«Tradisco mio marito, ma non so scegliere fra lui e il mio amante»

«Amo troppo mio marito, ma per l'altro provo un'attrazione fortissima»: i mariti meravigliosi hanno sempre le corna, prima di mollare un coniuge devoto per un amante perfetto bisogna capire se l'eros resisterebbe alla vita vera

La scrittrice Barbara Alberti risponde alle lettrici e ai lettori di Gioia! che vogliono sottoporle i loro problemi di cuore: scrivetele all'indirizzo maleducazione.sentimentale@hearst.it. Ecco il suo consiglio a una donna che tradisce il marito con un amante ma dice di amare entrambi.

La lettera

«Ho sposato un uomo meraviglioso, mi sono innamorata di lui perché mi faceva ridere. In 12 anni non mi ha mai delusa. Lavoro spesso in trasferta e il suo impegno con i figli è un aiuto indispensabile. Però da qualche mese ho una storia con un collega. È strano, quando sono lontana da casa mi sento single. Mi sdoppio in due persone diverse, la moglie affettuosa e l'amante scatenata. Mio marito non sospetta niente, ha un carattere allegro e fiducioso. Vivo in un senso di colpa perenne. Ma quando vedo l'altro sballo, uno sguardo e finiamo a letto subito. Dopo però lui comincia con la solita lagna: se non ti decidi ti pianto, devi lasciare tuo marito. Ma io gli voglio troppo bene, e ancora di più da quando lo tradisco. Per questo ti scrivo, come fare capire al mio collega che non posso scegliere, che non voglio scegliere, che un conto è l'attrazione fortissima che proviamo, un conto è stare insieme tutti i giorni?». (Anna Lou)

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Risponde Barbara Alberti

Quando una lettera comincia con l'elogio del marito meraviglioso, ormai lo so, tre righe dopo seguono le corna. Mai che si tradisca un mascalzone. No, sempre i migliori. Si direbbe che cerchiamo l'uomo ideale solo per farlo becco. Qui l'unica cosa da capire è che vi capite solo a letto, ed è lì che vi dovete incontrare. Ho detto «solo» non perché sia cosa da niente, un'intesa erotica così irresistibile è rara, negarla sarebbe devastante. Per acquietare l'altro, prova a fargli vedere Ultimo tango a Parigi, dove i due amanti si incontrano solo per il sesso, senza nemmeno sapere come si chiamano: «Qui non servono nomi». Ed è una storia perfetta. Ma appena irrompe la vita reale, finisce con un delitto. Stento a immaginare come tu possa dormire col tuo uomo senza dirgli che fai sesso con un altro (a parte che, al netto delle scenate, è una tempesta erotica senza pari). Ma visto che ci riesci, almeno con l'altro devi essere sincera. Lo chiami «collega», e questo dice tutto.

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