L'isola di Tavolara in Sardegna è un regalo del cielo e con lei abbiamo un debito enorme

Una storia enorme, una bellezza incontaminata che mozza il fiato. Fare mea culpa e inserire Tavolara tra i place to be da visitare al più presto, please

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L'Isola di Tavolara, in Sardegna, a poca distanza da Olbia, è un segno. Un miracolo. Un dono del cielo. Bella da mozzare il fiato, con lei abbiamo un debito enorme: non le diamo l'attenzione che merita. Visitare Tavolara è un'esperienza straordinaria, equivale a scoprire un luogo speciale, significa scoprire una storia bellissima: la leggenda del Re, ancora oggi raccontata con orgoglio dall'ultimo discendente di quell'antico «sovrano», Tonino Bertoleoni.

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Tavolara, come arrivare

Il punto di partenza per una gita all'Isola di Tavolara è Porto San Paolo, da cui partono traghetti giornalieri per l'Isola di Tavolara e Molara, altra perla del mare di Sardegna, ma di proprietà privata. La durata del viaggio è di 15-20 minuti, il costo del biglietto è di 16 euro andata e ritorno, scontato del 50% per i bimbi dai 4 ai 12 anni. I piccoli fino a 3 anni viaggiano gratis. In alternativa è possibile effettuare noleggio gommoni a Porto San Paolo per delle fantastiche gite in barca all'isola di Tavolara, raggiungibile in linea retta in pochi minuti.

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Visitare l'Isola di Tavolara

Vista dal mare, Tavolara non è mai la stessa. A seconda del punto di osservazione, infatti, l'isola assume di volta in volta l'aspetto di una grande montagna bianca, di una collina dalla vegetazione lussureggiante, o addirittura di una piramide. Lo stretto istmo pianeggiante che sembra voler raggiungere Porto San Paolo a nuoto, chiamato Spalmatore di terra, è il luogo dove sorge la reggia del Re di Tavolara, il ristorante di Tonino, dove gustare delle straordinarie prelibatezze di pesce. Accessibili solo dal mare sono la Grotta Ghigliottina (o del Bue Marino) e quella del Papa, dall'altra parte dell'isola, mentre un altro istmo dall'aspetto caratteristico è quello dello Spalmatore di fuori, che invece punta verso il mare aperto e che fa parte del territorio interdetto dell'isola, di proprietà dell'esercito.

Tavolara, spiagge

La spiaggia di Spalmatore di terra è la più ampia di tutta l'isola. Poco distanti sorgono la spiaggia di Cala Tramontana e quella del Passetto, dove la sabbia bianca incontra acque turchesi in uno scenario da sogno. Molto bella è anche la spiaggia Cala di Levante, dall'aspetto selvaggio, nel cuore dell'ampia insenatura che porta a Spalmatore di fuori.

Snorkeling, Isola di Tavolara

Il parco marino dell'Isola di Tavolara e di Punta Coda Cavallo è un'Area Marina Protetta di 15mila ettari di mare, che si estende anche su 40 km di territorio costiero. Le immersioni in questi fondali straordinari sono un'autentica delizia per gli appassionati. Gli ambienti sommersi, infatti, sono caratterizzati da fiorenti praterie di Posidonia oceanica e da varie forme di coralli.

Isola di Tavolara, ferrata

La Via Ferrata degli Angeli è un percorso attrezzato che permette agli arrampicatori esperti di raggiungere le alte creste dell'isola, scalando l'impervio versante roccioso meridionale. Il punto di attacco è posto in prossimità di Punta La Mandria, da cui poi si risale in verticale tra le rocce fino a giungere prima ad una terrazza dove è posta una Madonnina, poi al punto d'arrivo dove campeggia il Cristo crocifisso.

Isola di Tavolara, la leggenda del Re

Ma veniamo alla leggenda che fa di Tavolara un vero e proprio Regno, con tanto di sovrano ancora in carica. Leggenda narrata da Tonino Bertoleoni in persona ai numerosi avventori del suo ristorante. Alla fine del XVIII Giuseppe, un progenitore di Tonino, partì con la famiglia da Genova insieme alla famiglia, che si stabilì sull'isola di Santa Maria. Giuseppe invece proseguì fino a Tavolara, dove costruì casa e si dedicò all'allevamento delle capre trovate sul posto. Capre particolari, anzi uniche: avevano i denti d'oro. Il figlio di Giuseppe, Paolo, chiese a Carlo Alberto di Savoia il riconoscimento dei diritti della sua famiglia sull'isola ed il re, nel 1836, si recò personalmente sul posto, ospitato nella «reggia» dei Bertoleoni. Dopo una battuta di caccia, il re sabaudo – informato dell'esistenza delle capre dai denti dorati – incaricò il generale La Marmora di catturarne alcuni esemplari, fornendo ai Bertoleoni una spilla e un anello d'oro in segno di gratitudine. Proprio grazie a questi simboli regali, ancora oggi, i discendenti dei Bertoleoni reclamano i propri diritti sul «regno», forti anche di una pergamena recante la firma di Carlo Alberto in persona. Oggi purtroppo la pergamena si è persa e l'isola non è più tutta di proprietà dei Bertoleoni. Ma a Buckingham Palace, in compenso, c'è una foto che raffigura i membri della «famiglia reale di Tavolara», immortalati a fine 1800: per la regina d'Inghilterra, i sovrani di Tavolara sono ancora loro.

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