Emma Stone ha messo su 7 chili di muscoli per un buonissimo motivo

L'attrice dichiara guerra al maschilismo nel film La battaglia dei sessi, dove si rievoca la storica partita di tennis in cui per la prima volta una donna sconfisse un uomo: un match che, in tempi di sessismo, fa ancora sognare

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«Emma Stone è un'attrice bravissima e molto forte», sostiene Steve Carell, «mi batterebbe in ogni sport, di sicuro in una partita di tennis». «Steve è il migliore in tutto», ribatte il premio Oscar per La La Land «ovviamente è più bravo di me anche con la racchetta». Par di capire, da questo minuetto di reciproche cortesie, che i due attori protagonisti di La battaglia dei sessi, al cinema dal 19 ottobre 2017, si siano giocati sul set tutto il fair play che è mancato all'epica partita del 1973, rievocata nel film di Jonathan Dayton e Valerie Faris. Il match passato alla storia, appunto, come "la battaglia dei sessi", tra la campionessa Billie Jean King (interpretata da Emma Stone) e il collega più anziano - e maschilista - Bobby Riggs (un bravissimo Steve Carell), uno degli eventi sportivi più seguiti in televisione, anche per il suo valore simbolico, in anni di emancipazione femminile e rivoluzione sessuale.

Emma Stone, 28 anni, e Steve Carell, 55 anni, in una scena del film La battaglia dei sessi.
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La verità è che Carell ha dovuto sottoporsi a un duro training («il più pesante della mia carriera») per entrare nei panni dell'energico Riggs. E la Stone non aveva mai messo piede su un campo da tennis prima: «Ma ho una controfigura, la bravissima tennista che mi ha anche allenato», confessa presentando il film al Festival del cinema di Toronto accanto al collega.

Eppure per questo film ha messo su quasi sette chili di muscoli. Come si è sentita?

Come l'Uomo Ragno (ride e forse allude all'ex fidanzato Andrew Garfield, che ha interpretato Spider-Man nel 2012 e nel 2014, ndr). Avere quella massa muscolare ed essere in grado di sollevare pesi come mai avrei immaginato mi faceva sentire forte e sicura. Secondo l'allenatrice, avevo un fisico da ballerina, abbiamo dovuto lavorare molto per trasformarlo in quello di un'atleta come Billie Jean, ma non ho mai temuto di ingrassare o di diventare troppo grossa. Ero talmente orgogliosa di avere ottenuto questo ruolo. Per tanto tempo tutti hanno parlato di me come della protagonista di La La Land: amo quel film, ma avevo bisogno di prendere un po' le distanze. Mi sono buttata a capofitto in questa storia, che mi ha da subito appassionato.

Emma Stone e Andrew Garfield nel 2014, quando stavano insieme.

Lei e la vera Billie Jean siete diventate amiche.

In principio ero un po' timorosa di incontrarla, ero nervosa: è la prima volta che interpreto un personaggio reale. Ma Billie Jean è una vera forza della natura, una donna positiva, coraggiosa, intelligente e diretta. Mi ha detto chiaramente che era disponibile per chiacchierare con me e darmi consigli, ma non voleva impormi la sua presenza né mettermi sotto pressione. In effetti, a un certo punto, ho avuto bisogno di prendere le distanze per sviluppare il personaggio. Ma frequentarla è stato divertimento puro.

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Avete visto perfino gli Us Open insieme a New York.

Sì, e lei ha li commentati per me minuto per minuto. Era la prima partita a cui assistevo dal vivo.

Alla fine ha imparato a giocare a tennis?

Tirare diritti e rovesci come Billie Jean è un'impresa impossibile. Fisicamente è stato il ruolo più duro per me da recitare. Diciamo che sono diventata abile nel far finta di saper giocare. Ma la verità è che sono negata, e pure scoordinata.

I veri Bobby Riggs e Billie Jean King che, nel 1973, si sfidarono in un'epica partita a tennis.

