Genitori separati: cosa dire ai figli?

Bisogna sempre parlare bene al figlio di un padre, anche se indegno, oppure se un genitore è spregevole i figli hanno il diritto di saperlo? Le lettere delle lettrici di Gioia!

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10 aprile 2017 (Argomento: genitori separati - è giusto parlare bene ai figli del padre o della madre, a ogni costo?) Grazie, care lettrici, per avere risposto alla domanda che vi avevo fatto su Gioia! n.8. A una moglie sul punto di separarsi, avevo detto che ora sarebbe venuta la parte più difficile, «parlare bene al figlio di un padre indegno». Un'altra lettrice, Lea, si è ribellata all'idea, scrivendo che se un genitore è spregevole, i figli hanno il diritto di saperlo. La sua lettera mi ha messo dei dubbi, e vi ho pregato di raccontare le vostre esperienze. Eccone qualcuna.

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Le lettere

«I miei genitori sono divorziati. Mia madre sentiva la nostalgia della giovinezza, mai vissuta a causa di un matrimonio precoce, e non voleva più saperne di mio padre, troppo geloso. Da subito ha dato tutta la colpa a lui (anche di essersi innamorata di un altro). Mio padre era buono con me, e soffrivo a sentirne parlare male, a 14 anni non mi interessavano i loro impicci amorosi, ma solo che mi volessero bene. Un cattivo marito può essere un buon padre. È più importante il bene dei figli o la voglia di screditare l'ex marito?». (Irene, 22 anni)

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«Mia moglie mi ha lasciato per un altro, dopo un lungo tradimento. Ma ha ottenuto la custodia dei nostri due gemelli. Io non ho mai detto una parola contro di lei, ma i ragazzi erano diffidenti con me e ho scoperto che lei mi calunniava, dipingendomi come un mostro. Allora ho vuotato il sacco. Non me ne pento. A 18 anni hanno scelto di stare con me. La verità fa male, ma è sempre un bene». (L. B.)

«Mi sono separata quando il quarto figlio aveva sei mesi, quel figlio che lui non voleva ma che ha adorato da subito, ricambiato da un amore che va oltre i rapporti sbagliati, le mancanze, le assenze. Un padre è per sempre. Ho mentito il meno possibile ma è impossibile non mentire affatto. Ma ho insegnato loro a non accettare le ingiustizie, e a combatterle. Non so se ci sono riuscita, ma ho dato ai figli la consapevolezza che possono farcela a non morire schiacciati, nonostante tutto». (La Pas)

«I miei si sono separati che avevo tre anni, si sono sempre fatti la guerra, da liti violente e fisiche a battaglie legali infinite. Ero più legata a mio padre ma ho scelto di stare con mia madre. Lui mi diceva sempre quanto la disprezzava, lei invece non lo ha mai fatto, e se io, montata da lui, la aggredivo, taceva. Lui poi si è rivelato una persona e non un dio come lo vedevo, anzi meno di una persona. Quando avevo 20 anni mi disse di non volermi più nella sua vita: la sua donna gli aveva chiesto di scegliere fra lei e me, e aveva scelto lei. In più mi ha citata in tribunale per danni morali, chiedendo indietro 18 anni di alimenti. Ora ho 34 anni, un figlio, e sto con l'uomo della mia vita. Mio padre, se mi incontra mi ignora. Sono felice di avere avuto un buon papà per 20 anni, e una buona mamma per 34. Ringrazio mio padre per avermi detto come mi dovevo comportare, ma soprattutto ringrazio mia madre per avermelo dimostrato con l'esempio». (Vera Bertorello)

«Separata da quando nostro figlio aveva 6 anni, non ho mai fatto commenti sul mio ex, perché mio figlio avesse un padre. Ora lui ha 23 anni e mi ringrazia.È felice di avere un rapporto con lui nonostante le sue mancanze. Se i padri sono degli inetti, i figli sanno tutto». Valentina (PD)

«Quando ho scoperto che mio marito andava con le baby-squillo, ho chiesto il divorzio. Nostra figlia aveva 13 anni. Non le ho detto tutto, ma non le ho nascosto che il padre aveva fatto qualcosa di brutto. Per adesso, lui può incontrarla solo in presenza mia o dell'assistente sociale. Fra due anni sarà maggiorenne, deciderà lei. Ma per ora sento il dovere di difenderla». (Senza firma)

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