Scambio casa: io l'ho fatto e vi racconto perché funziona

Viaggiare gratis, o quasi, con lo scambio casa senza brutte sorprese: istruzioni per l'uso

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Quando sei un veterano dello scambio casa, come me, nemmeno ti ricordi più chi te ne parlò per spiegarti cos'era, né quanti scambi hai fatto da allora. A occhio direi più di 10 e meno di 15. La prima volta, come tutte le prime volte, è indimenticabile e vagamente galeotta: nel nostro caso fu un weekend lungo a Venezia, a fine 2011, romantico e melanconico proprio come un weekend a Venezia dev'essere.

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Poi – allargando di volta in volta il raggio d'azione, e aumentando l'intensità del nostro ardire – vennero Roma, la Danimarca, la Scozia (a gennaio!), la Loira. L'estate dopo un'oscura regione al confine tra la Francia e la Spagna, nel sud, senza nessuna particolare attrattiva se non quella di essere infestata da insetti (càpita a tutti, di sbagliare). E ancora: il Belgio (splendido), Barcellona, Londra (in una "mansion" di 300 metri quadrati, vicino a South Kensington), di nuovo Venezia cui nel frattempo c'eravamo affezionati, una casa bellissima nella campagna del Mugello, e altri posti che sicuramente mi sfuggono.

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Il bello dello scambio casa è che le regole d'ingaggio sono chiare da principio: non affitti, non paghi, offri la tua casa gratis, l'ospitalità è gratis, puoi scambiare anche l'auto. Molti, all'inizio, sono pieni di dubbi: e se mi portano via qualcosa di prezioso? E se mi sfasciano la casa? Secondo Homelink, storica associazione (nacque nel 1953, gli iscritti ricevevano per posta una newsletter con gli elenchi delle case disponibili), in tutti questi anni non si è mai verificato un furto.

Oggi naturalmente si fa tutto online. Il nostro sito di riferimento invece è Scambiocasa (www.scambiocasa.com), 65.000 schede di case in tutto il mondo, disposte come nella vetrina di un negozio virtuale. Quale dei due siti scegliere? Sono serissimi entrambi ed entrambi chiedono una quota di iscrizione (circa 120 euro all'anno) che serve anche a tenere alla larga i perditempo. Scegliete in base alla piattaforma che vi ispira di più.

Se siete appassionati di design potete provare anche con Behomm (www.behomm.com) un sito di nicchia che però funziona benissimo: si entra su invito (e dopo selezione basata sulle foto), è rivolto ad architetti, fotografi, visual artist, designer, e ospita, assicura, le schede con foto «delle case più belle del mondo». Ma quali sono le accortezze da seguire per scambiare casa divertendosi (e senza brutte sorprese)? In questi anni da scambista, io le mie idee me le sono fatte. Ed ecco la mia personale lista di consigli:

1. MAI SOTTOVALUTARSI

Secondo i dati forniti da Homelink, l'Italia è il Paese più richiesto per gli scambi. Ok, siamo sinceri: se vivete a Roma o a Venezia (o al mare) partite certamente avvantaggiati. Anche Milano, la mia città, nell'anno di Expo è andata fortissimo: avevamo richieste di scambio ogni giorno, e l'imbarazzo della scelta. Infatti abbiamo fatto cinque scambi in tre mesi e alla fine, come Forrest Gump, eravamo un po' stanchini. Ma anche fuori da periodi speciali come è stato il 2015 per Milano, e anche se vivete in località minori, voglio rassicurarvi: potete scambiare (quasi) qualunque cosa.

Il salotto della casa belga in cui siamo stati l'estate scorsa (da Scambiocasa.com)
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2. SIMILE CERCA SIMILE

Che sia un bilocale o una villa, poco importa. In genere i siti offrono un periodo di prova gratuita, e un secondo anno di iscrizione gratuito se nel primo non siete riusciti a effettuare nessuno scambio. Se così fosse, comunque sarete voi a dichiararlo, perché la cosa meravigliosa è che nessuno controlla nulla: questo sistema si basa, e funziona, sulla fiducia. E se avete una casa piccola, non deprimetevi. Magari noi non potremo venirci (siamo in cinque), ma andrà benissimo per un single, o una coppia.

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3. (RI)FARSI IL LOOK SERVE

La prima regola per chi vuole scambiare presto e bene è fotografare la propria casa in modo dignitoso. Le schede di molte case sono penalizzate da immagini sfocate, capovolte, o assenti: c'è chi mette solo un'immagine della porta del palazzo in cui vive e poi una sfilza di foto della città. Ma prima di decidere di venire da te io voglio sapere se la tua casa è luminosa oppure no, di che colore sono le pareti del tuo soggiorno, quali sono i tuoi gusti in fatto di arredamento. Proprio come farei se dovessi scegliere un b&b, o una stanza d'albergo.

Una splendida casa in Mugello, ci siamo stati lo scorso autunno
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4. I BAMBINI SONO I BENVENUTI

Lo scambio casa è il paradiso delle famiglie con figli: prenotare alberghi per quattro o per cinque è costoso (molto), senza contare che i giochi e le attrezzature bisogna portarseli da casa. Invece noi scambisti viaggiamo leggeri: un bagaglietto a mano e via. Il resto, compresi bavaglini per la pappa, seggiolone, culla, passeggino (!), Wii o PlayStation, Lego e Playmobil, costumi per travestimenti e tutto l'ingombrante armamentario con cui sei costretto a girare quando hai un bambino piccolo, lo trovi "di là". Se i figli sono di taglia compatibile succede anche di scambiarsi i vestiti, specie se parti per la Danimarca portandoti solo qualche t shirt e una felpa e scopri che lì anche a luglio possono esserci 10 gradi (ehm, può succedere). I nordici che calano al sud ovviamente hanno il problema inverso, proprio non riescono a credere che noi si viva "in posti così caldi", comprano ventilatori che poi ci lasciano in dotazione eppure, inspiegabilmente, continuano a voler tornare.

