Verona sei bellissima! Cosa vedere in un weekend oltre al balcone di Giulietta restaurato

Per una gita di due giorni, o anche un tour in giornata, oltre al luogo simbolo degli innamorati appena rimesso a nuovo, ci sono da vedere le mostre di Van Gogh e Botero, e se vuoi anche un'esperienza incredibile: pranzare sopra gli scavi romani

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Un weekend a Verona per guardare la città con occhi diversi, ascoltare storie inusuali, immergersi in una mostra senza quadri, e scoprire cosa si nasconde sotto i piedi. La meta classica è il balcone di Giulietta che ci aspetta per una foto o un selfie. Ma il mitico poggiolo è ora completamente ripulito e messo in sicurezza dalla TecnoRed, società veronese che si occupa di recupero edilizio, che ha regalato il restauro alla città.

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Un controllo era necessario per questa opera architettonica, visto il traffico che sopporta ogni anno. Infatti, sono stati oltre 330.000 i turisti che nel 2016 hanno salito le scale della casa della bella Capuleti, e si sono affacciati al balcone, migliaia di coppie che dopo aver toccato la sua statua portafortuna nel cortile, (l'originale del 1969 è stato sostituito un paio di anni fa, perché i palpeggiamenti avevano fatto un paio di buchi sul seno e sul costato), hanno chiesto ad amici e turisti di passaggio di essere immortalati sul balcone cinquecentesco.

Il famoso Balcone di Giulietta a Verona ripulito e messo in sicurezza dopo il restauro.
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Un momento: il balcone non è del '500, la casa non è quella di Giulietta, anche se nel '700 carte e storici sostengono che Shakespeare sia passato di lì prima di scrivere la tragedia ma dentro questa casa nessun Capuleti abbia mai messo piede. Tutto questo non rallenta il flusso di innamorati: il falso storico è diventato storia. Grazie alla felice (e lungimirante) intuizione di Antonio Avena, urbanista e direttore dei musei di Verona, che nel 1932 smontò un balcone da un palazzo scaligero e lo rimontò sulla casa di Via Cappello, aggiungendo una spalletta perché le misure non combaciavano. In tempi non sospetti, anzi con una guerra alle porte, Avena aveva già intuito cosa poteva muovere il turismo di massa. Aveva pensato 80 anni fa a dare un corpo a un simbolo, a portare Romeo e Giulietta di Shakespeare dentro un luogo vero. Uno dei primi falsi storici tanto frequenti nella tradizione italiana, lo stesso aveva fatto Gabriele D'Annunzio con il suo Vittoriale, e l'eclettico artista catalano Mariano Fortuny con l'omonimo palazzo-museo a Venezia.

La mostra-esperienza di Van Gogh

Le scoperte continuano. A pochi passi dall'Arena, al Piano nobile del grande Palazzo della Gran Guardia (Piazza Bra 1) si può visitare fino al 28 gennaio 2018 la mostra internazionale Van Gogh Alive - The Experience dedicata all'artista olandese. Insomma, non serve andare ad Amsterdam per vedere le opere del pittore, anche se questa non è una mostra come le altre: si tratta di un'esperienza multimediale e multisensoriale, non ci sono quadri fisici, ma si entra dentro la vita dell'artista stanza per stanza in un cammino immersivo, accompagnati da suggestioni visive e dalle musiche di Vivaldi, Haendel, Bach e Satie, e molti altri, che ci racconta e ci fa vedere fin nei minimi particolari il percorso creativo di Vincent Van Gogh dal 1880 al 1890.

Una stanza della mostra multimediale su Van Gogh al Palazzo della Gran Guardia.
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Sono oltre 3.000 le immagini proiettate a pieno schermo da 50 proiettori. La mostra è adatta a tutti, non ci sono occhiali in 3D da portare. È un grande film che si svolge sulle pareti, dal pavimento al soffitto. E ci permette di vedere particolari dei quadri che difficilmente riusciremmo a distinguere a occhio nudo in un quadro esposto in modo tradizionale. Una riscoperta per chi già conosce il grande maestro e un interessante e piacevole approccio per chi si avvicina per la prima volta alle sue opere o non ha mai visto quelle minori o meno esibite.

