suddito d'Inghilterra ad avere avuto un ritratto esposto nella National portrait gallery (era il 2006, lui aveva 16 anni e da cinque aveva abbandonato la sua vita da teenager per dare un'identità cinematografica a Harry Potter). L'altro è quello di essere l'inglese under 30 che guadagna di più (il Sunday Times nel 2011 gli attribuiva un patrimonio di 48 milioni di sterline), oltre che, probabilmente, il più noto. Ma il verso primato di Daniel Radcliffe è come sia riuscito a sopravvivere a Harry Potter, là dove ci sono giovani attori uccisi da personaggi infinitamente meno ingombranti (ne sanno qualcosa le vittime di Disney Channel).

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Lui ha avuto i suoi cedimenti, certo, e una frequentazione troppo assidua con la bottiglia tra i 18 e i 20 anni («Ogni volta che andavo a ballare saltavano fuori telefonini e macchine fotografiche. Reggere tutta questa esposizione è impegnativo è l'alcol è un modo facile di fuggire da se stessi», ha raccontato di recente a Playboy). Ma oggi il problema è archiviato, al pari di Harry Potter, ciò che resta è un attore che ha cercato (e trovato) la sua strada. Anche con scelte estreme. Come era stato nel 2008 Equus, spettacolo teatrale in cui si mostrava nudo sul palco. E come è oggi Swiss army man, film presentato all'ultimo Sundance film festival in cui Daniel interpreta un cadavere, maleodorante e petomane. Ma anche un attore capace di ridersi addosso, come dimostra in Now you see me 2 (nelle sale a giugno), in cui interpreta Walter Maubry, miliardario senza scrupoli e illusionista senza talento. Il futuro gli riserva altri ruoli interessanti, come quello dell'atteso Young americans, in cui dividerà la scena con Amanda Seyfried e Dane DeHaan.

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Il presente invece glielo si legge negli occhi, è una felice storia d'amore con la collega Erin Darke, pure lei attrice, conosciuta sul set di Kill your darlings. La ragazza gli avrebbe fatto perdere la testa facendolo ridere mentre girava una scena («Ero io a ridere e non il mio personaggio e lì ho capito che correvo un grosso rischio»). Per un po' si sono nascosti, ora sembrano inseparabili. Quando lo incontro, però, Erin non c'è. Siamo a Londra per la presentazione del suo prossimo film, Victor, la storia segreta del Dott. Frankenstein (nelle sale il 7 aprile), in cui Radcliffe interpreta Igor, il fido e boccoluto assistente di Frankestein (che in quest'occasione ha le affascinanti fattezze dello scozzese purosangue James McAvoy): un bel ruolo romantico e tormentato che è senza dubbio la cosa migliore del film. Si presenta con un sorriso smagliante e la testa rasata. 

Che fine hanno fatto i suoi capelli?

Ho appena finito di girare Imperium, in cui interpreto un agente dell'Fbi sotto copertura che si infiltra in un gruppo terroristico americano per sventare un attentato.

La vita senza Harry procede bene.

Benissimo.

Non ne sente mai la mancanza?

No. Ma gli sarò per sempre grato. Ricordo quegli anni solo con gioia, perché mi hanno regalato degli amici e la possibilità di continuare a fare l'attore.

Ci sono attori che si perdono per molto meno.

Vero. Infatti sono altrettanto grato alle persone che hanno creduto in me dopo dieci anni passati a Hogwarts. Non è scontato. 

Daniel Radcliffe sul set del film Victor, la storia segreta del Dott. Frankenstein, al cinema dal 7 aprile.

Igor, l'assistente del dottor Frankenstein, è un personaggio affascinante e molto particolare.

È un uomo sensibile ed entusiasta. La dedizione che ha nei confronti del dottor Frankenstein è commovente. Interpretarlo è stato affascinante.

Sembrava a suo agio in quei panni.

Gli unici panni che non posso vestire, anche volendo, sono quelli di un giocatore di football perché mi mancano troppi centimetri (ride, ndr). E comunque Jani Kamine, la costumista, mi veste dai tempi di Harry Potter e il prigioniero di Azkaban: conosce tutti i miei difetti e sa come nasconderli. A parte questo, la moda della fine dell'Ottocento era fantastica, gli abiti maschili erano belli, comodi e funzionali, realizzati con tessuti magnifici. Francamente non credo che ci sia stato un periodo nella storia in cui gli uomini si siano vestiti meglio.

La vicenda di Frankenstein non invecchia.

È una parabola sull'utilizzo della scienza che è ancora incredibilmente attuale. Le più importanti scoperte scientifiche del nostro tempo possono diventare un pericolo per l'umanità se messe nelle mani sbagliate. Pensi al nucleare o più banalmente ai social media.

In ogni caso, è un ruolo molto diverso rispetto a quello a cui sono abituati i fan di Harry Potter.

Non così tanto: non è un horror e c'è una componente psicologica forte, ma nel complesso è un film d'avventura. Sono convinto che chi ha amato Harry troverà piacevole anche questo.

Che effetto le ha fatto la prima volta che l'ha visto in sala?

A dire il vero la prima volta eravamo in tre: io, la mia fidanzata Erin e un nostro amico. Ci è piaciuto moltissimo; ora che ci penso, avrebbero potuto mettere la nostra recensione sulla locandina. «Davvero eccezionale – firmato Daniel Radcliffe, la ragazza e un amico». Sarebbe stato divertente, no?

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