Ritrovare se stessi è possibile, sì ma come? Percorrendo a piedi la via Francigena da Siena a Roma

Una settimana di cammino tra abbazie, laghi, terme, borghi, boschi, zone archeologiche per arrivare al Vaticano dalla via Trionfale

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Arrivare a Roma a piedi per provare l'emozione dei pellegrini che percorrevano la via Francigena o, più laicamente, per passeggiare tra i paesaggi più affascinanti di Toscana e Lazio, tra antiche abbazie, resti etruschi, borghi senza tempo, laghi, boschi, località termali. L'ultimo tratto della via Francigena, da Siena al Vaticano, si percorre in una settimana e nessuna tappa è uguale all'altra. C'è chi la fa tutta a piedi, chi in bicicletta, chi approfitta ogni tanto del treno o di un autobus per alleggerire il viaggio. Lungo tutto il percorso non mancano i luoghi di ristoro, ostelli, agriturismo, bed&breakfast o hotel di charme (le informazioni pratiche sono sul sito dell'Associazione delle vie Francigene). La prima notte a Siena si può dormire nella Casa delle Balie all'interno del complesso del Santa Maria della Scala, sorto come ospedale dei pellegrini nel Medioevo, luogo perfetto per immergersi nell'atmosfera della Francigena.

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Ecco le sette tappe per raggiungere Roma a piedi.

1. Da Siena a Buonconvento (25 km)

Da Siena si esce da Porta Romana e ci si incammina con il monte Amiata all'orizzonte lungo la valle dell'Arbia. In un paio d'ore si raggiunge la grancia di Cuma, una fattoria fortificata di proprietà del Santa Maria della Scala, l'unica conservatasi integra all'esterno (all'interno sono stati ricavati appartamenti). Superato Monteroni il paesaggio ritorna ameno: si attraversa il delizioso Lucignano d'Arbia, paesino sospeso nel tempo, per arrivare alle mura di Buonconvento, uno dei borghi più belli d'Italia, dove visitare il museo della Mezzadria toscana, dare un'occhiata alle chiese e cenare nelle trattorie del centro storico.

La cinta muraria di Buonconvento (Siena)
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2. Da Buonconvento a San Quirico d'Orcia (22 km)

Si entra nella Toscana da cartolina, quella plurifotografata, tanto il paesaggio è fotogenico. Boschetti e filari di cipressi, agriturismo da sogno, tra colline che più ondulate non si può. La città sul colle che si staglia verso sud è Montalcino (meriterebbe una deviazione, ma la salita lo sconsiglia, del resto non è un wine tour questo), il percorso taglia per Torrenieri lungo strade in parte bianche fino a San Quirico, dove il borgo antico è all'altezza del paesaggio, con un interessante cattedrale e gli Horti Leonini, un giardino pubblico fatto realizzare nel '500 proprio per dare ristoro ai viandanti.

Gli Horti Leonini a San Quirico d'Orcia (Siena)
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3. Da San Quirico a Radicofani (32 km)

Tappa lunga e impegnativa per la gran salita verso la rocca di Radicofani, che appaga per la grandiosità del paesaggio della Val d'Orcia. Siamo su una delle strade più belle del mondo, secondo varie classifiche. A un'ora da San Quirico si incontra Bagno Vignoni, dove la piazza centrale del paese è una sorprendente vasca d'acqua termale. Si può prendere un caffè a Castiglione, poi è tutta campagna da godere passo dopo passo fino a Radicofani: con i suoi 804 metri, è stato un luogo strategico a lungo conteso tra il Papato e lo Stato senese.

Boschetto di cipressi nei pressi di San Quirico d'Orcia (Siena)

4. Da Radicofani ad Acquapendente (24 km)

Visitata la Rocca di Radicofani, legata alle imprese del brigante Ghino di Tacco, si parte per una tappa più rilassante, con piacevole discesa lungo la vecchia Cassia sterrata per poi risalire, dopo il ponte Gregoriano, verso Acquapendente. Qui non resta che visitare la Cattedrale del Santo Sepolcro dove la cripta romanica dell'XII secolo conserva l'edicola del Santo Sepolcro, che ricorda nella forma l'originale di Gerusalemme: ecco perché Acquapendente si fregia del titolo di Gerusalemme d'Europa.

Un cippo della via Francigena in Val d'Orcia (Siena)

5. Da Acquapendente a Montefiascone (39 km)

Poco fuori Acquapendente il panorama spazia sul lago di Bolsena che si costeggia passando prima per l'abitato di Bolsena (qui sosta obbligata per assaggiare il coregone, il pesce di lago preparato in vari modi). Si passeggia a mezza costa sempre con vista lago, attraverso il Parco archeologico e naturalistico di Turona, tra cascatelle e mulini (per chi vuole fare deviazioni) fino a Montefiascone dove è d'obbligo salire fino alla Rocca per il panorama indimenticabile.

Monumento ai camminatori sul lago di Bolsena (Viterbo)

6. Da Montefiascone a Vetralla (35 km)

Si parte percorrendo l'antico basolato romano della vecchia Cassia. Strada facendo si incontrano le pozze termali del Bagnaccio (ingresso gratuito fino alle 24) dove ci si può immergere anche nei mesi più freddi viste le alte temperature. Ritemprati, in un'ora si raggiunge Viterbo, in tempo per il pranzo e la visita al centro storico, al palazzo dei Papi e al suggestivo quartiere medievale di San Pellegrino. Nell'ultimo tratto fino a Vetralla, si incontra una delle più spettacolari necropoli Etrusche, Castel d'Asso.

Un tratto dell'antica Cassia con basolato, la pavimentazione originale, nei pressi di Viterbo

7. Da Vetralla a Sutri (23 km) poi in treno a Roma

Dopo la visita di Vetralla, da sempre importante tappa della via Francigena, si cammina tra boschi di noccioli fino a Capranica, bel borgo costruito su una rupe di tufo, diviso tra una zona di impronta medievale e un'altra rinascimentale. Consigliamo di arrivare fino a Sutri per non perdere il notevole Parco archeologico con l'anfiteatro scavato nella roccia e il centro con varie vestigia medievali.

L'anfiteatro di Sutri (Viterbo)

Per arrivare a Roma mancano ancora una cinquantina di chilometri: qui i duri e puri proseguono a piedi (almeno un'altra giornata), altri preferiscono prendere il treno che in poco più di 1 ora porta in città, evitando i quartieri della periferia romana. Si può scendere alla stazione di Monte Mario ed entrare a Roma lungo la panoramica via Trionfale dove navigare a vista fino al Cupolone.

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