Vincent in love - Il lavoro dell'anima, di Giovanna Strano, Cairo, pp. 256, € 15: gli amori del pittore olandese diventano un romanzo.

Vincent in Love, la biografia romanzata del pittore e dei suoi amori, verrà presentata nelle stanze della mostra dall'autrice Giovanna Strano, il 13 dicembre 2017, giorno di Santa Lucia, festa molto sentita dai veronesi.

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La mostra, che ha avuto un enorme successo di pubblico, dopo essere stata in Australia, Stati Uniti, Russia, arriva a Verona dopo Roma, Firenze e Bologna (biglietti: 14 € si acquista all'entrata, online o tramite Ticketone, per le riduzioni; orari: Lun.-ven. 10-20; Sabato 10-23; Domenica 10-2, info sul sito della mostra).

Le donne curvy di Botero

Camminando da Piazza delle Erbe, si arriva al Museo Amo (Arena Museo Opera) a Palazzo Forti per la mostra Botero a Verona, aperta fino al 25 febbraio 2018, espone 50 opere di Fernando Botero, l'artista colombiano di Medellin, che tanto ha amato l'Italia. Qui i quadri ci sono, ma Botero è sempre una scoperta, con le sue forme dilatate e arrotondate e accoglienti, con le sue donne di burro, gli uomini e gli animali e l'immancabile circo, i colori accesi e i paesaggi onirici, ci accompagna dentro la tradizione latinoamericana.

Botero a Verona, all'Amo - Palazzo Forti fino al 25 febbraio 2018.

Il suo è un mondo surreale che cerca in ogni modo di consolarci, di cantare la gioia della vita e della natura. È un mondo ottimista, in cui la sofferenza è bandita o è talmente nascosta da essere invisibile. Le opere provenienti da tutto il mondo, raccontano la sua lunga carriera, dal 1958 al 2016 (biglietti: 14 €, orari: Lunedì 14.30-19; Mar.-Dom. 9.30-19.30, info sul sito della mostra).

Pranzo con gli scavi romani in cantina ai 12 Apostoli

Se avete in programma di pranzare a Verona, e vi siete permessi un buon budget, allora siete pronti per la quarta esperienza in città: un tavolo in un buon ristorante, in un palazzo del '700, e dopo pranzo, senza uscire dalla porta, una visita agli scavi romani sotto la cantina dell'edificio.

Come era il Palazzo della Curia romana, nel I secolo d.C., sotto il ristorante 12 Apostoli in Corticella San Marco, 3.

Come è possibile? Al ristorante 12 Apostoli, in Corticella San Marco 3, a pochi passi dalla casa di Giulietta, dopo avervi servito la pasta e fagioli, o le seppie ripiene o il petto d'anatra con ridotto di Amarone, Antonio Gioco, terza generazione della famiglia che all'inizio del '900 rilevò il locale, sarà più che contento di farvi scendere in cantina, che è già una meraviglia anche solo da guardare (prezzo medio: € 45-65). Dalla cantina si imbocca, senza uscire, un viottolo lastricato che si apre, dopo un oooh di meraviglia, sugli scavi che alla fine del 1980 hanno portato alla luce 50 metri del podio della parete di un tempio di età romana (I secolo d.C.), una parte del Palazzo della Curia, con le botteghe, la parte sinistra del Cardo Massimo, la via principale che tagliava la città, e le fondamenta di una casatorre medievale, tipica dimora veronese dell'epoca, costruita con massi di marmo provenienti dal terzo anello dell'Arena. Gli scavi sono perfettamente conservati e mantenuti dalla famiglia Gioco che si prende cura di fare un piccolo tour per chi pranza al ristorante. E mentre Antonio vi racconta aneddoti e storie sulla Verona antica, vi sembrerà così strano ripercorrere il viottolo lastricato per tornare a prendere i cappotti e uscire da una casa che nasconde dentro di sé un'altra città.

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