Unioni civili, la nuova legge è una conquista di tutti

Finalmente è stato riconosciuto il principio di uguaglianza di tutti i cittadini, come recita la Costituzione: una buona notizia che ci mette in pari con buona parte degli altri Paesi europei



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Ci sono settimane di cattive notizie e settimane di buone notizie. L'ultima è stata una settimana di buone notizie. Primo perché sono passate le unioni civili. Una svolta epocale che ci mette finalmente in pari con buona parte dei Paesi europei. Non siamo ancora i primi della classe, ma non siamo nemmeno i più somari. Da qui in avanti, se ci si applica, si può solo migliorare. Spiace soltanto che, tra anatemi, proclami omofobi, inviti alla resistenza e annunci funebri, non si gioisca all'unisono, considerando questa legge non una conquista di tutti ma un capriccio di pochi. Dimenticando che uno Stato democratico, fondato su una Carta che al terzo articolo recita «tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge», deve poter rappresentare tutti quanti, compresi gli atei, i separati, i miscredenti, i gay incalliti e i conviventi. Mi sembra da tempo una cosa così ovvia che mi vergogno persino a scriverla.

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Giustizia è fatta

La seconda cosa bella è la condanna a 20 anni in Cassazione di Luca Varani, l'uomo che tre anni fa ha sfregiato con l'acido il bel sorriso di Lucia Annibali, ex fidanzata e collega. Un gesto che, come notava un'amica in redazione, si può definire solo in un modo: tribale. Eppure lo ha commesso un avvocato, uno che ci s'immagina civile e acculturato. Infatti per non sporcarsi le mani ha assoldato due sicari. Le accuse sono di stalking e tentato omicidio. La condanna ormai confermata in via definitiva. Giustizia è fatta. Lucia, 39 anni, avvocato di Pesaro, un'infinità di interventi alle spalle e una resistenza, non solo fisica, che può paragonarsi solo a quella delle querce secolari, ha commentato la sentenza dicendo: «Ho dimostrato che sono più forte di chi mi ha sfregiato». Piccola donna con una tempra d'acciaio (Cristiana Capotondi la interpreterà in una fiction di cui sono appena iniziate le riprese). Il caso è chiuso, ma la sua vita continua, tra medici, ospedali e quella voce dentro che le ripete ogni giorno, non mollare. Uno pensa che si nasca forti e invece è un incessante ed eroico esercizio quotidiano.

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Ai vertici si parla, lì si fa

La terza buona notizia è che quasi mille migranti sono stati messi in salvo la scorsa settimana, nel mare tra la Libia e Lampedusa, dalla Guardia costiera italiana. Si tratta per lo più di siriani partiti dalle coste egiziane, tra di loro tante donne e bambini. Alcuni sono sbarcati ad Augusta, altri a Catania, Palermo, Crotone. Mentre l'Europa si accapiglia sul tema delle barriere e dei confini, sul numero di rifugiati da prendere e respingere, laggiù nel profondo sud d'Italia qualcuno si occupa di dare loro riparo e accoglienza. Ai vertici si parla, lì si fa. Una che fa tantissimo è Agnese Ciulla, 44 anni, da tre assessore alle Attività sociali di Palermo. Ha due figli suoi, di 8 e 14 anni, e 480 arrivati dal mare. Dal 2012 si occupa di profughi minorenni: la scuola, i documenti, le malattie da curare, a tutto pensa lei, come una mamma. Infatti la chiamano la Grande Madre, e come minimo bisognerebbe farle un monumento. Di altre notizie buone ce ne sono, ma mi fermo qui. Per una volta le brutte non le guardo neanche, perché si parla quasi solo di quelle. E poi alla fine c'è sempre chi dice: non faccio figli perché il mondo è crudele. Senza pensare che se ci fossero più figli — più teste nuove, più idea di futuro — magari crudele lo sarebbe di meno. Chissà se basta un bonus per crederci davvero.

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