Se una va a letto con tanti...

​Padri e figlie di Muccino come Trainwreck: la protagonista ha rapporti con molti uomini. Al cinema funziona, ma nella realtà...

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Della ragazza di facili costumi è meglio ridere o piangere? Vi eravate accorte che Padri e figlie, il nuovo film di Gabriele Muccino, è la versione drammatica di Trainwreck – Un disastro di ragazza, la commedia romantica con Amy Schumer uscita a settembre?In entrambi, al presente la protagonista (in Padri e figlie è Amanda Seyfried) va a letto con chiunque; in entrambi, nel suo passato c'è la spiegazione freudiana a questo comportamento inaccettabile. Nel caso di Amy Schumer il trauma stava nella prima scena: il padre, separandosi dalla madre, aveva ammonito le figlie: la monogamia è una truffa (dategli torto voi, se riuscite: io non me la sento). La ricostruzione del trauma di Amanda Seyfried arriva un po' alla volta, lungo tutto il film di Muccino, ma c'entra sempre il padre, l'imprinting, il primo grande amore che l'ha abbandonata.

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La morale è sempre la stessa: se una va a letto con tutti(meglio: con tanti), qualche problema ce l'ha. La stessa Schumer, che il film che ha interpretato l'ha anche scritto, dice che se avesse un'amica che si comporta in quel modo le suggerirebbe di andare da un analista.Qual è la soglia d'allarme? Quand'è che dici «amica, sono troppi, devi curarti»? Esiste? È un'immagine realistica, nel ventunesimo secolo? Ci sono amiche che ti fanno la morale sulla quantità dei tuoi amanti? E ci sono poco-di-buono che non rispondano «Fatti gli affari tuoi, vado a letto con chi mi pare»? È un meccanismo che funziona solo al cinema?

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Perché che al cinema funzioni è evidente: il film di Muccino sta andando bene e tutte, all'uscita dalla sala, dicono d'aver pianto tantissimo; Trainwreck qui da noi non è andato a vederlo nessuno, ma in America aveva incassato 130 milioni di dollari.Ero al liceo quando uscì Attrazione fatale. Ero moralista come sanno esserlo solo le adolescenti, e ricordo che m'indignò molto un articolo in cui Natalia Aspesi diceva che il personaggio di Glenn Close, che il pubblico amava odiare, pagava lo scotto dell'essere una donna che andava a letto con chi le pareva. Aveva ragione la Aspesi, ovviamente: ce la prendevamo con Alex Forrest, la bollitrice di conigli, non perché c'importasse dei cuccioli lessati, ma perché non c'era neanche un trauma infantile che la motivasse.

Se Attrazione fatale lo girassero oggi, ci sarebbe almeno un flashback in cui la piccola Alex Forrest sorprende il padre a letto con una donna che non è la madre; fuggendo, viene inseguita dalla coppia fedifraga che, nella foga, investe l'animale domestico della piccina. La scena, assente dalla sceneggiatura originale, verrebbe però pretesa dal produttore. Consapevole che al cinema, se vai a letto con la gente sbagliata, devi almeno avere la giustificazione dello psicologo.

(Nella foto: Aaron Paul e Amanda Seyfried in una scena diPadri e figlie di Gabriele Muccino)

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