Bruce Springsteen e la canzone che volevo

Ai suoi concerti non si sa mai cosa canterà, perché la scaletta cambia sempre: così può succedere ai fan di rimanere a bocca asciutta, proprio come è successo a Guia Soncini

Più Popolare

Questo non è un articolo sul fatto che la dedizione non viene premiata, mai. Non è neanche un articolo sulle ordinazioni al ristorante; né sui rimpianti legati alla moltiplicazione delle scelte. Questa è un'operetta la cui morale è: lasciate perdere i gesti dimostrativi. La lista delle canzoni eseguite in un concerto si chiama, in gergo, «scaletta». Quelli normali usano sempre la stessa: provano, con la band, una ventina di canzoni, e per tutto il tour le eseguono; sempre le stesse, sempre nello stesso ordine. Poi c'è Bruce Springsteen. Che fa concerti da quasi quattro ore in cui non sai mai cosa canterà. Che ha in repertorio talune centinaia di brani e – a seconda di come gli gira e di cosa gli chiede il pubblico (che come nelle radio private fa le richieste, scrivendole sui cartelli) – decide ogni sera cosa suonare. 

Advertisement - Continue Reading Below

È il suo bello: se lo vedi più volte non sarà mai uguale. E quelli coi cartelli si inventano sempre qualcosa per far scegliere le loro richieste: in aprile l'ho visto a Brooklyn, ha fatto salire sul palco una bambina con un cartello: «Blinded by the light, ho 10 anni e la so tutta, mettimi alla prova» (ha superato la prova: è una bambina riccia che ha cantato con Bruce e, meno emozionata di noi, alla fine s'è fatta fare l'autografo; se non diventa presidente lei, non so proprio chi). Il biglietto per il suo primo concerto italiano l'ho preso appena li hanno messi in vendita: ancora non si sapeva che a Milano ne avrebbe fatto un secondo; mi sono precipitata a pagare salatissimo un posto mediocre: quelli buoni, i fan più smaniosi li avevano finiti in dieci minuti. Avrei dovuto sapere che non sarei stata premiata. Avrei dovuto aspettare. Avrei dovuto ricordare quell'insegnamento: quello della comanda sbagliata. 

Più Popolare

Bruce Springsteen in cncerto a Milano.

Uno per cui lavoravo da giovane diceva che prima o poi avrebbe scritto un libro sul dramma della comanda sbagliata: quando al ristorante ordini una cosa e poi, arrivati i piatti, capisci che avresti dovuto prendere quel che stanno mangiando i tuoi commensali. Ti penti, ti maledici, ma ormai è troppo tardi. L'ho capito a metà concerto, quando ho intuìto dall'andazzo che non mi avrebbe fatto Bobby Jean. Della mia fissazione per Bobby Jean parliamo un'altra volta. C'entra il suo essere la canzone dei miei 13 anni (tutto quel che va in circolo quando sei alle scuole medie non ne esce più). C'entra l'essermi illusa per decenni che, se mi piaceva una canzone così sentimentale, dovevo essere un cuore di panna. C'entra una verità svelatami di recente: non è una canzone d'amore, è una canzone di narcisismo. 

Quando ho capito che per quella sera niente Bobby Jean, e l'avrebbe quindi fatta due giorni dopo, sapevo di dover comprare un biglietto per la seconda data: solo così sarei stata felice. Ma poi ho tentato di chiedere un'informazione all'ufficio stampa del tour e la centralinista dopo avermi presa a pesci in faccia mi ha riattaccato, e io ho deciso che per protesta sarei rimasta a casa. Come tutte le proteste, è stata una scemenza: mica è servita a far diventare educata la centralinista, solo a privarmi di Bobby Jean. Solo a farmi restare digiuna come la scema che ordina bresaola, e poi vuole pomposamente sostenere d'aver attuato un boicottaggio dei maccheroni.

More from Gioia!:
Jovanotti cita Dalla
Firme
CONDIVIDI
Jovanotti non teme l'effetto nostalgia
Nel brano Oh, vita!, anticipazione del nuovo album che esce a dicembre, cita Futura di Lucio Dalla: ci vuole coraggio per farlo
Firme
CONDIVIDI
Felicità è portare i pantaloni con l'elastico
Se hai deciso che non te ne frega niente di farti guardare, tirarti a lucido è una cosa che non serve quasi mai
Bellezza e diversità  Lupita Nyong'o
Firme
CONDIVIDI
La bellezza non è più femminile singolare
Oggi per distinguersi c'è un solo modo: essere diverse, come Lupita Nyong'o, che non rinuncia ai suoi capelli afro
È ufficiale: Chiara Ferragni e Fedez aspettano il loro primo figlio, ecco perché sarà un bambino molto fortunato.
Firme
CONDIVIDI
Cara Chiara, sarai una madre favolosa
Perché possiedi un superpotere fondamentale per sopravvivere a questi tempi qui
Mamme permalose bambini
Firme
CONDIVIDI
Nessuno è permaloso come una mamma
Le madri di oggi sono, nell'eloquio, indistinguibili da come scriverei una parodia di mia madre
Kris Jenner con la figlia Kim Kardashian
Firme
CONDIVIDI
Cara Kris, le Kardashian non esisterebbero senza di te
Nessuna delle tue figlie sarebbe così com'è ora se tu non avessi avuto l'idea di farne lo spettacolo di questa generazione
Parità stipendio donne
Firme
CONDIVIDI
Equo compenso, non si tratta solo di soldi
Quando pretendiamo una retribuzione pari a quella degli uomini per il nostro lavoro stiamo parlando anche di dignità
Figli calo nascite
Firme
CONDIVIDI
Ma tu un figlio lo vorresti?
Se è vero che i giovani rinunciano ad avere bambini per cause di forza maggiore, perché 
non sono arrabbiati?
Non più un intoccabile di Hollywood, il molestatore delle dive Harvey Weinstein ci obbliga a una riflessione in più: oltre all'indignazione e alla solidarietà, dobbiamo essere capaci di raffinare l'analisi ed emanciparci da ruolo di vittime perfette.
Firme
CONDIVIDI
Cara Blythe, le figlie devono imparare a difendersi da sole
Se Gwyneth è in grado di badare a se stessa, che bisogno aveva di una lettera della sua mamma al giornale che l'ha criticata?
Firme
CONDIVIDI
Il maniaco senza qualità è peggio di Weinstein
C'è chi pensa di poterti saltare addosso senza possedere punti di forza evidenti, e senza che tu gli abbia dato il via libera