Ecco perché Cindy Crawford sarà sempre più bella della figlia Kaia

Nonostante le ovvie differenze tra la modella più bella di sempre e il resto di noi, la generazione delle perennial ha sconfitto la mezza età: possiamo finalmente fare quello che ci pare

Più Popolare

Cara Cindy,

tua figlia non sarà mai bella come te.

È uno dei privilegi dell'essere (stata) Cindy Crawford, e perciò ti distingue dal resto del genere umano. Kaia ha 15 anni: è uno schianto, fa la modella, rilascia dichiarazioni ragionevolmente giudiziose – «Vado a scuola tutti i giorni, lo studio prima di tutto, e lavoro nel tempo libero, ma mi piace così tanto che non mi sembra di neanche lavorare» – ma non c'è foto in cui risulti più interessante del tuo riflesso. La fotogenia si eredita, il mestiere si impara, l'irripetibilità è un accidente.

Advertisement - Continue Reading Below

Più Popolare

Quello che ci accomuna invece è un'ovvietà ancora più disarmante: le nostre figlie saranno sempre più giovani di noi. E lo saranno – a lungo e con una certa sfacciataggine – senza neanche prendersi il disturbo di spostare in un'altra stanza quelle braccia lunghe lunghe, quegli occhi sbuffati al cielo, quelle conversazioni che origlio (per caso!) su Whatsapp senza capire una parola. Lo saranno infilandosi (per sbaglio!) le mie infradito – «Le prime che ho trovato, mamma, che cambia» – e poi gli occhiali, i cappelli, le scarpe e le magliette. I pantaloni no: sono troppo larghi. Ogni confronto è dissennato, mica è quello il problema: sarebbe terribile se loro non fossero migliori di me. Il problema è: io – che sono io, non sono te – posso continuare a indossare vestiti che donano a un'adolescente? E a guardare la stessa tv? Ascoltare la stessa musica?

Nel secolo scorso, le madri facevano le madri. Avevano le divise beige della mezz'età – mezzi tacchi, mezze code, mezze lunghezze – e mai si sarebbero sognate di mettere le Converse alte sotto i pantaloni corti per accompagnarci a concerti di cui sapevano a memoria tutte le canzoni. O più precisamente: quelle che lo facevano venivano trattate con degnazione (loro) e compatimento (le figlie). Invece l'altro giorno io ho saputo che Jovanotti ha prenotato i palazzetti per la tournée dell'anno prossimo, e ho bloccato le agende di tutta la famiglia.

Per fortuna c'è internet (se per ogni concerto devo comprare cinque biglietti, capisci che mi tocca risparmiare sul resto dell'intrattenimento). E su internet dicono che la nostra generazione, Cindy, la mia e la tua, ha sconfitto la mezz'età. Siamo perennial, noi. Entrambe. «Persone rilevanti che sanno i fatti del mondo, sono al passo con la tecnologia, e hanno amici di tutte le età» (spesso a loro insaputa, ma non si può avere tutto). Possiamo metterci le perle e il chiodo, guardare Twin Peaks e Pretty little liars. E possiamo ballare tutta la sera sotto il palco: siamo troppo giovani per il monocolo, ma troppo vecchie per prendere sul serio il senso del ridicolo.

More from Gioia!:
Razzismo società multirazziale
Firme
CONDIVIDI
Che senso ha il razzismo in un'epoca che ha scelto la globalizzazione?
Colori, razze e altre categorie troppo rigide non sono più in grado di descrivere la nostra realtà complessa
Firme
CONDIVIDI
Gisele Bündchen forza della natura alias: come reagire benissimo alle sconfitte
Ciò nonostante, anche quando piangi sei uno schianto: è la regola Bündchen dell'infallibilità
Firme
CONDIVIDI
Fate uno sforzo e provate a mettervi nei panni (e a vivere i casini) di Woody Allen e Mia Farrow
Ma siamo sicuri che se fossero successe le stesse cose a noi, gente normale, avremmo reagito più compostamente?
Firme
CONDIVIDI
Domanda: ma il Festival di Sanremo di Claudio Baglioni non doveva andare malissimo?
Perché Baglioni è un classico, il jukebox delle nostre vite, uno che ci fa saltare sul divano con le prime quattro note di La vita è adesso
Firme
CONDIVIDI
Cosa insegneranno mai a Yale a chi frequenta il corso sulla felicità (per la cronaca: il più seguito nella storia dell'Ateneo)?
Laura Santos ha dato il via al corso più seguito nella storia di Yale: Psychology and the good life, in poche parole come essere felici
Dissenso comune attrici italiane
Firme
CONDIVIDI
Contro le molestie ci vogliono i fatti: l'appello delle attrici italiane
124 firme nella lettera-manifesto "Dissenso comune" per riscrivere il rapporto tra i sessi: è la sfida del secolo e non possiamo perderla
Firme
CONDIVIDI
In che modo Gabriele Muccino ci rovinerà anche questo San Valentino?
Il regista di A casa tutti bene, al cinema dal 14 febbraio, sa delle cose di noi e delle nostre relazioni, e passa i film a sputtanarci
Firme
CONDIVIDI
Ci vuole insolenza per essere una principessa inglese e decidere di sposarsi quest'anno: Eugenia siamo con te
Ci vuole coraggio per decidere di sposarsi quest'anno nella cappella del castello di Windsor, esattamente come Harry e Meghan
Firme
CONDIVIDI
Le regole della coppia aperta? Sono fatte per essere infrante (come tutte le regole dell'umanità)
Nel suo libro La promessa, Sarah Dunn parla di relazioni extraconiugali, felicità e condizionatori
Firme
CONDIVIDI
Cos'è l'amore e perché rimane un mistero bellissimo che la scienza non sa spiegare
Aumentano le app di incontri, ma ci s'innamora sempre meno: è che abbiamo confuso la chimica dell'attrazione con le affinità