Warren Beatty e Obama, i più fighi 
del mondo

L'attore vorrebbe il presidente uscente come interprete di un film sulla sua vita: «Il problema della campagna elettorale Usa è la fotogenia, mica quella di Hillary, è una gara tra maschi», dice Guia Soncini

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Warren Beatty compie 80 anni a marzo 2017, ed è stato il più figo del mondo. Io ho sempre preferito il suo amico Jack Nicholson (che gli 80 li compie ad aprile: annate così non ne fanno più), da giovane perché aveva l'aria più maramalda, da vecchio perché si è sfasciato in una maniera più spettacolare – ma insomma, Warren è stato il figo per eccellenza. Quello che ha spezzato il cuore a tutte, da Madonna in giù. Quello che non s'è redento finché, ultracinquantenne, ha incontrato Annette Bening, si è trasformato in un monogamo padre di famiglia, ha avuto quattro figli. Quello che quindi ci illude che «Con me sarà diverso» non sia una frase disperata, che a volte basti lasciar passare gli ormoni di gioventù e quelli dell'età adulta e poi metterci il fin lì cattivo soggetto in casa quando, ormai senile, non vuole far altro che esserci fedele. Se ha funzionato per Warren, che fin lì tutti identificavano col personaggio che interpretava in Shampoo, quello che diceva «Ammettiamolo: le ho scopate tutte, mi fa sentire immortale», beh, allora funzionerà anche per il disgraziato che abbiamo deciso di redimere noi, no? 

Warren Beatty nel film Bonnie and Clyde, 1967.
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Ma non divaghiamo, la notizia è un'altra. Hanno chiesto a Warren Beatty, il più figo di Hollywood, cioè il più figo della zona fino a qualche anno fa a più alto tasso di fighi del mondo, da chi vorrebbe essere interpretato in un film sulla sua vita. E lui non ha detto Brad Pitt, non ha detto Ryan Gosling, non ha detto nessuno dei fighi posticci che Hollywood continua a produrre cercando disperatamente di non arrendersi al proprio cessato primato. Lui ha detto il più figo del mondo: Barack Obama. Ed è stato in quel momento che io ho sospirato «Ve l'avevo detto». Ve l'avevo detto che il problema di questa campagna elettorale è la fotogenia. Mica quella di Hillary: è una gara tra maschi. E Donald Trump, porello, con quei capelli, con quelle manine, con quel labbro inferiore pendulo, proprio è impossibile immaginarselo a prendere possesso dell'Instagram della Casa Bianca

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