Per sradicare la violenza sulle donne bisogna prima sradicare gli stereotipi di genere

Per cambiare la mentalità che accetta e tollera abusi fisici e sessuali ci vuole la collaborazione di tutti, della politica, della legge, della scuola, degli uomini, di tutte noi: cominciamo dalla Giornata per l'eliminazione della violenza contro le donne, il 25 novembre

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Se le bambine vogliono essere principesse e i bambini astronauti.

Se la cameretta la deve mettere a posto lei. Se la scienza e la matematica sono roba da maschi. Se il calcio è da ragazzi e la danza da ragazze (in caso contrario o è lesbica o è gay). Se gli uomini veri non piangono. Se l'istinto materno ce l'hanno tutte le donne. Se il rosa è delle femminucce e l'azzurro dei maschietti. Se stiamo ancora alle quote rosa.

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Se una campionessa di nuoto o di checchessia resta sempre una "dilettante".

Se guadagnare meno di un uomo è normale. Se bisogna fare i maschi per comandare. Se è meglio un presidente scemo che un presidente donna. Se esiste ancora il soffitto di cristallo. Se un uomo ambizioso è un maschio alfa e una donna ambiziosa è una stronza. Se i padri sono bravi quando fanno i padri, e le madri sono madri e basta. Se una donna single è una zitella e un uomo single uno scapolo d'oro. Se una over 40 con partner giovane è una cougar o una milf e un over 40 con partner giovane è un figo.

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Se la minigonna è una provocazione.

Se ti chiamano figa di legno perché non ci stai e zoccola perché ci stai, mai vie di mezzo. Se te la sei cercata. Se accetti di fare sesso solo perché ha voglia lui. Se NO significa SÌ. Se la sua gelosia è segno che ti ama. Se smetti di uscire perché lui non vuole. Se pensi che ti ama perché ti picchia. Se sei convinta che cambierà. Se ti senti colpevole se qualcuno ti molesta. Se ti azzera l'autostima ma non lo lasci. Se accetti le avance perché non sai come uscirne. Se ti scoraggiano dal denunciare.

Se pensi che al colloquio può esserti utile una scollatura.

Se flirti col prof per ottenere un voto più alto. Se ti senti in colpa quando torni tardi la sera dall'ufficio. Se non riesci a fare tutto e pensi di non essere capace. Se fai fatica a chiedere aiuto. Se ti accontenti anche se sai di meritare di più. Se devi scegliere tra carriera e famiglia. Se l'orologio biologico esiste solo per te. Se prendere l'autobus dopo le nove di sera è rischioso. Se gliela devi dare perché "funziona così". Se anche tu dividi il mondo tra le facili e le serie.

Il 25 novembre è la Giornata mondiale contro la violenza di genere.

Il 35 per cento delle donne, secondo i dati dell'Oms, ha subito almeno un atto violento nel corso della vita, nel 30 per cento dei casi da parte di mariti e fidanzati.Il 38 per cento delle vittime di femminicidio muore per mano del partner. Gli abusi fisici e sessuali portano nella gran parte dei casi problemi di salute, come depressione e alcolismo. In prima fila sul fronte delle violenze domestiche Asia sudorientale, Paesi arabi del Mediterraneo e Africa (37 per cento). Ma anche l'Europa non scherza: 25 donne su 100 sono abusate fisicamente o sessualmente dal partner. Perché? Abbiamo provato a dare una risposta sul n. 46 di Gioia!, raccontando storie e ascoltando voci. Convinte che per sradicare la violenza di genere ci vuole la collaborazione di tutti: della politica, della legge, della scuola, degli uomini, di tutte noi. Solo così si può cambiare la mentalità che l'accetta e la tollera. Cominciando a smontare, uno alla volta, tutti questi SE.

Scrivete a Maria Elena Viola, direttore di Gioia!: direttoregioia@hearst.it

Foto di Toa Heftiba su Unsplash.

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