Paola Cortellesi si racconta: «Che noia le perfettine»

È precisa, puntuale, esigente: non a caso la chiamano «signorina Rottermeier», ma nel nuovo film di Cristina Comencini, Qualcosa di nuovo, si lascia andare, travolta da un incontro inaspettato e contro le regole

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Ci incontriamo in un bar dall'atmosfera francese, in un angolo della Roma residenziale. Di fronte c'è una bocciofila, di fianco una merceria che pare una capsula del tempo, con quel cartello scritto a mano in vetrina: «Si riammagliano calze». Paola Cortellesi si presenta con un paio di occhiali dalla montatura severa e il sorriso da ragazza, un incrocio fra serietà e dolcezza, postmodernità e nostalgia. E non c'è proprio niente di incongruente in questa donna che sa dare spazio alle sue varie nature. «Tutte le donne sono tante cose, e a volte per interpretare bene un ruolo si finisce per esserne intrappolate», afferma.

Paola Cortellesi, 42 anni, è sposata con il regista Riccardo Milani e ha una bambina di 3 anni e mezzo, Laura.
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L'ultima donna in ordine di tempo ad averla intrappolata è Lucia, protagonista di Qualcosa di nuovo, film di Cristina Comencini nelle sale: una single quarantenne che fa la cantante jazz e ha costruito un muro nei rapporti con gli uomini. «Al contrario della sua amica di sempre, Maria (Micaela Ramazzotti, ndr), che è una professionista divorziata con due figli e vive  il sesso in modo libero, dice lei, anche se in cuor suo cerca l'uomo ideale». 

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Un disastro.

Appunto. In una delle sue serate Maria conosce un tipo. La mattina dopo, per quel poco che ricorda, lo descrive come maturo e affidabile. Ma quando lei esce di casa, io (Lucia), mi ritrovo davanti un ragazzo di 19 anni che, non ricordandosi molto della sera precedente, mi scambia per Maria. Per salvarla dall'ennesimo errore mi fingo lei, ma questo ragazzo è diverso dagli altri uomini che di solito caccio via: mi spiazza e comincio a rivederlo, riaprendomi al mondo maschile. Così come lui beneficerà di un'educazione sentimentale col turbo.

Il cast di Qualcosa di nuovo: a fianco di Paola Cortellesi, Eduardo Valdarnini e Micaela Ramazzotti.

Ai giovani manca davvero un'educazione sentimentale?

Manca un'educazione al rispetto dei generi, che dovrebbe cominciare già dalla scuola materna. E credo che questo causi disastri molto più profondi che i semplici scontri amorosi, per esempio il femminicidio, che fa numeri impressionanti per un Paese cosiddetto civile. Parte tutto dalla diseducazione al rispetto delle donne e delle diverse scelte sessuali. 

Come fa una quarantenne a innamorarsi di un ragazzo di 19 anni?

Un diciannovenne non ha le sovrastrutture che hanno accumulato i miei coetanei, ha ancora la purezza, la schiettezza, la sincerità, l'entusiasmo, la fantasia e quella voglia di ascoltare che è il desiderio di ogni donna. 

Anche una prima della classe come lei ha bisogno di essere ascoltata?

Pensi che a scuola ero una capra, con rispetto parlando per le capre. 

Sarà, ma ora la vediamo ballare, recitare, cantare, fare televisione benissimo. 

La prima della classe è quella che si prepara per fare bene, ma il termine comporta che qualcosa, di quella persona, ti stia antipatico. È una percezione con cui gioco, per esempio nel programma che ho condotto insieme a Laura Pausini. Ed è vero che mi preparo, che sono precisa e amo la puntualità: sul lavoro mi chiamano «signorina Rottermeier». 

Paola Cortellesi in una scena di Qualcosa di nuovo.

Una perfezionista?

Sul lavoro sì, ricerco la perfezione e sbaglio, perché la perfezione non esiste. Preferisco fare un'ora di prove in più che una in meno. In effetti, ora che mi ci fa pensare, un po' prima della classe lo sono davvero.

Anche come mamma e moglie?

No! E per fortuna. Altrimenti avrei già divorziato e mia figlia (Laura, di tre anni e mezzo, ndr) mi avrebbe abbandonata. Nella vita privata sono molto imperfetta, anche nel gestire le cose pratiche: mi perdo spesso in un bicchier d'acqua. Con mio marito (il regista Riccardo Milani, ndr) e mia figlia è cazzeggio libero.

In Qualcosa di nuovo il suo personaggio non ha figli. In Mamma o papà invece, la commedia diretta da suo marito in cui recita con Antonio Albanese e che uscirà nei prossimi mesi, è madre di tre ragazzi.

Mamma e papà è il remake di un film francese di cui ho scritto l'adattamento insieme a Giulia Calenda e a Riccardo. Racconta di una coppia che divorzia serenamente, d'accordo su tutto eccetto l'affidamento dei figli. Ma la guerra non si scatena perché ognuno vuole tenere con sé i ragazzi, bensì perché vuole mollarli all'altro.

Micaela Ramazzotti e Paola Cortellesi in una scena del film.

La comicità serve a raccontare l'Italia di oggi?

La commedia all'italiana è il cinema con cui mi sono formata, quello dei grandi come Scola, Monicelli e Comencini, che hanno raccontato i vizi e le virtù del nostro Paese con ironia, ma anche cattiveria e sarcasmo. L'umorismo è importante per arrivare a tutti e far riflettere anche su cose scomode e indigeste. La comicità tocca sentimenti universali, compresa la paura di essere giudicati dagli altri o l'imbarazzo di sentirsi sbagliati. 

In Qualcosa di nuovo c'è una battuta: «Abbiamo bisogno di una vacanza da noi stesse». Vale anche per lei?

Per fortuna il lavoro mi aiuta a prendere numerose vacanze da me stessa. Dovrei farlo ancora di più anche nel privato, uscire di più dagli schemi.

In quale ruolo folle vorrebbe calarsi?

Vorrei essere una rockstar: sregolatezza totale, cioè il contrario di quello che sono. E invece non ci riesco, amo proprio la logica. Che ci posso fare?  

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