I foreign fighters tornano in Europa, ma il terrorismo si combatte con la cultura, non con la paura

La strage di Manchester dimostra che i jihadisti hanno lasciato i territori dello Stato Islamico e sono pronti a infiltrarsi e colpire altrove: ma invocare muri e leggi speciali è follia

La strage di Manchester è un cambio di passo dell'Isis. Che credevamo quasi sconfitta con la battaglia di Mosul e l'imminente attacco a Raqqa, le due capitali in Siria e Iraq del califfato, e invece dimostra di avere capacità di trasformazione e riorganizzazione.

Nei territori dello Stato Islamico, sotto attacco della coalizione anti terroristi, restano pochi fanatici combattenti a opporre resistenza sequestrando civili e usandoli come scudi umani. Ma il grosso dei jihadisti ha già lasciato Mosul portando via armi chimiche ed esplosivi, ingegneri ed esperti capaci di fabbricare ordigni letali, infiltrarsi e progettare attentati altrove. Fra loro, centinaia di foreign fighters di ritorno: inglesi, belgi, francesi che stanno lasciando l'Iraq per rientrare in Europa e seminare da noi il terrore.

Advertisement - Continue Reading Below

Abedi, l'attentatore di Manchester, non ha agito da solo ma ha potuto contare su un network terroristico che ha viaggiato fra Siria, Turchia e Libia. Quest'ultima, distante poche centinaia di miglia dalle coste italiane, è nel caos totale e offre ai terroristi basi e appoggi logistici. Mentre il progetto di uno Stato terrorista, lo Stato Islamico proclamato dal califfo Al Baghdadi a Mosul nel giugno del 2014, sta lasciando il campo a un terrorismo "carsico" che colpisce e si nasconde nelle città occidentali. Ancora una volta, a portare la morte è un cittadino europeo: Abedi era nato a Manchester da genitori libici. Ancora una volta, i servizi di intelligence si erano fatti sfuggire la sua pericolosità.

Più Popolare

Ma invocare muri e leggi speciali sognando nuove Guantanamo europee è follia: la battaglia contro il terrorismo ha bisogno di integrazione dei servizi di difesa e di intelligence, massima cooperazione fra Stati e tanti, tanti soldi. Oltre a maggiore integrazione sociale, abolizione dei quartieri ghetto dove i musulmani vivono separati, più educazione alla convivenza e alla laicità nelle scuole, patti con l'islam moderato. Una battaglia dei trent'anni, almeno. Dove l'imperativo è restare ciò che siamo: democrazie liberali che combattono la paura con la cultura.

More from Gioia!:
Firme
CONDIVIDI
Un po' di Xanax e passa tutto
Un secolo dopo il Prozac che ci tirava su, ci serve una cosa che ci tiri giù (dall'ansia)
Firme
CONDIVIDI
Milano Zucchero e Catrame, il nuovo Apple store dimostra che questa è una città pulsante
Lo stanno ancora costruendo, ma il negozio del colosso hi tech che sorgerà in Piazza Liberty mi ha acceso l'anima: Milano non resta ferma,...
Firme
CONDIVIDI
A proposito del matrimonio di Jessica Chastain
I giornali americani hanno esaltato il fatto che il marito è nobile: contessa è un titolo più monetizzabile di star di Hollywood?
Firme
CONDIVIDI
Litigare per lo ius soli non è Smart
L'Italia è il Paese della burocrazia, però a noi di Gioia! piace la gente sveglia, che fa: per loro abbiamo creato gli Smart awards
Dopo la nascita dei gemelli Elle e Alexander, Amal e George Clooney si accorgeranno che le altre mamme hanno sempre ragione: sono uscite dai forum di internet e hanno conquistato il mondo.
Firme
CONDIVIDI
Cara Amal, difendici dalle mamme
Ti accorgerai presto che il mondo è diventato un gigantesco circolo di madri che sanno tutto, prima, e meglio di te
Firme
CONDIVIDI
Perché gli alberghi sono peggio degli amanti
Ho tradito il mio solito hotel con un cinque stelle lusso e, come tutte le fedifraghe, mi sono pentita
Milano Zucchero e catrame come sopravvivere al caldo (la triste verità)
Firme
CONDIVIDI
Milano Zucchero e Catrame, ma allora fa caldo!
«Milano città del nord e quindi fresca» mai luogo comune è stato più errato e lo scopri (tristemente) solo vivendoci
Firme
CONDIVIDI
Multitasking non è un complimento
Andare in corto circuito, fino a dimenticare un bambino in auto: ma a mandarci in tilt sono le aspettative sociali
Dopo anni passati a essere considerata una rovinafamiglie, la duchessa di Cornovaglia Camilla Parker Bowles ha guadagnato il titolo di regina d'Inghilterra e dei modelli da imitare.
Firme
CONDIVIDI
Cara Camilla, sei la nostra regina
Perché ci hai insegnato le virtù della pazienza, e il segreto della felicità
Firme
CONDIVIDI
Milano Zucchero e Catrame, le cose che odio di questa città che amo
Mi fa sentire a casa, ma ci sono certe questioni di questo posto che proprio non mi vanno giù: i citofoni tecnologici, le zanzare, i numeri...