Milano Zucchero e Catrame, mi sono perso a NoLo

Siete mai stati a NoLo? Sì, è a Milano, ed è un quartiere ex "malfamato" dove oggi creativi, architetti e artisti stanno migrando: e a volte basta un po' di creatività per ridisegnare il mondo

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Siete mai stati a NoLo?

Io mai, cioè sì. Nel senso che se vi è mai capitato di passare per via Padova, andare al parco Trotter, girare tra le vie lì intorno, in realtà ci siete stati anche voi. Ha acquisito un nome super figo, che fa il verso a Soho, a New York, ed è diventato un vero e proprio brand facile da mettere su t-shirt, mug, agendine. Potere della comunicazione. Da zona "malfamata" a quartiere dove oggi creativi, architetti e artisti stanno migrando invogliati dalla possibilità di convertire vecchie palazzine ed ex spazi industriali in grandi studi, atelier, nuovi ristoranti, ma anche e soprattutto dai prezzi molto convenienti. L'aspetto affascinante di questa zona è accorgersi dell'energia che arriva dalla multietnicità presente in ogni angolo e in ogni strada. Sembra davvero di girare a East London, a Londra. Dalla pasticceria tunisina al ristorante coreano, dalla pizzeria partenopea al supermarket bengalese, dalla galleria d'arte contemporanea al rigattiere chic con pezzi di modernariato meravigliosi (a prezzi umani). Tutto il mondo concentrato in quattro vie, tutto il mondo, che si influenza a vicenda, regalando alla cittadinanza l'opportunità di scoprire e miscelare culture diverse.

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Non so se capita anche a voi, ma la prima volta che vado in un quartiere che non conosco, guardo i palazzi, li fotografo, entro negli androni, e tiro su gli occhi. Qui c'è di tutto: dal palazzone con 300 condomini, alla villetta di tre piani, ai palazzi che sembrano uscire direttamente da un film di Tim Burton.

Qui sta avvenendo una vera e propria riqualificazione del territorio (che, ovviamente, si porta dietro anche grandi interessi e speculazioni immobiliari), ma tutto sommato meglio così che niente. È un ottimo slancio verso il futuro. Se tutto andrà avanti in maniera coerente e rispettosa di tutte le comunità che già sono radicate in quest'area, fra qualche anno NoLo potrà diventare un simbolo di vera e propria integrazione sociale.

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Per concludere il mio giro, dopo aver fatto un salto al Mercato Comunale di via Monza, dove ho pranzato "Alla Taverna dei Terroni" (andateci, si mangia benissimo), mi sono perso in una delle mie più grandi passioni. La street art. Lungo via Pontano ci sono opere da non perdere.

A volte basta un po' di creatività per ridisegnare il mondo.

Fateci un giro. Magari coprendovi bene. Molto bene.

Matteo Maffucci, cantante degli Zero Assoluto, lascia Roma per Milano: qui potete seguire (e commentare) le sue peripezie di expat.

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