«Mio figlio sta diventando un bullo per colpa di suo padre»

«Lo sta educando male: è diventato un prepotente», si lamenta una lettrice nella sua lettera a Gioia!, ma quando scrive che verrà su un imbecille traccia il ritratto di un marito che non ama più

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La scrittrice Barbara Alberti risponde alle lettrici di Gioia! che vogliono sottoporle i loro problemi di cuore: scrivetele all'indirizzo maleducazione.sentimentale@hearst.it. Ecco il suo consiglio a una lettrice che le ha scritto per una storia di educazione in famiglia: il figlio rischia di diventare un bullo per colpa del padre..

«Mio marito sta educando male nostro figlio di otto anni, che è diventato un prepotente, maltratta la sorella di cinque, e il padre sorride compiaciuto. Io difendo la bambina, lui difende il maschio. È venuto a giocare suo cugino coetaneo, mio figlio gli ha tirato un pugno, sangue dal naso, io l'ho rimproverato con severità, e lui, minaccioso: «Lo dico a papà!». Allora gli ho dato due belle sculacciate. Torna il padre, apriti cielo! Mi tratta come una delinquente... e si mette a urlare davanti al figlio: «Ma lo sai che ti potrei denunciare? Da adesso le sculacciate sono proibite per legge!». Ecco, ci mancava solo questa. Così, se correggo mio figlio divento una fuorilegge. L'indulgenza del padre lo sta guastando, è un gran dolore per me, ma soprattutto è un guaio per il suo futuro, che uomo rischia di diventare? Debole e violento, abituato a non avere mai torto, sarà un infelice e un imbecille... E adesso, anche la legge». Adele

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Non manca il risvolto comico: come scoprire i genitori colpevoli? Ci troveremo un carabiniere sotto il letto? O le telecamere in casa, come negli asili dove i bambini li maltrattano davvero? Tuo marito sta tirando su un bullo e una spia. Io i miei figli li ho picchiati solo due volte e non me ne sono mai pentita. La prima, il piccolo aveva quattro anni, lo tenevo sulle ginocchia e d'un tratto mi sputa in faccia. Io gli do uno schiaffo. Mica ho pensato: «Sarà educativo o no?», ho agito d'impulso. Non lo ha fatto più. In seguito, quando lui e la sorella erano adolescenti, io stavo cucinando, si mettono a litigare davanti a me. Li prego di smettere, niente, anzi peggio. Alla fine lascio la padella e mollo due sberle a entrambi. La figlia, commossa: «Credevo che non sarebbe mai successo!». Il figlio corre a telefonare a un amico e si vanta, tutto fiero: «La mamma m'ha menato!». Quando scrivi: «Verrà su un infelice e un imbecille» tracci il ritratto di un marito che non stimi più (d'amore non se ne parla).

Scrivete a Barbara Alberti all'indirizzo: maleducazione.sentimentale@hearst.it

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