Quei figli di immigrati sospesi tra due mondi

Obbligati a seguire le tradizioni dei padri e desiderosi di trovare una collocazione nel Paese che li ospita, ma non sempre li accoglie, gli immigrati di seconda e terza generazione devono essere aiutati dalla famiglia a integrarsi

Più Popolare

Credo nella tolleranza. Credo nella convivenza di fedi e di culture. Credo nel rispetto di regole e convinzioni su cui si fondano le religioni di ogni culto e popolo. Credo che ognuno possa credere in ciò che vuole: il Dio cristiano e il Dio ebraico, Buddha, Shiva, Allah, i kami shintoisti e il peyotismo dei nativi d'America. Oppure nell'uomo. O in niente. Credo che la ricerca di spiritualità, o semplicemente di verità e di senso, siano così personali che non si possono fare classifiche, ogni strada ha pari dignità e nessuno può dire che la sua sia migliore delle altre. Ma proprio perché credo che sia una ricerca individuale, non ha senso imporla, perché diventa una scatola vuota priva di sostanza, uno sterile elenco di norme e precetti, una prigione.

Advertisement - Continue Reading Below

Emancipazione non è portare il capo scoperto o le gambe nude, ma scegliere

Sull'uso del velo tra le donne islamiche molto si è detto e scritto. È giusto che lo indossino anche se lede la loro dignità? E ha senso vietarlo per legge, come ha provato a fare la Francia col burkini, in nome della laicità e dei valori sanciti dalla Costituzione? Niente può essere imposto, nemmeno la democrazia, nemmeno la libertà. Figurarsi l'emancipazione a tappe forzate. Se di emancipazione vogliamo parlare. Perché quando sento storie di donne velate che indossano con orgoglio il loro hijab, che l'esibiscono fiere come segno di appartenenza e identità, io mi faccio piccina picciò e capisco che emancipazione non è portare il capo scoperto o le gambe nude, ma scegliere. Seguire la propria volontà, senza costrizioni. Di giovani musulmane fan della modest fashion ne abbiamo intervistate tante sulle pagine di questo giornale. Le abbiamo incontrate a Londra, Berlino, Milano, Parigi. Erano – sono – ragazze educate all'Islam dalle loro famiglie di origine, ma perfettamente integrate nelle città in cui vivono. Moderne, indipendenti, felici di essere le testimonial di questo nuovo mondo multietnico, che vive la contaminazione tra popoli e culture come una risorsa, non come il detonatore di una nuova guerra tra civiltà.

Più Popolare

Storie di ragazzine nate e cresciute in Italia

È quando la tradizione viene imposta con le botte che la mia tolleranza arretra e la mia indignazione sale. A Siena una minorenne che si rifiutava di indossare il velo e leggere il Corano è stata ripetutamente picchiata dal padre, al punto che faceva fatica a camminare. Se ne sono accorte le compagne di scuola, che l'hanno riferito agli insegnanti e subito denunciato alle autorità. Ora il padre, un cittadino kosovaro di 38 anni, è in carcere e la minorenne affidata a una struttura protetta. Un fatto simile era successo a Udine alla fine dell'anno e un paio di settimane fa vicino Bologna, con taglio di capelli a zero della piccola ribelle e grandi titoloni sui giornali, e poi ancora in provincia di Vicenza. Storie di ragazzine nate e cresciute in Italia, insofferenti a sposare abitudini e tradizioni di cui non sanno niente.

