Perché Serena Williams non deve offendersi per quello che ha detto McEnroe

Oggi dici una cosa generica e devi scusarti con qualunque categoria si senta offesa: il tennista ha detto che la Williams è la miglior atleta «femmina» degli ultimi anni (sottinteso: se giocasse contro gli uomini sarebbe ultima), ma non si è pentito

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Una delle cose che più mi irritano nel dibattito pubblico degli ultimi anni è la riduzione delle donne a vittime dei prepotenti. Sarà che la prepotenza è la mia caratteristica più spiccata: trovo davvero offensivo che non mi si riconosca l'abitudine a esercitarla. C'è un neologismo tramite il quale è molto di moda far la lagna, che sintetizza questo meccanismo: mansplaining. La crasi tra man (uomo) e explain (spiegare) indicherebbe la tendenza degli uomini a prevaricare sulle donne nelle discussioni, a interromperle, a non starle a sentire, a spiegare in tono condiscendente cose che le donne sanno meglio di loro. Se avete mai avuto una conversazione con me lo sapete: sono quella che, interrompendovi spazientita, vi ha spiegato cose 
col tono «ma dimmi te se è possibile essere così cretini». Si vede che sono un uomo.

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L'uomo cattivo della settimana è John McEnroe. Un'altra delle cose che più mi irritano di questo secolo è l'abuso di richieste di scuse. Fai una battuta e devi scusarti con quelli che non l'hanno capita, dici una cosa generica e devi scusarti con qualunque categoria si senta offesa (ci si può offendere in quanto donne ma anche in quanto vegane, in quanto celiache, in quanto giocatrici di tennis, padrone di cani, cuoche di amatriciana senza cipolla, utilizzatrici di assorbenti interni: quand'è che l'umanità è diventata così ampiamente suscettibile?).

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Si fa prima a scusarsi che a dire «Ma siete scemi? Ma cosa vi offendete, ma chi vi pensa, ma riprendetevi», e quindi tutti si scusano. Il rapper si scusa perché ha messo like a uno che diceva che la foto di tre donne grasse lo faceva vomitare (dice che era stato il touchscreen – e io gli credo: quasi tutte le mie interazioni online sono dovute a scivolosi polpastrelli che hanno poc'anzi agguantato patatine fritte – ma si scusa comunque); l'attore si scusa perché suggerendo di guardare un video senza sottotitoli ha offeso i sordi; si scusano tutti, tranne McEnroe, il mio eroe.

Un'altra cosa irritante è che le ovvietà non sono più tali. Per esempio: le donne sono fisicamente più deboli degli uomini. In un'intervista, McEnroe ha detto che Serena Williams è la miglior atleta femmina degli ultimi 15 anni. Perché specifica «femmina», e non dice atleta in assoluto, ha inzigato l'intervistatrice, che sa come far offendere la platea. McEnroe ha risposto con un'ovvietà: se Serena giocasse contro gli uomini, arriverebbe ultima. Apriti cielo.

Siccome ha un libro in uscita, aveva un'intervista al minuto, e ognuno sperava d'essere quello che faceva scusare McEnroe. Ma lui niente. Ha ammesso che le figlie l'avevano cazziato, ha detto che lui ha 58 anni e Serena la batterebbe forse giusto ora che è incinta, ma ha tenuto il punto. Non c'era niente di cui scusarsi, e l'ovvio restava ovvio. Serena ha fatto due tweet di risposta. Nei quali, santo cielo, ha chiesto di non essere disturbata «mentre cerco di fare un bambino». Non dirò che McEnroe è spiritoso e la Williams no: mica voglio essere accusata di scarsa solidarietà femminile dalle suscettibili secondo le quali lui è un maschio prepotente e lei un'eroina ingiustamente vessata. Però posso notare che, se da incinta puoi vincere ogni torneo di tennis, puoi anche sopravvivere a una polemicuzza passeggera con un signore di splendidamente brutto carattere?

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