10 consigli per superare la paura di parlare inglese in pubblico

​Non riesci a lanciarti in conversazioni in inglese per paura di fare errori? Più che comprensibile, ma puoi superare con successo i tuoi timori grazie al decalogo pensato da ABA English

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Non pronunciate più la "i" nella parola "friend" e, addirittura, sapete come gli inglesi, e non gli americani, dicono "can't". Nonostante ciò siete ancora piuttosto terrorizzate all'idea di lanciarvi pubblicamente in una conversazione in inglese. Noi, ma soprattutto ABA Enlglis, corso di inglese online con più di 11 milioni di studenti, vi capisce benissimo e per questo ha redatto un prezioso decalogo di consigli utili a smantellare timori e tentennamenti. E buttarvi, senz'ansia da prestazione, in uno speaking in libertà. Purché stiate alla larga da "the cat is on the table". Questo è il nostro, vediamo quali sono gli altri 10, più seri, passi da seguire secondo gli esperti di ABA English.

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1. Conosci la tua paura. 

Come per qualsiasi altra paura, prima di affrontarla è necessario comprendere le ragioni che ti impediscono di parlare inglese in pubblico. Cerca di sbloccarti e non temere di fare errori, perché si impara soprattutto da quelli.

2. Non fare paragoni. 

    Assolutamente consigliabile non stare a guardare quanto bene o male parlano inglese gli altri, perché ogni persona ha tempi e modi di apprendimento diversi. Concentrati invece su come puoi migliorare tu.

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    3. Conversa da sola. 

    Sì, anche se ti senti mezza matta, fallo. Non c'è modo migliore di conoscere i propri difetti che mettersi davanti a uno specchio e chiacchierare in inglese da sola. In concreto: poniti delle domande in inglese varie volte al giorno e risponditi. Vedrai quanto rapidamente migliorerai.

    4. Lascia perdere, per ora, l'accento. 

    Non che non sia importante, anzi: la fonetica inglese è fondamentale come è essenziale conoscere la pronuncia di ogni parola. All'inizio, però, è ancora più importante capire e farsi capire. Non ha senso cominciare a costruire una casa dal tetto, come si suol dire; quando avrai acquisito una buona padronanza della lingua, potrai focalizzarti sull'accento. 

    5. Ascoltati. 

    Registrati mentre parli inglese e ascoltati varie volte. All'inizio può sembrare un esercizio noioso o anche imbarazzante, ma la ripetizione è il metodo migliore per renderci conto dei nostri errori ed evitare di commetterli di nuovo.

    6. Cerca un amico con cui fare conversation. 

    Spulcia tra i tuoi contatti alla ricerca di un amico o un conoscente con cui poter parlare solo in inglese e che ti  accompagni nell'impegno di migliorare la lingua parlata. 

    7. Parla one to one. 

    Quando ci si trova in un gruppo di madrelingua, la conversazione tende a farsi subito veloce e complicata. Per superare la paura di parlare inglese con i tuoi tempi, concentrati sulle conversazioni con una sola persona che sia a tua disposizione per correggerti quando necessario. 

    8. Pensa in inglese. 

    Questa è tosta, ma molto utile, perché uno dei problemi principali degli italiani quando parlano inglese è pensare in italiano ciò che vogliono dire, per poi tradurlo in inglese. Prima di intavolare qualsiasi tipo di conversazione nella lingua di Shakespeare, inizia a pensare a quello che vuoi dire direttamente in inglese.

    9. Visualizza il tuo progresso. 

    A volte la paura di parlare inglese deriva da una scarsa autostima. Visualizza il tuo progresso e sii positivo e immagina che già a metà strada avrai una buona padronanza della lingua. Pensare positivo aiuta a tenere a freno l'ansia da prestazione.


    10. Fai in modo che l'inglese ti accompagni nella vita di tutti i giorni. 

    Questo ultimo consiglio è tra i più preziosi, specie per noi italiani che, al contrario di scandinavi o tedeschi, non siamo circondati dall'inglese. Cerca, dunque, di ascoltare la radio o i podcast, guardare notizie o video su Youtube, rilassarti sul divano con la tua serie o film preferiti, tutto in inglese. Questa full immersion aiuta molto a superare la paura di parlare in inglese, perché abitua l'orecchio e facilita la comprensione

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