Immigrati di seconda e terza generazione

È qui che si gioca la sfida del futuro. Sugli immigrati di seconda e terza generazione. Giovani con la pelle olivastra e occhi lucenti di nero pece, che parlano in romanesco, veneto, romagnolo, pur essendo di origine bengalese, pakistana, marocchina. Adolescenti cresciuti a piadina e cous cous, sospesi tra due mondi. Obbligati a seguire le tradizioni dei padri e desiderosi di trovare una collocazione nel Paese che li ospita ma non sempre li accoglie, nella società che li educa ma spesso li tratta come "diversi". Anche per colpa delle famiglie d'origine. A Bassano del Grappa un 16enne cingalese si è tolto la vita perché i genitori non volevano che frequentasse una compagna di classe italiana. Per lui avevano previsto una ragazza della stessa nazionalità e credo religioso, da presentargli non prima del raggiungimento della maggiore età. È come pretendere di ricreare il deserto in piazza Duomo prima di metterci le palme. Se persino una pianta da datteri o un banano si adatta al nuovo habitat, allo smog e alla nebbia di Milano, come si può pensare che ragazze e ragazzi, germogli di futuro, non si adattino al contesto in cui vivono? Impedirglielo significa farli crescere senza radici. Quelle faticosamente affondate nella terra in cui sono nati, lottando pervicacemente contro chi non vuole che quel seme attecchisca. Sradicati, emarginati, soli. Pericolosamente senza identità.

Scrivetemi a: direttoregioia@hearst.it

More from Gioia!:
femminicidio: per le donne uccise dagli uomini l'allarme non scatta mai
Firme
CONDIVIDI
Femminicidio: per le donne l'allarme sicurezza non scatta mai
S'allunga la lista delle donne uccise dagli uomini che stavano loro accanto, ma si fa finta che le emergenze nazionali siano altre
Kaia Gerber, La figlia di Cindy Crawford è uno schianto, fa la modella, rilascia dichiarazioni ragionevolmente giudiziose, ma ecco perché non sarà mai irripetibile come la madre.
Firme
CONDIVIDI
Cara Cindy, tua figlia non sarà mai bella come te
La fotogenia si eredita, il mestiere si impara, l'irripetibilità è un accidente
Firme
CONDIVIDI
E tu dov'eri quando è morta la principessa Diana?
Lady D era il pezzetto di cultura popolare che univa noi e le nostre nonne: è scomparsa 20 anni fa, il 31 agosto 1997
nomofobia
Firme
CONDIVIDI
Compito per le vacanze: spegnere lo smartphone
Quando comincerete ad assaporare l'ebbrezza della non reperibilità vuol dire che ne siete fuori: si chiama ritorno alla vita, ed è...
Sostiene Monica Lewinski che gli uomini nuovi (come Brad Pitt o il principe Harry) sono finalmente diventati profondi, affascinanti, vulnerabili, e financo femministi: ma siamo sicure sia una vittoria?
Firme
CONDIVIDI
Cara Monica, la lagna è come l'amore: non si divide, si moltiplica
Capisco il sollievo del mal comune, ma non condivido il mezzo gaudio per l'improvvisa familiarità che certi famosi ostentano col crepacuore
Firme
CONDIVIDI
Se la celeb sembra (ma non è) una di noi
La prima fu Diana, l'ultima è Angelina Jolie che, forse per la crisi dei 40, dichiara di piangere nella doccia per non far preoccupare i...
Firme
CONDIVIDI
Vacanze: finalmente si parte!
Solo da noi l'estate viene vissuta con tale enfasi: qui si emigra letteralmente ed è tutto uno stress. Soprattutto al rientro
Firme
CONDIVIDI
Milano Zucchero e Catrame, quando i saluti più veri sono quelli tra te e te
Milano si comporta come Roma, quando la lasci non ti saluta, ma devi salutarla tu: quando ero adolescente prendevo il motorino e andavo...
woody-allen-guia-soncini
Firme
CONDIVIDI
Tutto quello che Woody Allen non ha mai detto sui gatti
«Preferirebbe stare mezz'ora in un ascensore al buio o una giornata in una suite piena di cani e gatti?». La sua risposta vi sorprenderà
Firme
CONDIVIDI
La parità come la intendono a Hollywood
«Prendere delle modelle, coprirle di lividi e farne delle eroine d'azione, da mostrare nude»: succede a Charlize Theron in Atomica bionda