La strage di Nizza e la fine dell'innocenza

Per me era la città delle estati spensierate e noi ragazzi ci sentivamo l'avamposto di una società multirazziale, ma dopo l'attentato terroristico del 14 luglio 2016 il risveglio è stato brusco: l'integrazione era stata solo apparente

Più Popolare

Nizza è sempre stata per me la città delle estati spensierate. La Francia a portata di mano, più moules-frites che escargot, sorniona, accogliente, senza la spocchia di Cannes. Si aspettava con ansia insieme a mia cugina la fine della scuola per scappare in quella zona franca di adolescenza sfrenata, dove l'unica regola era il corso di lingua al mattino − tra torinesi di buona famiglia, tedeschi in bermuda, asiatici in batteria − e poi, assolto il dovere, spiaggia e piacere fino a sera, su e giù per quella Promenade Des Anglais che odorava di mare, creme solari e feromoni.

Advertisement - Continue Reading Below

Ci sentivamo parte dello stesso mondo

Per me che venivo da una piccola città con ambizioni cosmopolite, con la sua università per stranieri, era un assaggio di multietnicità e integrazione. Alla caffetteria vicino alla scuola i nizzardi francesi e tunisini socializzavano con le studentesse americane, svedesi, spagnole. Parlavamo lingue diverse ma ci sentivamo parte dello stesso mondo. L'unico discrimine non era né il colore della pelle né la provenienza geografica, ma l'età: i grandi coi grandi, i piccoli coi piccoli. Noi si restava a bisbocciare in zona, gli altri la sera partivano alla volta di Antibes e Saint-Tropez, presentandosi il giorno dopo sfatti e assonnati.

Più Popolare

L'ottimismo di un tempo rispetto al futuro

Era un mondo certamente più chiuso e provinciale del nostro, quello di trent'anni fa, con le sue dogane ai confini e le valute nazionali, ancora circospetto e diffidente verso l'altro, ma in qualche modo curioso, con un pensiero vergine e ottimisma rispetto al futuro, non corrotto dalla paura. Noi ragazzini ci sentivamo l'avamposto di una nuova società multirazziale pronta a venire. Preparavamo il terreno. E mai avremmo pensato che in così poco tempo le frontiere sarebbero cadute e il mondo sarebbe diventato piccolissimo e raggiungibile ovunque, grazie a Internet e ai voli low cost. 

La diffidenza e l'angoscia collettiva

Mai però avremmo immaginato che dopo l'esplosione della globalizzazione e il big bang digitale, ci sarebbe stata un'implosione ancor più deflagrante. La nascita di nuovi confini,  il rifiorire dei nazionalismi, il dilagare di un razzismo non più etnico ma culturale e religioso, germogliato in risposta al fanatismo armato, il diffondersi di una diffidenza più estrema, alimentata da un'irrazionale ma legittima angoscia collettiva.

L'islam radicale trasforma la rabbia in sogno di riscatto

I fatti di Nizza sono stati per me la fine definitiva dell'innocenza. Vedere quell'incantevole lungomare di skater, passeggini e condomini bianchi, trasformarsi in cimitero, coi fiori abbandonati sull'asfalto, i turisti che si aggirano come zombie nel triste teatro dell'ecatombe, è stato un lutto vero. E anche un brutto risveglio. L'integrazione era solo apparente, Mohamed Lahouaiej Bouhlel, che il 14 luglio ha falcidiato con un tir 82 persone, è figlio, insieme ai presunti complici della strage, di quella banlieue dissestata in cui l'islam radicale trasforma la rabbia in sogno di riscatto, la frustrazione personale in eroismo da martire. Anche per chi il Corano non sa neanche cosa sia. Ed è da qui che bisogna partire per arginare la metastasi che sta spargendo terrore a ogni latitudine, rendendo il nostro vivere incerto e ogni strategia di prevenzione parziale o vana. Un'operazione lunga e complessa. Ma è l'unica che ci può salvare.

More from Gioia!:
Elisabeth Moss nella serie tv The handmaid's tale
Firme
CONDIVIDI
Il mistero delle sopracciglia dell'ancella
Nella serie tv The handmaid's tale Elisabeth Moss interpreta un'ancella privata di tutto, ma sempre più che presentabile
Miley Cyrus ha subito l'ennesima evoluzione: la popstar trasgressiva vuole riciclarsi in cantautrice perbene, ma non basta essere buone per avere successo.
Firme
CONDIVIDI
Cara Miley, ci vuole metodo per fare la star
Smettere di essere cattive non basta: il lato chiaro della celebrità parimenti insidioso è
Non più un intoccabile di Hollywood, il molestatore delle dive Harvey Weinstein ci obbliga a una riflessione in più: oltre all'indignazione e alla solidarietà, dobbiamo essere capaci di raffinare l'analisi ed emanciparci da ruolo di vittime perfette.
Firme
CONDIVIDI
Harvey Weinstein, l'orco è nudo
Non più intoccabile, il molestatore delle dive ci obbliga a una riflessione, e a emanciparci dal ruolo di vittime perfette
Sesso in piedi o seduti 40-anni, Louis CK
Firme
CONDIVIDI
Se stare seduti vince sul sesso in piedi
Quarant'anni è un'età schifosa, come mi ha fatto capire il comico Louis CK con il suo monologo
Firme
CONDIVIDI
6 cose che ci ha insegnato il caso Weinstein
Dalla triste vicenda del produttore abbiamo imparato parecchio, per esempio che le donne sono spesso le peggiori nemiche delle donne
Kim Cattrall ha deciso di non partecipare alla riesumazione di Sex and the City, e quindi il terzo film della serie non si farà: sarah Jessica Parker e le altre non l'hanno presa bene.
Firme
CONDIVIDI
Cara Kim, nessuna smette quando vuole
Messaggio per l'attrice di Sex and the City: e se avere dei figli ritardasse la presa in carico della propria libertà?
Harvey Weinstein accuse stupro
Firme
CONDIVIDI
A proposito di Harvey Weinstein: quando è violenza e quando è solo vita
Se mettiamo nella categoria «stupro» chiunque ci provi e ci faccia sentire dieci minuti a disagio, prevedo l'estinzione dell'umanità
Voglio essere magra
Firme
CONDIVIDI
Io che volevo essere magra più di tutto
Ma c'è una bella differenza tra la ricerca del proprio peso forma e la fissazione per il corpo esile a tutti i costi
Ius soli autogol sinistra
Firme
CONDIVIDI
Ius soli, l'autogol della sinistra
Il disegno di legge muore in Parlamento perché Alfano non lo vuole e perché il centrosinistra si è subito arreso
Dopo un'estate di pettegolezzi, Heidi Klum ha lasciato Vito Schnabel, e adesso devo cambiare strategia e smettere di cercare uomini che la facciano sentire giovane.
Firme
CONDIVIDI
Cara Heidi Klum, mollare un trentenne è sempre un'ottima idea
Dopo un'estate di pettegolezzi, la modella ha lasciato Vito Schnabel, e adesso devo cambiare strategia di accoppiamento