Anche noi abbiamo avuto il nostro Trump

​«C'erano la lira, le scarpe a punta, e il 1994 lo passammo a dire le cose che dicono ora gli americani»: l'epoca di Silvio Berlusconi e la sua perfetta macchina da vittoria elettorale nel commento di Guia Soncini

Più Popolare

È quasi un anno che provo a spiegare ad amici americani che noi queste loro elezioni le abbiamo già avute. C'era la lira, andavano le scarpe a punta, e il 1994 lo passammo a dire le cose che dicono ora loro. Che se quello lì vince è perché i media gli danno troppo spazio (anche noi lo dicevamo, correndo poi a leggere tutti gli articoli con le enormità sparate da quel candidato: le enormità sono sempre più divertenti dei seri programmi politici). Che se quello lì vince ce ne andiamo (dove, non si sa; un newyorkese mi ha detto che se vince Trump lui raggiunge i genitori a Santo Domingo: mica può restare negli Usa, che in pochi mesi finiranno a farsi la guerra nucleare con la Corea. Non ho osato fare domande sulle distanze: chissà se l'eventuale bomba su New York tiene al riparo dalle radiazioni Santo Domingo). 

Advertisement - Continue Reading Below

Soprattutto, quel che dicono loro e dicevamo noi è che quello lì è la tv che l'ha creato. Nel caso di Silvio Berlusconi, il nostro Trump, l'impero televisivo costruendo il quale non solo si era arricchito ma aveva anche preparato la perfetta macchina da vittoria elettorale. Nel caso di Trump, danno la colpa a The apprentice, il reality con il quale, secondo i miei amici che sembrano tanto intelligenti ma non hanno imparato niente da un paio di decenni di campagne elettorali italiane, Trump ha costruito la propria popolarità. Per una disgraziata coincidenza, The apprentice andava sulla Nbc, proprio come il Tonight show, il programma conducendo il quale Jimmy Fallon è stato finora il cocco della critica americana, pronta a lodarlo molto oltre i suoi meriti. Poi, la settimana scorsa, Fallon ha ospitato Trump. E, improvvisamente, la stampa americana ha pressoché unanimemente deciso che, se Trump vince, è colpa della Nbc e di Fallon. Colpa di Fallon che l'ha fatto sembrare simpatico. Colpa di Fallon che gli ha scompigliato i capelli. Colpa di Fallon che non gli ha fatto le domande scomode. 

Più Popolare

Sì, esattamente come in Italia. Dove per ogni politico che va in tv c'è l'intero elettorato della parte opposta che strepita perché il conduttore non è stato abbastanza incalzante. Il mito della domanda scomoda è uno dei più diffusi nell'opinione pubblica italiana: gli americani ci stanno imitando anche in questo. Uno dei miei migliori ricordi locali, tralasciando i nostri Trump, è la volta in cui Fabio Fazio fu rimproverato per non aver fatto domande scomode a Carla Bruni

In effetti avrebbe potuto chiederle se si mette sempre le ballerine per scelta o perché Sarkozy ha il complesso dell'altezza. 

Come già accadeva agli antiberlusconiani nel secolo scorso, anche agli antitrumpiani piace illudersi che, se solo gli altri vedessero quant'è orrendo quel tizio, non potrebbero mai votarlo. Dalle nostre elezioni non hanno imparato che quel che per qualcuno è orrendo per qualcun altro è: «Però, simpatico». Samantha Bee, rivelazione dell'anno col suo programma Full frontal, su Tbs, ha dato anche lei la colpa alla Nbc e a Fallon, ma poi ha spiegato perfettamente la situazione: gli americani, ha detto, sanno com'è Trump, ma hanno deciso che maschilismo e razzismo non sono importanti, «Sono come l'eccesso di maionese in un panino: se t'infastidisce lo scansi». È quasi un anno che li guardo e penso che non mi sembrano mica pronti a domare la maionese impazzita. 

More from Gioia!:
Harvey Weinstein accuse stupro
Firme
CONDIVIDI
A proposito di Harvey Weinstein: quando è violenza e quando è solo vita
Se mettiamo nella categoria «stupro» chiunque ci provi e ci faccia sentire dieci minuti a disagio, prevedo l'estinzione dell'umanità
Voglio essere magra
Firme
CONDIVIDI
Io che volevo essere magra più di tutto
Ma c'è una bella differenza tra la ricerca del proprio peso forma e la fissazione per il corpo esile a tutti i costi
Ius soli autogol sinistra
Firme
CONDIVIDI
Ius soli, l'autogol della sinistra
Il disegno di legge muore in Parlamento perché Alfano non lo vuole e perché il centrosinistra si è subito arreso
Dopo un'estate di pettegolezzi, Heidi Klum ha lasciato Vito Schnabel, e adesso devo cambiare strategia e smettere di cercare uomini che la facciano sentire giovane.
Firme
CONDIVIDI
Cara Heidi Klum, mollare un trentenne è sempre un'ottima idea
Dopo un'estate di pettegolezzi, la modella ha lasciato Vito Schnabel, e adesso devo cambiare strategia di accoppiamento
Con una stretta di mano al summit sull'ambiente dell'Onu, Gisele Bündchen ha mandato un messaggio al marito Tom Brady: tu stai al tuo posto, ché al tavolo dei grandi mi siedo io.
Firme
CONDIVIDI
Cara Gisele Bündchen, sei meglio di tuo marito
Tuo marito ha sposato la più bella del reame, che si accontenti: al tavolo dei grandi siedi tu
figli bamboccioni casa
Firme
CONDIVIDI
Quel che si perdono i figli bamboccioni
La sindrome dell'impostore applicata agli immobili: ce la spiega l'attrice di Scandal Katie Lowes
Maria Sharapova ha scritto un libro, Unstoppable, in cui non riesce a confessare una semplice verità: Serena Williams l'ha battuta sul campo da tennis 19 volte di seguito perché è più forte.
Firme
CONDIVIDI
Cara Maria Sharapova, ogni tennista è un'isola
Ma pure su quest'isola la notizia deve essere arrivata: Serena Williams non ti batte perché ti odia, ti batte perché è più forte di te
Quanto ci mancano gli uomini all'antica
Firme
CONDIVIDI
Quanto ci mancano gli uomini all'antica
Con la scusa che noi «vogliamo tutto» fidanzati e mariti si sono messi comodi e ci fanno fare tutto: gli straordinari e la cena
Passatempi figli adolescenti cellulare internet
Firme
CONDIVIDI
Genitori, i giovani non sono così fessi
C'era un tempo in cui le cuffie del walkman annunciavano l'alienazione: i passatempi dei figli sembrano sempre la fine della civiltà
Moda sostenibile Green carpet fashion award
Firme
CONDIVIDI
La moda sostenibile ha un premio tutto per sé
Si può fare fashion etico senza sacrificare l'estetica: cronaca del primo Green Carpet Fashion Award