Ma in palestra non ci va?

Certo, ma lo stretto necessario, seguo anche diverse diete per il mio lavoro, sotto la guida di un esperto. Ma fin da bambina mi piaceva fare altro.

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E sarebbe?

Adoravo improvvisare scenette e fare sketch. Da piccola soffrivo di attacchi di panico pazzeschi, al punto che mi mandarono da uno psicoterapeuta che mi fece avvicinare al teatro. In effetti, quando salivo su un palco e recitavo, tutte le mie ansie svanivano. Billie Jean mi ha confessato che a lei accadeva lo stesso con il tennis. Sapevo che fisicamente non avrei mai potuto diventare la macchina da guerra che era lei, quindi ho voluto rappresentarla come donna, interiormente.

Questo film tratta tanti argomenti importanti. Tra gli altri, il fatto che le tenniste fossero pagate meno dei colleghi maschi.

Sì, lo si vede anche nel film: molti uomini allora pensavano che le donne dovessero solo stare in camera da letto o in cucina. E che la passione per il tennis fosse per loro una specie di gioco, non una professione seria come per i colleghi maschi. Questa storia è ambientata 44 anni fa, ma è di scottante attualità. Billie Jean è diventata un simbolo di uguaglianza, tra uomini e donne, tra etero e gay.

Il punto centrale del film non è l'antagonismo tra maschi e femmine, Billie Jean King lo diceva spesso: Sono una brava tennista che, per caso, è anche una donna

Nel film recita in una scena di sesso con una donna.

Con una collega di grande talento come Andrea Riseborough: sono onorata di aver lavorato con lei, senza nessun imbarazzo. Del resto il film descrive davvero bene lo spirito di Billie Jean, che non è una partigiana delle donne, ma mira alla vera uguaglianza. Ha un marito fantastico, che le vuole bene e accetta che la moglie ami gli uomini ma anche le donne. Come Billie Jean ha dichiarato spesso: «Il punto non è essere maschi o femmine: io per esempio sono una brava tennista che, per caso, è anche una donna».

C'è chi ha paragonato lo scontro tra lei e Carell a una lotta all'ultimo sangue tra maschilismo da circo e femminismo. Come quello tra Donald Trump e Hillary Clinton.

Incontrare Hillary è stato uno dei momenti più emozionanti della mia vita. E sì, forse questo film avrebbe dovuto uscire in quel periodo. Purtroppo certi ragionamenti sessisti tra il suo personaggio e gli amici – tra l'altro personaggi realmente esistiti – si sentono in giro anche adesso. Quanto a Steve, è stato un partner divertente, un vero gentleman con tutti.

Lei e Carell avevate già recitato insieme in un altro film, Crazy, stupid love.

Eravamo io, lui e Ryan Gosling (ora al cinema in Blade runner 2049, ndr)e dobbiamo assolutamente ripetere la cosa.

Gosling ha confessato che l'esperienza più brutta su quel set fu quando la sollevò, come nella famosa scena di Dirty dancing. E lei gli piombò addosso «come un opossum che cade da un albero», graffiandogli il viso.

Ryan è simpaticissimo. Usa metafore esilaranti. Il suo senso dell'umorismo mi ha sempre stregata.

Emma Stone con Ryan Gosling in Crazy, stupid, love (2011).

Pare che sia l'attrice più pagata di Hollywood. Questo l'ha cambiata?

Non sono ancora sicura di saper esprimere la mia opinione come vorrei. Temo tuttora di commettere errori e ammiro le altre attrici più brave di me in questo, che non temono di venire fraintese. Sono timida, ma cerco di fare del mio meglio per essere una brava persona e portare avanti i miei ideali.

Non è bastato un Oscar a darle coraggio?

Non so se interiormente mi abbia rinforzato in qualche modo, a me non sembra. Ne sono stata molto onorata, ma resto con i piedi ben piantati per terra.

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