Bebe Vio e il valore della diversità: «Siate speciali»

«Basta accettare il difetto che hai, e trasformarlo in una cosa figa», la campionessa di fioretto ci spiega l'importanza di sentirsi speciali

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Non si ferma più, e d'altronde perché dovrebbe, Bebe Vio, una ragazza che si è vista portare via braccia e gambe a 11 anni e che a 19 ha vinto la medaglia d'oro nel fioretto alle Paralimpiadi di Rio e si è scattata un selfie con il presidente Barack Obama. L'invito alla Casa Bianca è stato il picco di un anno fantastico, che si chiude per Bebe Vio con un'altra, e non piccola, soddisfazione. Quella di sfilare il 5 dicembre 2016 a Roma, sul tappeto rosso al fianco di Tim Burton, nei panni di testimonial della campagna per l'uscita in Italia del suo nuovo film Miss Peregrine - La casa dei ragazzi speciali (dal 15 dicembre 2016 al cinema). #SiateSpeciali, questo l'hashtag, è un incitamento a vedere le diversità nel giusto modo. Come ha sempre fatto Beatrice Vio, che dalle sue mancanze ha tratto la forza per alimentare l'inesauribile carica della sua vita. La stessa energia che ti resta addosso dopo aver parlato con lei.

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Contenta di essere stata con Tim Burton all'anteprima italiana di Miss Peregrine?

Tantissimo, mi sono sempre piaciuti i suoi film, anche se devo confessare che non lo avevo mai visto neanche in foto. Sono andata su Google e ho scoperto che era proprio come me lo immaginavo.

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Il messaggio legato al film è #SiateSpeciali. Cosa vuol dire?

Per me è quello che ti fa essere diverso agli occhi degli altri. Accettare un difetto, capirlo e farlo diventare una cosa figa, questo è importante. Non parti speciale, ma lo diventi quando inizi a piacerti.

E lei ne conosce tanti di ragazzi speciali.

Ce ne sono molti nell'ambiente paralimpico, penso a Emanuele Lambertini, il più giovane atleta a Rio. Ha subito l'amputazione di una gamba sotto il ginocchio. All'inizio si vergognava, ma ci abbiamo lavorato tanto insieme, finché non ha cominciato a provarci con le ragazze mostrando senza vergogna la protesi. È un atleta olimpico, che c'è di più fico?

Bebe Vio insieme a Tim Burton.
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E invece lei da chi è stata aiutata?

Quando subisci un'amputazione non esiste un libretto d'istruzioni, neanche ci credi che possa succedere davvero. Uscita dall'ospedale ho avuto la fortuna di avere due persone che mi hanno detto come poteva essere la mia vita: Oscar Pistorius e Alex Zanardi.

Stavo proprio per chiederle se conosce Alex.

Alex è un esempio per tutti noi, lui mi ha insegnato che la vita non era finita, dovevo soltanto trovare nuove sfide da affrontare e vincere, senza smettere mai.

A 5 anni ho deciso che sarei andata alle Olimpiadi. Magari ti succede qualcosa nel frattempo, ma l'obiettivo deve restare lo stesso.

Immagino che la sua famiglia sia stata molto importante per lei allora, e lo sia anche adesso.

Ho un gruppo di persone, le stesse da anni, che mi ricordano di essere la Bebe Vio che sono sempre stata. Ovviamente i miei genitori e gli amici fidati. Non mi piacciono le persone che si montano la testa non appena hanno un minuto di popolarità e non voglio diventare così. Sono sempre stata troppo buona, spesso persone poco sincere hanno cercato di approfittarne. La mia squadra mi aiuta a tenerle lontane.

L'abito di Dior per il red carpet con Tim Burton lo hanno fatto apposta per lei?

Sì, questa volta sì, al contrario di quello che la maison Dior mi aveva dato per il ricevimento alla Casa Bianca. C'è un bel feeling con Maria Grazia Chiuri, nuovo direttore creativo di Dior, mi ha anche invitata all'ultima Fashion week di Parigi, il concept della loro sfilata era proprio ispirato alla forza e alla determinazione. L'abito si ispira sia alle atmosfere del cinema di Tim Burton che alla mia grande passione, la scherma. È bellissimo.

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Ecco, la scherma. È stato emozionante vederla tirare in piedi. Ci sta facendo un pensierino?

No, semplicemente volevo provare ed è stato molto bello. Prima di Rio 2016 non ho potuto fare tante cose, dovevo essere concentratissima sulle Olimpiadi. Adesso e fino a gennaio invece posso fare quello che voglio, quindi mi toglierò qualche sfizio.

Si è fatta un selfe con Obama ancora presidente. Glielo chiedo: che tipo è?

È una persona che trasmette il desiderio e il piacere di fare quello che fa. Quando lo incontri e lo senti parlare ti accorgi che quello che dice è vero, non sono frasi di circostanza. E poi è uno tranquillo, uno sciallo!

Quel tweet ha attirato un sacco di social haters. Come l'ha presa?

Non ci ho fatto molto caso, se sono contenta, dico quello che penso. Gli haters passano.

E lei resta. Cosa c'è nel suo futuro?

I miei prossimi obiettivi sono Tokyo 2020 e Milano 2024, se sostituisce Roma nella candidatura e la vince. E fare tutto il possibile per lo sviluppo del Comitato italiano paralimpico, quando non sarò più un'atleta.

Ha le idee chiarissime.

A cinque anni ho deciso che sarei andata alle Olimpiadi, magari ti succede qualcosa nel frattempo, ma l'obiettivo deve restare lo stesso. E ci riesci con la squadra giusta, facendolo diventare un sogno comune. Spesso le persone si fermano di fronte alle difficoltà. Invece dovete credere nei vostri sogni, sempre: #SiateSpeciali.

Spesso le persone si fermano di fronte alle difficoltà. Invece dovete credere nei vostri sogni, sempre.

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