Se mi lasci ti cancello: le donne sfregiate dall'acido

L'acido sulla faccia delle donne non brucia solo il corpo, ma scava una ferita dentro da cui è molto difficile guarire

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Se mi lasci ti cancello è il titolo di un bellissimo film di Michel Gondry del 2004. Raccontava la storia di due innamorati, Jim Carrey e Kate Winslet, che al termine di una relazione appassionata e turbolenta si rivolgevano a una clinica specializzata nell'asportare parti di ricordi dal cervello, per sopravvivere al dolore della separazione. Cancellare rende bene l'idea della rimozione. Meglio rimuovere che vivere senza l'altro. Poiché cliniche di questo genere esistono solo nei film, c'è chi s'ingegna, nella vita reale, a cancellare in altro modo.

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Se mi lasci ti sfiguro

Alcuni uomini, per esempio,trovano sollievo nel cancellare la faccia dell'amata. Lo fanno con l'acido. In alcuni Paesi, come l'India, il Pakistan, la Cambogia, il Bangladesh, ma anche la Repubblica popolare cinese, il Kenya, il Sudafrica e persino la modernissima Hong Kong, è abitudine abbastanza diffusa: si chiama vitriolage. Non c'è niente di romantico in questa soluzione, non c'è nemmeno amore a dire il vero. Solo rancore e voglia di vendetta: se non vuoi più essere mia, non devi essere di nessuno. Non c'è modo più barbaro di ragionare. Si possono usare l'acido solforico, l'acido nitrico, l'acido cloridrico o altre sostanze corrosive, che bruciano la carne fino alle ossa. Tecnicamente non uccidi la tua vittima, ma in pratica la uccidi innumerevoli volte, con un accanimento che dura all'infinito. Non solo per le lesioni agli organi e al corpo, che richiedono interventi dolorosi e ripetuti, ma anche per la ferita che le scavi dentro, da cui è molto difficile guarire. Provateci voi a tornare alla normalità con una faccia completamente deturpata e la vista quasi sempre compromessa.

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La voce delle vittime

Anni fa mi capitò d'intervistare Fakhra Younas,magnifica danzatrice dagli occhi blu, fuggita dal Pakistan in Italia per mettere centinaia di chilometri tra lei e il marito, esuberante e violento rampollo di un potente politico locale, che l'aveva sfigurata nel sonno per punirla di averlo lasciato. Con la sua testimonianza e il suo libro (Il volto cancellato, Mondadori) aveva dato voce a tutte le donne sfregiate dall'acido, diventando simbolo dell'emancipazione femminile nel mondo islamico. La incontrai in un centro di accoglienza a Roma: era gentile e diffidente, desiderosa di raccontare la sua storia per sentirsi più forte del suo destino, capace di riappropriasene, e insieme fragilissima. Ricordo quell'incontro come un'esperienza molto intensa. Circa un anno dopo, lessi sul giornale che si era tolta la vita buttandosi dal sesto piano di un palazzone a Tor Pagnotta. A Roma non aveva nessuno, a parte il figlio e qualche bravo volontario che l'aiutava a rifarsi una vita. Aveva subito 39 interventi di ricostruzione, da un occhio non ci vedeva più e faceva fatica a masticare. Se non hai una rete di affetti che ti sostiene, non basta la volontà a vincere certi fantasmi, a darti lo slancio per ricominciare.

La testimonianza di Gessica Notaro

Sono convinta che ce la farà,invece, Gessica Notaro, 27 anni, di Rimini, a cui l'ex fidanzato Jorge Edson Tavares, capoverdiano, ha bruciato la faccia il 10 gennaio scorso, mentre usciva dalla sua auto. Non accettava la fine della loro storia e lei, ex finalista di Miss Italia e addestratrice di leoni marini al delfinario di Rimini, una ragazza solare e bellissima, lo aveva già segnalato alle autorità. Qualche giorno fa ha scelto il palco del Maurizio Costanzo Show per mostrare a tutti il suo volto, per dire a Eddy che non è riuscito a "cancellarla". Che lei continua a vivere e a cercare «il sole che splende fuori e dentro di me», malgrado le cicatrici, il trapianto di cornea, i giorni bui. Ma anche a pretendere giustizia. Per lei e per tutte le vittime di violenza. Perché se non basta denunciare il tuo carnefice, chiedere che venga allontanato e arrestato, in che altro modo ci si può salvare?

Scrivetemi a: direttoregioia@hearst.it

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