Milano Zucchero e Catrame, che bello andare in bici al Fuorisalone!

Alla scoperta del Fuorisalone del mobile su due ruote, causa sciopero dei mezzi milanesi: felice, sudatissimo e con le gambe indolenzite sono arrivato a destinazione in 35 minuti! E lì mi sono sentito come un bambino nel più grande negozio di giocattoli del mondo

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Canzone per leggere l'umore: Someday, The Strokes.

Da quando sono arrivato qui a Milano sono sempre stato consapevole che prima o poi avrei dovuto cedere ad uno dei miei più grandi pregiudizi. La bici. Ora, cercate di capirmi. Per uno che ha passato quasi tutta la vita nel traffico di Roma, vedere ciclisti che ti superano sul Lungotevere, arrivano prima di te, non hanno problemi di parcheggio, e fanno anche sport, non è facile da accettare. Sono uno di quelli che non ha mai voluto cedere alla moda travolgente delle due ruote. Soprattutto per pigrizia, direi.

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Qui a Milano, però, è un'altra cosa. È inevitabile. Ragazzi, qui ho scoperto che si può fare. Questa settimana mi sono sentito più disponibile del solito e l'ho fatto: ho sottoscritto un abbonamento giornaliero a BikeMi.it. Curioso come una scimmia nepalese (non ricordo chi, ma mi hanno detto che sono curiosissime) sono uscito di corsa e a 50 metri da casa sono andato a prendere la mia bici. Emozionante. Perché?

1. Non ho avuto alcuna difficoltà a fare tutto e quindi per almeno per tre minuti mi sono sentito sul pezzo.

2. L'Atm era in sciopero io e volevo andare assolutamente a Lambrate a vedere una parte del Fuorisalone del mobile. La più fica, mi dicevano da giorni.

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Una volta memorizzato il percorso, sono partito. Vestito da passeggiatina in centro e non da pedalata estrema, mi sono fatto circa sette chilometri. Forse vi sembreranno pochi: io mi sono sentito come Marco Pantani a Les Deux Alpes. Felice, sudatissimo, e con le gambe indolenzite e gonfie, sono arrivato a destinazione in 35 minuti. Sono un fico, dai. Ho lasciato la bici legata e mi sono lanciato, per la prima volta nella mia vita, nel delirio del Fuorisalone del mobile.

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E qui la storia cambia. Immaginate di prendere un piccolo bambino di otto anni e di metterlo dentro il più grande negozio di giocattoli del mondo. Secondo voi non impazzirebbe? Ecco, sono diventato pazzo. Amo l'arredamento e il design. E, consigliato da un mio amico espertissimo, sono capitato nella zona del Fuorisalone più avanguardista. Divertente, affascinante, sorprendente. Sempre. C'è veramente di tutto.

Oggetti utili e belli, mobili inutili ma meravigliosi, provocazioni, esperimenti, follie. Una montagna di sollecitazioni.

Vi dirò, lo stand che mi ha affascinato di più è in assoluto il più inutile di tutti, ma non riesco a togliermelo dalla testa. Immaginate di entrare in un piccolo e grazioso alimentari e scoprire che tutti i prodotti che vendono in realtà sono finti. Popcorn di polistirolo, pasta per fare le lasagne di legno, caramelle-Lego, tiramisù di lana.

Ecco, a Lambrate in questi giorni la creatività esplode in ogni angolo. Già lo sapete, ne sono sicuro, ma fidatevi. Andate e perdete tutto il tempo che potete permettervi. Andateci in bici, però.

Matteo Maffucci, cantante degli Zero Assoluto, lascia Roma per Milano: qui potete seguire (e commentare) le sue peripezie di expat.

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