Milano Zucchero e Catrame, come sarà la mia estate milanese?

La sto aspettando come un viaggio dall'altra parte del mondo, perché Roma per me è un libro aperto, ma Milano, no: ci sono le cicale?

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Canzone per leggere l'umore: Bruises di Lewis Capaldi

Sono stati giorni sospesi.

A Milano, a Venezia, a Roma. È iniziata la stagione da essere umano senza fissa dimora.

La primavera e l'estate per me significano da tempo un lungo viaggio in musica, durante il quale tornare a casa - ogni tanto - voleva dire non perdere il controllo della vita quotidiana. Pensare che questa volta "casa" sarà Milano, mi eccita non poco. Primo caldo infernale, prima notte con le finestre aperte, prime nostalgie invernali, prima trasferta in cerca di mare.

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Come sarà la mia estate milanese?

La sto aspettando come se dovessi partire per un viaggio dall'altra parte del mondo. Ogni città in questa parte dell'anno cambia forma, colore, intensità. Roma per me è un libro aperto, riletto e sottolineato. Milano, no. Milano è lì che mi aspetta con la copertina e la rilegatura intonsa, pronto a essere letto.

Domanda: le cicale a Milano ci sono?

Può sembrare una sciocchezza, ma queste cose fanno la differenza. Dal punto di vista emotivo, ovviamente. È una questione di punti di riferimento, scenografia, certezze. Sapere quello che ti aspetta. Sono un nostalgico cronico, affezionato a tutto quello che si ripete, fedele alle liturgie legate al tempo che passa.

Una città per me è un lunghissimo elenco di cose da scoprire, da fare o da non ripetere. Il mio è stato un trasferimento di vita emozionale, come questi post che scrivo ogni settimana. Parto sempre dal mio stato d'animo, e oggi sono più malinconico. Le feste, i ponti e il cielo che cambia mi hanno sempre regalato giorni dove prendo appunti per il mio futuro.

Se mi venisse voglia di mangiare una granita a Milano, dove vado?

È l'associazione Milano-estate che mi suona in maniera strana.

Non sono emotivamente pronto, anche se sento l'odore della città che cambia, le zanzare che arrivano, e ho la consapevolezza di essermi accorto solo oggi che la mia casa - quarto piano esposta 24 ore al giorno al sole - non ha l'aria condizionata.

Morirò?

Credo di sì. Io, però, affronterò tutto come vanno affrontati gli appuntamenti importanti. Con coraggio e spirito di sopravvivenza.

Un'ultima cosa. A Milano, a luglio, è accettabile la pennica dopo pranzo? Non mi chiedete cos'è, però.

Matteo Maffucci, cantante degli Zero Assoluto, lascia Roma per Milano: qui potete seguire le sue peripezie di expat.

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