Milano Zucchero e Catrame, una canzone ha bisogno di tempo

Questa settimana, a Milano, ho vissuto dentro uno studio di registrazione per lavorare alle nuove canzoni con Thomas. E Antonio. È stato come decidere di partire per il Tibet e lasciarsi tutto alle spalle. Una realtà sospesa

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A volte, per non perdersi niente, e fissare le emozioni più vibranti bisognerebbe scrivere subito, di getto. Questa settimana, a Milano, ho vissuto dentro uno studio di registrazione per lavorare alle nuove canzoni. con me, ovviamente, Thomas. E Antonio. Vi giuro, stare rinchiuso lì dentro è stato come decidere di partire per il Tibet e lasciarsi tutto alle spalle. Una realtà sospesa, una "scatola" dove tutto sembra fermarsi. La vita di studio è strana. Nel senso che non si riesce a vivere mai di certezze. Una canzone, prima di diventare tale, ha bisogno di tempo. Scriverla è un atto emotivo, spontaneo, a volte necessario, come fosse uno sfogo, ma realizzarla è un lavoro tecnico e umano davvero complesso. Ognuno porta con sé desideri e aspettative che devono essere condivise. Si litiga, si ride, si costruiscono castelli di sabbia che spesso vengono spazzati via da idee dell'ultimo secondo. La regola è una sola: comanda la canzone.

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Avremmo potuto fare tutto a Roma, o andare in qualsiasi altro luogo dell'universo, ma abbiamo deciso che questa prima parte del lavoro bisognava svilupparla a Milano. Qui si respira musica ovunque. Qui c'è tutto: produttori, autori, musicisti. Qui, la creatività è contagiosa. Spesso si parla di Milano come una città dove si riesce a fare tutto più velocemente. È vero. Le persone che vengono qui sono disposte a condividere. Cosa rara. Non è un'isola felice, sia chiaro, gli stronzi sono ovunque, ma almeno qui sono sopraffatti dalla voglia di fare degli altri.

Le canzoni procedono spedite, questo è importante. Sono felice come un bimbo a cui è stato regalato un nuovo gioco, cosa che mi succede ogni volta che ricominciamo a mettere in piedi la nostra giostra. Questa è la fase più bella, quella che anche dopo sedici anni, mi ricorda perché ho dedicato la mia vita alla mia più grande passione. In questa fase è concesso sognare, immaginare, scegliere nuove direzioni. E poi lasciarsi andare dal semplice scorrere delle idee. È più avanti che arriveranno le paure e i dubbi. Arrivano sempre, quelle. Scrivere canzoni è qualcosa che si rinnova ogni volta. Si riparte senza avere mai certezze. Senza rete. È una scommessa. Che ogni volta vale la pena di fare.


Matteo Maffucci, cantante degli Zero Assoluto, lascia Roma per Milano: qui potete seguire (e commentare) le sue peripezie di expat.

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