Milano Zucchero e Catrame, quanta vita è già passata nella mia nuova città

Sono entrato nel sesto mese della mia vita a Milano, il tempo è volato e tutto mi è più familiare: sono diventato parte del mio quartiere, cosa che, per un abitudinario come me, è una super conquista

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Canzone per leggere l'umore: Quando sono con te di Ex-Otago

Sono entrato nel sesto mese della mia vita a Milano.

il tempo è volato alla velocità della luce, come spesso capita quando si vive intensamente. Rileggendo il primo post che ho scritto - se vi va, fatelo anche voi - mi rendo conto di quanta vita sia già passata nella mia nuova città. Sono arrivato stappando una bottiglia di vino e oggi, che è di nuovo inverno - fa un freddo cane - mi sale una strana nostalgia legata al mio arrivo qui.

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Se mi affaccio alla finestra vedo la foto del primo giorno, anche se tutto mi è ovviamente più familiare. Sono diventato parte del mio quartiere, cosa che, per un abitudinario come me, è una super conquista.

Sono sempre le persone, alla fine, che mi legano e mi fanno sentire a casa. La mia prima conquista è essere riuscito a trovare finalmente il mio bar, ormai diventato una sorta di "Centro di accoglienza chiacchiere in libertà". Marito e moglie gestiscono il Bar Vertigo, un tribute bar in onore degli U2.

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Nonostante abbia le fattezze di un bar "normale", sulle pareti ci sono anni e anni di foto - soprattutto di Bono Vox - memorabilia, dischi d'oro e di platino della band di Dublino.

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In questi mesi, abbiamo costruito un rapporto, grazie al quale sono riuscito a ottenere:

1. Il cornetto, non brioche, è SEMPLICE, non vuoto, neutro, vegano, o light. Semplice.

2. Sono diventato consulente-assaggiatore della rivoluzionaria macchina per fare il caffè, chiamata "Ferrari" per il suo costo esorbitante, che, nonostante crei tempi di attesa pari all'ufficio delle Poste, è il fiore all'occhiello della via.

3. Quando ci sono le partite di cartello, il bar si trasforma in un una piccola "Bombonera" di Buenos Aires, dove il mio tavolo è sempre prenotato.

Il fatto di entrare in un bar e chiedere "il solito" e sentire "Ciao Matteo", mi fa volare. Bello.

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Se ci passate, chiedete di Lele, lui saprà sempre cosa farvi bere. Non assecondatelo troppo, però.

Rimanendo sotto casa, c'è il ristorante "Gli orti del Belvedere", con cui ormai ho una sorta di convenzione non scritta: potrei arrivare a qualsiasi ora, qualcosa di buono mangerei sempre. L'uomo da cercare, in caso siate alla ricerca di una cucina ottima a base di pesce, è Francesco, uomo affabile, elegantissimo e con il capello sempre giusto. È così gentile da farvi sentire immediatamente riconoscenti delle sue attenzioni.

Io e Francesco ormai siamo amici, e quel saluto da un marciapiede all'altro, ogni giorno, quando cammino per la mia via è necessario per il mio umore.

Piatti consigliati: baccalà mantecato, la caponatina e orata al sale.

I miei obiettivi per il futuro, adesso, sono altri.

Devo approfondire la mia amicizia con Ercole e il suo storico negozio di alimentari. Non sarà facile, lo ammetto, ha un'aria burbera e un po' mi inibisce, ma sono sicuro che è simpatico e in gamba. Mi incuriosisce. Per concludere, prima o poi, dovrò trovare una scusa per frequentare il parrucchiere per soli bambini, Tatì, che si trova all'inizio della via. Parliamo di un vero e proprio showroom per pupetti. Un'esplosione di colori, poltrone customizzabili a forma di farfalla, cavallo, ape, aereo, treno e tutti gli animali del mondo e giocattoli sparsi ovunque.

Ma questa è un'altra storia, che approfondirò più avanti.

Matteo Maffucci, cantante degli Zero Assoluto, lascia Roma per Milano: qui potete seguire (e poi commentare sui social) le sue peripezie di expat.

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