5. A SCAMBIARE SI DIVENTA CREATIVI

Cose che ho imparato in questi anni: se temi che qualcosa in casa tua vada rotto, spostalo sul ripiano più alto. Se invece temi che qualcuno ti rubi oggetti preziosi, scordatelo. In una casa in cui siamo stati, alle pareti i proprietari avevano quadri (non riproduzioni) di De Chirico. In un'altra, nel seminterrato, c'era un caveau straripante di bottiglie di champagne; in un'altra la padrona di casa aveva lasciato in bella vista i suoi gioielli (non bigiotteria). Può capitare che qualcuno ti rompa un bicchiere, questo sì: e che magari allora te ne ricompri tre. Può essere che questi tre non siano identici a quelli che già avevi. Può essere che qualcuno dimentichi una patata lessa nella tua scarpiera, e che tu tornando a casa pensi «oh mamma, quanto puzzano le sneakers di mio figlio», e che capisca solo dopo qualche giorno dove sta la verità (questa è una storia vera. I colpevoli? Posso dirlo, i danesi. Che però ci hanno regalato il ventilatore).

Quest'estate invece andremo a Stoccolma...
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6. AL TEMPO, AL TEMPO!

Per scambiare con efficacia occorre stare attenti ai tempi. I siti come Scambiocasa hanno sezioni dedicate ai viaggi last minute, ma nella mia esperienza funzionano poco. Meglio programmare con anticipo: il momento migliore per organizzare le vacanze estive va tra gennaio e (massimo) marzo. Ricordate che i nordici scambiano volentieri in luglio, meno volentieri in agosto. I francesi sono scambisti compulsivi, sono tantissimi e si muovono in qualunque periodo nell'anno. Con gli italiani si scambia bene durante i weekend (che non è male). Arrivano richieste da ogni parte nel mondo, in ogni caso, e in qualunque momento: si muovono tanto anche canadesi, americani, argentini. Meno i tedeschi, e in tutti questi anni ancora non ho capito perché.

7. CACCIATORI E CACCIATI

Per scambiare si possono usare due approcci diversi: essere cercatori attivi, o farsi cercare. Noi abbiamo provato a lanciare degli ami qua e là, a invitare insomma, ma con scarso successo, e ora preferiamo la tecnica del wait and see. Insomma tendiamo ad aspettare le proposte altrui, come una donna vanitosa che ami farsi corteggiare. Secondo l'etichetta, lo scambista dovrebbe rispondere a tutte le richieste – anche in caso negativo – ma devo confessare che non sempre ci riusciamo. Pregi della tecnica del "farsi cercare": abbiamo visitato posti in cui non pensavo avremmo mai messo piede. Svantaggi: non andiamo mai davvero esattamente dove vogliamo, quando vogliamo. Ma è poi così importante o, come canta il maestro De Andrè, quel che conta è «per la sola ragione del viaggio viaggiare»?

8. IL TERZO OCCHIO

Si dice che agli scambisti spunti un terzo occhio in mezzo alla fronte, per le capacità empatiche che sviluppano, per l'apertura mentale, per la flessibilità che sempre, in uno scambio, bisogna dimostrare. L'abbiamo sperimentato in quell'oscura regione tra Francia e Spagna (non so bene come ci siamo finiti) dove la casa era infestata da pipistrelli, topi e altri animali (vi rassicuro, è stato l'unico caso). Mi piace l'idea che i miei tre figli quasi non conoscano altro modo di viaggiare, che scoprano che sapore ha il Nesquik nella casa di un altro bambino (e che poi dicano: «Mamma, questo è uguale in tutto il mondo»), quali sono i suoi pupazzi preferiti, con quale lucina della buonanotte si addormenta la sera. «Questa casa non è bella, non ci sono giochi», sospirano delusi le rarissime volte che andiamo in affitto.

... E andremo anche a Strasburgo, proprio in questa casa

9. PICCOLE CORTESIE PER SCAMBISTI

La cosa veramente cool dello scambio casa è che all'arrivo ti senti davvero il benvenuto. La casa ti aspetta tutta linda e lustra, sul tavolo della cucina qualcuno ha lasciato per te una bottiglia di vino, dei dolcetti infiocchettati, un regalino per i bambini. A volte ti chiederanno in anticipo qualche piccola cortesia: bagnare le piante, ritirare la posta, prendersi cura di un animale domestico. A noi quest'estate a Londra i padroni di casa – quelli del caveau pieno di champagne, per la cronaca – hanno chiesto di nutrire un'iguana di nome Izzy. Poteva andare peggio.

10. ERRORI DA EVITARE

Secondo me: accettare inviti in regioni oscure, prive di qualsivoglia attrattiva (a meno che non amiate molto l'accudimento dei pipistrelli). Proseguire nella conversazione se il potenziale scambista dice cose tipo «La nostra casa non è tanto adatta ai bambini» e voi ne avete sei, o se ci sono altre incompatibilità manifeste (tipo: loro proprietari di un branco di husky, voi allergici al pelo di cane). Infine, tenere il piede in due (o più) scarpe: come detto gli stranieri bramosi di venire in Italia sono tanti, tantissimi, e illuderli (o tenerli sospesi) proprio non è carino. I siti funzionano anche grazie a un sistema di feedback: gli scambisti si scambiano recensioni, sia sulla casa di cui sono stati ospiti sia sul comportamento altrui. Più reciproco di così…

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