Milano Zucchero e Catrame, tutto l'amore del mondo

Non so se capita anche a voi, quando vi trovate in una città che non conoscete, di svegliarvi la mattina presto pronti a tutto: ecco, io da quando vivo a Milano, mi sento così. E mi diverto a fare l'esploratore caricato a molla, e scopro cose meravigliose

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Canzone per leggere l'umore: On Hold, The xx

Non so se capita anche a voi, quando vi trovate in una città che non conoscete, di svegliarvi la mattina presto pronti a tutto. Aprite gli occhi, senza accusare il colpo, e lucidi come un paio di scarpe nuove siete già pronti a uscire e vivere. Ecco, io da quando vivo a Milano, mi sento così. Zero stanchezza, niente pigrizia - che solitamente mi avvolge come una sciarpa - nessuna maledizione nei confronti di chi mi costringe a fare di tutto contro la mia volontà. Quand'è che finirà? Quand'è che accetterò il fatto che anche questa città è parte della mia vita? Non lo so. Quando accadrà, però, ve lo farò sapere. Di sicuro adesso mi diverto a fare l'esploratore caricato a molla.

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Qui, qui a Milano, l'aria in questi giorni è freddina, il cielo è nuvoloso (ma ogni tanto un po' di luce passa), la strada mi parla. Quella che vedete nella foto è una scritta che ho trovato a un minuto a piedi dal mio portone. Una bella scritta.

Iniziare la giornata così non è male. Accetto la proposta - la forza DEVE essere con me - e accompagno il mio amico Thomas a prendere una macchina di quelle in car sharing che lo porterà alla stazione. È stato il mio primo ospite, il primo a cui dimostrare che questa scelta di trasferirmi qui è una cosa seria. Ieri sera è stato emozionante trasformarmi in un minuscolo Cicerone e fargli notare qualche dettaglio di Milano, una manciata di somiglianze con Roma, un paio di differenze, le tante novità. Giù il mio vicino di casa è il ministro Dario Franceschini, qui l'ex campione di pallavolo Andrea Zorzi. Meglio adesso, ovvio. Al bar sotto casa intanto ho scoperto che il cornetto semplice può essere non solo "vuoto", ma anche NEUTRO. Particolare che alimenta morbosamente la mia curiosità sull'uso delle parole, soprattutto dopo la scoperta che qui un normale cappuccino è un "cappuccio liscio". Perché?

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Continuando a perlustrare la "mia" zona, mercoledì ho scoperto una vetrina speciale. L'avevo già notata il primo giorno da milanese e siccome sono convinto che ci siano luoghi capaci di attirare l'attenzione fino a quando non si accetta in qualche modo di conoscerli, ho ceduto e sono andato. È in Via Grasselli 4 e dopo essere entrato mi sono accorto di essere dentro il più piccolo negozio di libri mai visto in vita mia. In realtà è una casa editrice, si chiama "ABEditore", e a lavorarci sono in tre: due ragazzi e una ragazza. Gentilissimi. Li ho trovati che riempivano pacchi da spedire, immagino, con libri minuscoli (che ho comprato).

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Nonostante provi sempre un imbarazzo inspiegabile a parlare con commessi e titolari, loro mi hanno messo subito a mio agio, così mi sono sentito nella condizione di fare almeno una domanda.

«Scusate, dove sono? Voi, chi siete? Che cosa fate qui?».

La risposta è stata meravigliosa, la meno milanese di Milano per come conosco io Milano.

«Siamo editori. Artigiani. Pessimi commercianti».

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In questa frase c'è tutto l'amore del mondo. Per i libri.

Da Milano è tutto (per adesso).

A voi mondo.

Alla prossima.

P.s. Se vi va, nei commenti su Facebook, scrivetemi i vostri luoghi preferiti di Milano che avete voglia di condividere con me. Sono già pronto ad andare e farvi sapere.

Matteo Maffucci, cantante degli Zero Assoluto, lascia Roma per Milano: qui potete seguire (e commentare) le sue peripezie di expat.

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