Milano Zucchero e Catrame: «E Thomas»?

Quando mi sono trasferito a Milano una delle cose che mi ha creato più difficoltà è stata trovare uno schema con il mio Thomas, l'amico fraterno con il quale - per chi non lo sapesse - faccio musica, cioè la mia vita

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Canzone per leggere l'umore: Compagni di viaggio di Francesco De Gregori.

Lo so, potrà sembrarvi un po' smielato, ma trasferendomi a Milano una delle cose che mi ha creato più difficoltà è stata trovare uno schema con il "mio" Thomas, l'amico fraterno con il quale - per chi non lo sapesse - faccio musica, cioè la mia vita. Sì, vita.

Sono più di vent'anni che lo sento tutti i giorni, più volte al giorno. Neanche con mia madre è così. Con lui ho condiviso e condivido tutto. Il divertimento, le vittorie, le gioie. Insieme, io e lui, abbiamo creato qualcosa di nostro, nostro davvero. Abbiamo litigato e abbiamo fatto pace, ci siamo capiti, ci siamo imposti e ci siamo difesi. Abbiamo fatto e vissuto tutto. Tutto, o quasi.

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Quando ho preso la decisione, mesi fa, di lasciare Roma per Milano, l'unico che non mi ha chiesto «E con la musica?», è stato lui. Non avevo dubbi. Non so come spiegarvelo, ma quando basi un'esistenza sulla fiducia, la passione e il rispetto, tutto fluisce in un modo o nell'altro. "Una famiglia", e noi lo siamo, trova soluzioni, lo fa sempre: si impegna e va avanti. Abbiamo iniziato a fare musica a quindici anni. C'era chi decideva di iscriversi a judo, tennis o calcio. Noi no. C'era anche chi non voleva fare un cazzo. Noi no. Zero assoluto.

Ecco, noi. Sempre in due.

E ora che sono a Milano?

Nessun problema. È la stessa cosa. La tecnologia ci aiuta (vedi Facetime), tornare a Roma anche, venire a Milano pure. La musica per noi e sempre stata una cosa seria, da vivere anche un po' con distacco, ma seriamente. Essere in movimento regala esperienze, parole e idee. E io mi sono mosso. Mi serviva. E questo Thomas lo sa, lo sa talmente bene che, guarda caso, non abbiamo mai scritto così tanto e bene (speriamo…). Il metodo ti aiuta, l'esperienza anche, ma quella botta di energia mista a gioia, quella sensazione che dà i brividi, non c'è sempre. Quando riascolto alcune nostre canzoni, so perfettamente dove c'è quella unicità e dove no.

Unicità che qui a Milano ho ritrovato

Dove guardo guardo, vedo cose belle. Adesso aspetto che venga Thomas per fargli vedere che ormai so girare per il mio quartiere senza Google Maps che mi parla per andare al bar Vertigo o dal giornalaio accanto alla stazione della metro Crocetta. Aspetto che arrivi perché come tutte le nostre case dove abbiamo vissuto, anche questa sta prendendo forma. Più del 90 per cento del nostro repertorio arriva da quelle "tane". Il restante 10, ne sono sicuro, sono state scritte in macchina (di Thomas). Aspetto che arrivi per raccontargli che anche qui c'è vita, un gran vita, con un milione di storie da leggere, raccontare, far "volare".

Chi l'avrebbe mai detto.

Matteo Maffucci, cantante degli Zero Assoluto, lascia Roma per Milano: qui potete seguire (e commentare) le sue peripezie di expat.

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