Milano Zucchero e Catrame, sto iniziando a volare

Vola il mio radar sempre acceso, vola il desiderio di continuare a scoprire, realizzarmi e capirmi da un'altra prospettiva, volo io per le strade fra incontri, battute amici vecchi e nuovi

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Canzone per leggere l'umore: Pool Party di Julia Jacklin

Le mie settimane qui a Milano iniziano a volare: vola il mio "radar" sempre acceso, vola il desiderio di continuare a scoprire, realizzarmi e capirmi da un'altra prospettiva, volo io per le strade fra incontri, battute amici vecchi e nuovi.

Ho incontrato Davide - caro amico, musicista e "miniatura" di Frank Zappa - veneziano che si è trasferito qui per amore, tre anni fa, ed è finito per innamorarsi anche della sua nuova città. L'ho trovato cambiato, più attento, consapevole e in sintonia con queste strade e il relativo umore generale. Più concreto. Adulto. La prima cosa che mi dice è che gli fa davvero strano vedermi qui. "Tu sei la persona più romana che io abbia mai conosciuto, anche se ho sempre pensato che il tuo posto fosse proprio qui". Frase criptica e "aperta", ma che per ora ho lasciato in sospeso. Non ho approfondito. A Davide non ho fatto domande ulteriori. Preferisco che il tempo mi stupisca.

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Abbiamo passato ore insieme, facendo aggiornamenti dettagliati di vita, fra sogni, successi e fallimenti. È strano il rapporto che ho con lui, nel senso che pur vedendoci veramente poco, è una di quelle persone di cui ho un ricordo vivido in qualsiasi momento della mia vita.

Davide c'è sempre stato. È parte della mia famiglia elettiva.

Ci siamo dati appuntamento in Via Evangelista Torricelli all'ora di pranzo, che poi vuol dire che ci siamo visti davanti "Al Brutto anatroccolo". Una trattoria. Un posto assolutamente spartano, con un "sapore" milanese favoloso. Ho sempre avuto un debole per le vecchie trattorie, senza fronzoli, dove si mangia e si beve quello che c'è da quarant'anni, dove la portata principale sono le cose che hai da dire a tavola, dove chi serve ai tavoli all'apparenza è terribilmente burbero, ma capisci in fretta che non è così: sta lavorando e il lavoro è una cosa seria. C'è tanta gente: dal vecchietto con consorte fino al banker in doppiopetto. Una perla culinaria indimenticabile c'è: Il tiramisù. Se siete degli esperti, andatelo a provare e fatemi sapere.

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Sono sicuro di vincere la scommessa.

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Per il caffè ci spostiamo in Corso San Gottardo alla "Torrefazione De Pedrina", tra le più piccole che abbia mai visto. Si entra massimo in tre e, vi giuro, il caffè è una bomba! Sono questi i posti che in qualche modo mi riconciliano con la grande città, posti che non hanno subito negli anni cambiamenti inutili, quasi a voler urlare al mondo: "Noi siamo questo!". Ve lo giuro, vale la pena farci un salto.

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Ci fermiamo fuori, continuiamo a parlare e capisco che sto bene perché ancora non mi è salita quell'ansia congenita che solitamente, sottovoce, è come se mi sussurrasse un segreto nell'orecchio: "Che cosa stai facendo, perdi tempo?!?". Oggi faccio altro, parlo, condivido, ricordo, e poi ricomincio. Oggi potrei non avere il cellulare (se non mi servisse per prenotare una macchina, fare foto, usare le mappe...), potrei dimenticarmi di tutto e stare bene così.

Questa giornata è dedicata a me, solo a me. A me e a questa città.

Dopo aver girato per i Navigli (sia quello "Grande" che quello "Pavese") tra negozietti e luoghi dove è ancora possibile comprare musica analogica (vinili) arriva il momento di salutare Davide.

Imbarazzo. Onestamente mi ha sempre colpito la modalità assolutamente quotidiana, super rilassata, con cui lo facciamo. Sembriamo due persone che si rivedranno sicuramente il giorno dopo, mentre invece, di solito passa più o meno un anno. "Ciao!". " Ciao". E basta. Succede anche a voi?

La mia giornata si conclude con un aperitivo in un'altra zona, in via Paolo Sarpi, alle "Cantine Isola", che non so quanto siano conosciute, ma è davvero un luogo delizioso.

Che cosa ho fatto oltre a bere?

Ovvio, ho continuato a dedicarmi a me.

Io, un altro caro amico con un anno in più da raccontare, e un po' di bollicine.

"Milano, domani giuro che torno al lavoro!".

Matteo Maffucci, cantante degli Zero Assoluto, lascia Roma per Milano: qui potete seguire (e commentare) le sue peripezie di expat.

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