Curvy: non offendiamoci se la stampa ci chiama culone

Alla fine bisogna decidersi: se una abbraccia il partito del «mi piaccio come sono», non può prendersela se la stampa la etichetta come «una taglia forte»: vale per Amy Schumer, Lena Dunham e Kate Winslet

Le attrici si agitavano molto meno prima, quando a Hollywood toccava essere giovani, rispetto a ora, che è questione di taglia e l'egemonia apparente è delle culone. La conquista del territorio da parte di quelle che non sono mai entrate in una 42 è avvenuta a botte d'immedesimabilità: la meraviglia di essere simili, io povera disgraziata e tu multimilionaria, entrambe guardate male da commesse che temono lo sfondamento delle lampo delle gonne che ci ostiniamo a voler provare. Ma ogni egemonia si nutre dell'atteggiarsi a vittima: il tuo carnefice è la stampa che vuole smagrirti, mentre tu sei un'orgogliosa culona che ribadisce ogni minuto che si piace così com'è. 

Advertisement - Continue Reading Below

Il mese scorso Lena Dunham aveva fatto una piazzata perché un giornale spagnolo aveva messo in copertina una sua foto ritoccata (un classico: la parte dell'indignata d'essere stata resa più alta e più magra l'aveva già interpretata Kate Winslet anni fa). Il giornale le aveva risposto con un cortese giro di parole riconducibile a: ciccia, a noi la foto è arrivata così direttamente dal fotografo, al limite gliel'avevi fatta ritoccare tu prima. Lena ha impapocchiato una contorta risposta sulla colpa dei giornali (e ti pareva) che a furia di ritoccarla le hanno reso irriconoscibile il suo stesso corpo. 

Più Popolare

Ora tocca ad Amy Schumer, indignata perché l'edizione americana di Glamour l'ha messa in una lista di «donne che ci ispirano». Sul numero speciale taglie forti. Naturalmente Amy (come Lena, come Kate) vuole proteggere le ragazzine che la vedono definita "taglia forte" e magari sono come lei e si complessano. Generosamente preoccupata per le adolescenti, mica nervosa perché le hanno dato della culona sulla copertina d'un giornale. 

Senza mettersi a ridere, Amy ci spiega poi che le taglie forti sono dalla 16 (una 52 italiana) in su, e lei invece sta tra la 6 e la 8. Tra la 42 e la 44. Purtroppo tocca scegliere: o fate di voi stesse un manifesto del «mi piaccio come sono», o vi calate le taglie. Ci sono stati anni felici (o se non felici almeno sottili) in cui entravo nella 42, cara Amy: il mio punto vita d'allora misurava come il tuo girocoscia d'adesso. Dammi retta: la taglia si vede, calarsi gli anni è più ragionevole. 

Read Next:
Firme
CONDIVIDI
Eva Amurri e le madri da competizione
Crescere un figlio è una gara: chi non lo capisce ha perso
Firme
CONDIVIDI
Ma Beppe Grillo è contro o pro l'Europa?
Il Movimento 5 stelle ha cercato l'alleanza con gli europeisti dell'Alde, ma si è beccato un bel rifiuto
Firme
CONDIVIDI
Milano Zucchero e Catrame, mi piacciono le vite degli altri
Io quando entro in un salotto guardo dettagli. Dove sono tutti i telecomandi? La tv? La poltrona sarà comoda?
Firme
CONDIVIDI
Quel che non avevo capito dell'America
Altro che trasparenza, altro che serietà: Donald Trump 
ha demolito le mie convinzioni sulla società Usa
Firme
CONDIVIDI
Perché un figlio uccide i genitori?
Loro lo fanno sentire un fallito e la frustrazione genera odio e furia omicida, come è successo al ragazzo di 16 anni del ferrarese
tradimento fidanzato con la migliore amica
Firme
CONDIVIDI
«Lui mi ha tradito con la mia migliore amica»
Fra loro due durerà poco, perché la loro storia si nutriva del sotterfugio: la risposta a una lettrice ingannata doppiamente
Firme
CONDIVIDI
Quest'anno il cellulare si porta rétro
Anche Zadie Smith ha capito che va benissimo un telefono senza diavolerie moderne, solo sms e telefonate
Firme
CONDIVIDI
«Lui vuole una storia di sesso senza impegno»
Una lettrice scrive a Barbara Alberti: «La parte della bella trombabile non fa per me», ma il consiglio è di buttarsi
Firme
CONDIVIDI
Samantha Cristoforetti e il nome della figlia
La Cristoforetti ha partorito una bambina e l'ha chiamata Kelsey Amal, ma a qualcuno non è andato giù
milano nolo graffiti
Firme
CONDIVIDI
Milano Zucchero e Catrame, mi sono perso a NoLo
Siete mai stati a NoLo? Sì, è a Milano: fateci un salto. A volte basta un po' di creatività per ridisegnare il mondo