Quel che non avevo capito dell'America

Altro che trasparenza, altro che serietà: il nuovo presidente, Donald Trump, è stato eletto 
demolendo le mie convinzioni sulla società Usa

Più Popolare

Della prima volta che andai negli Stati Uniti ricordo due cose. Una è lo stupore – che trent'anni dopo ancora non mi ha abbandonata – per l'entità delle mance. Una nazione che dà per scontato che non sia il tuo datore di lavoro a doverti pagare, ma pretende che chi passa di lì si occupi del tuo sostentamento. Se a cena (o dal parrucchiere) non lasci il 20 per cento di mancia, ti guardano come un criminale. Se sei un ricco che non fa beneficenza, la tua reputazione crolla a picco. L'elemosina è un obbligo sociale. I miei giovani neuroni l'annotarono come caratteristica americana, ma continuai a considerare una prepotenza quel 20 per cento in più rispetto al totale del conto. Anni dopo lessi una frase di Jack Nicholson: diceva che lui non fa beneficenza, lui paga le tasse e si aspetta che dei bisognosi si occupi lo Stato. Pensai: finalmente uno che mi capisce.

Advertisement - Continue Reading Below

La seconda cosa che ricordo è la prima colazione. Non perché c'erano le uova: avendo una compagna di classe olandese, avevo già avuto modo di provare a casa sua la superiorità della colazione salata; avevo già cominciato da anni a borbottare che era inutile darsi un tono su come si mangiasse bene in Italia, se poi a colazione ci davano dei miseri biscotti. (Le mie piccole lettrici diranno che il brunch si fa anche in Italia; non starò a svelarvi che in quegli anni «brunch» neppure sapevamo cosa volesse dire, a voi fortunate cresciute a globalizzazione avvenuta). La prima colazione fatta leggendo un quotidiano americano. Me la ricordo perché su quel quotidiano c'era un articolo su un poveretto che aveva tenuto aperta la porta a una tizia che doveva passare, e ora quella gli faceva causa. Lo rilessi incredula: è discriminazione sessuale se mi tengono aperta la porta? (Trent'anni dopo, ogni volta che a Milano rientro coi sacchetti della spesa e cerco di non rovesciare tutto mentre cerco le chiavi, e qualche inquilino aspetta che apra il portone anche per lui senz'accennare ad aiutarmi, penso che non sia semplice cafoneria: è che Milano si sente New York).

Più Popolare

Insomma, quel viaggio formò molte delle mie convinzioni riguardo all'America: che prendessero molto sul serio i reati sessuali e il dovere dei ricchi di donare ai poveri. Trent'anni dopo, Donald Trump viene eletto nonostante alcune fantasmagoriche accuse di molestie, e senza che abbia mai fatto vedere le dichiarazioni dei redditi (dalle quali si potrebbe verificare se non abbia, come si sospetta, mai dato un nichelino in beneficenza). Viene eletto demolendo le mie convinzioni sull'America.

La settimana scorsa è venuto fuori che nella tesi di dottorato di Monica Crowley, scelta da Trump per il Consiglio di sicurezza, c'erano centinaia di righe plagiate. Sei mesi fa avrei detto: ah, gli americani su queste cose sono serissimi. La proprietà intellettuale, la trasparenza, ricordo un povero scrittore ridotto a vergognarsi e scusarsi in lacrime solo perché in un libro etichettato come "memoir" e non come "romanzo" aveva raccontato cose che non gli erano successe davvero. Adesso, penso che la linea difensiva della Crowley sarà la stessa di Trump sulle dichiarazioni dei redditi: agli americani non importa niente. Ero io che li avevo capiti male. Quindi, al prossimo viaggio, mi aspetto un americano che mi tenga aperta la porta. Senza aspettarsi una mancia in cambio.

More from Gioia!:
Elisabeth Moss nella serie tv The handmaid's tale
Firme
CONDIVIDI
Il mistero delle sopracciglia dell'ancella
Nella serie tv The handmaid's tale Elisabeth Moss interpreta un'ancella privata di tutto, ma sempre più che presentabile
Miley Cyrus ha subito l'ennesima evoluzione: la popstar trasgressiva vuole riciclarsi in cantautrice perbene, ma non basta essere buone per avere successo.
Firme
CONDIVIDI
Cara Miley, ci vuole metodo per fare la star
Smettere di essere cattive non basta: il lato chiaro della celebrità parimenti insidioso è
Non più un intoccabile di Hollywood, il molestatore delle dive Harvey Weinstein ci obbliga a una riflessione in più: oltre all'indignazione e alla solidarietà, dobbiamo essere capaci di raffinare l'analisi ed emanciparci da ruolo di vittime perfette.
Firme
CONDIVIDI
Harvey Weinstein, l'orco è nudo
Non più intoccabile, il molestatore delle dive ci obbliga a una riflessione, e a emanciparci dal ruolo di vittime perfette
Sesso in piedi o seduti 40-anni, Louis CK
Firme
CONDIVIDI
Se stare seduti vince sul sesso in piedi
Quarant'anni è un'età schifosa, come mi ha fatto capire il comico Louis CK con il suo monologo
Firme
CONDIVIDI
6 cose che ci ha insegnato il caso Weinstein
Dalla triste vicenda del produttore abbiamo imparato parecchio, per esempio che le donne sono spesso le peggiori nemiche delle donne
Kim Cattrall ha deciso di non partecipare alla riesumazione di Sex and the City, e quindi il terzo film della serie non si farà: sarah Jessica Parker e le altre non l'hanno presa bene.
Firme
CONDIVIDI
Cara Kim, nessuna smette quando vuole
Messaggio per l'attrice di Sex and the City: e se avere dei figli ritardasse la presa in carico della propria libertà?
Harvey Weinstein accuse stupro
Firme
CONDIVIDI
A proposito di Harvey Weinstein: quando è violenza e quando è solo vita
Se mettiamo nella categoria «stupro» chiunque ci provi e ci faccia sentire dieci minuti a disagio, prevedo l'estinzione dell'umanità
Voglio essere magra
Firme
CONDIVIDI
Io che volevo essere magra più di tutto
Ma c'è una bella differenza tra la ricerca del proprio peso forma e la fissazione per il corpo esile a tutti i costi
Ius soli autogol sinistra
Firme
CONDIVIDI
Ius soli, l'autogol della sinistra
Il disegno di legge muore in Parlamento perché Alfano non lo vuole e perché il centrosinistra si è subito arreso
Dopo un'estate di pettegolezzi, Heidi Klum ha lasciato Vito Schnabel, e adesso devo cambiare strategia e smettere di cercare uomini che la facciano sentire giovane.
Firme
CONDIVIDI
Cara Heidi Klum, mollare un trentenne è sempre un'ottima idea
Dopo un'estate di pettegolezzi, la modella ha lasciato Vito Schnabel, e adesso devo cambiare strategia di accoppiamento