Cara Miley Cyrus, essere buone non basta

La popstar ex-trasgressiva si dà arie da signora perbene, ma anche le celebrità più impegnate corrono dei rischi

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Cara Miley Cyrus,ci vuole metodo per fare la star.

Gli studiosi riconosceranno nella tua carriera precisi stadi di evoluzione. C'è stata l'era Disney: sono abbastanza vecchia da aver usato mia figlia come scusa per guardare Hannah Montana. L'avevo rimosso, come te, ma quando l'altro giorno in macchina con James Corden ti sei messa a cantare The climb ti sono venuta dietro a squarciagola: che senso ha fingere di non essere state quelle che eravamo? Certo: tu avevi 16 anni, io più del doppio, ma entrambe dobbiamo adoperarci «per permettere a quell'identità bambina di brillare, senza scappare, anzi: accettandola».

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È stato un percorso accidentato. Per prendere le distanze da quell'adolescente coi boccoli caramellati tu ti sei trasformata in Miley la scandalosa, quella del twerking e delle linguacce; e io sempre dietro a squarciagola, ché ognuna si rifiuta di diventare grande come può. Poi, lo scorso maggio, è uscito il disco nuovo: Younger now. E mi è sembrato mortalmente noioso. Credevo fosse perché siamo diventate anagraficamente incompatibili – sarebbe stata ora – invece no, è una questione programmatica.

«Ho capito che se la gente finisce comunque per parlare di quello che faccio, allora tanto vale fare qualcosa di buono, in grado di cambiare la vita delle persone, anziché creare scandaletti destinati solo a diventare maschere per Halloween», hai detto per spiegare la tua nuova fase: Miley la sciura engagé. A parte che anche fornire ispirazioni per Halloween è un servizio lodevole, mi sentirei di metterti in guardia: il lato chiaro della Forza parimenti insidioso è.

Considera Angelina Jolie, la più buona di tutte. Qualche anno fa, racconta il Sunday Times, si offrì come esca per catturare un criminale di guerra africano (di cui né io né te abbiamo mai sentito parlare, impegnate come siamo state a cantare Wrecking ball). La proposta venne fatta direttamente a Luis Moreno Ocampo, allora procuratore capo della Corte penale internazionale, che entusiasta le chiese: «Puoi portare anche Brad?». La speranza era che, attratto da tanta luccicanza, questo signore della guerra accettasse un invito a cena con arresto finale. Spero non ti deluda troppo sapere che non se ne fece nulla. E pure che l'impressione che resta di Angelina, più che di salvatrice dell'umanità, è quella di una che ha girato troppi film, e manco tutti belli.

Io vedo quello che stai facendo, Miley. Il punto più rassicurante di biondo, l'intonazione accorata in occasione di ogni disgrazia maggiore, l'autoironia retroattiva – adesso con quella lingua ci puoi attaccare i francobolli – e l'enfasi con cui hai deciso sia necessario spiegarci che l'amore è tutto quello che conta. Lo vedo, e apprezzo assai la messinscena, ma non basta. Se non mi fai cantare a squarciagola, non è che poi ci credo veramente.

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