Denim Day: tutte in jeans per dire no alla violenza sulle donne!

Può un paio di jeans troppo stretti giustificare la violenza su una donna? No, e per dirlo tutti insieme è nato il Denim Day

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Impossibile dimenticare. Nell'ormai lontano 1998 una sentenza della Cassazione annullò la condanna per stupro ai danni di un istruttore di guida di 45 anni accusato di avere violentato una diciottenne. Il motivo folgorò l'opinione pubblica: la giovane indossava jeans "troppo stretti" per essere sfilati senza il suo consenso, quindi non si trattava di stupro.

Per protesta, le parlamentari italiane si presentarono alla Camera fasciate nei jeans il giorno dopo, ma da Los Angeles venne una risposta ancora più forte: l'associazione Peace over violence inventò il Denim day, in cui tutte le donne indossavano blue jeans aderenti per opporsi alla violenza, nonché a quel maschilismo fatto di insinuazioni striscianti tipo: "Se ti vesti così, un po' te la cerchi".

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Il 27 maggio 2016 si celebra anche in Italia il Denim Day contro la violenza sulle donne, promosso da The Circle Italia e Guess Europe Foundation. Fino al 29 maggio 2016 per ogni jeans di Guess acquistato, verranno devoluti 10 euro a Di.Re (Donne in rete contro la violenza), la onlus che aiuta le vittime di violenza a reinserirsi nel mondo del lavoro.

In Italia quasi 7 milioni di donne hanno affrontato una forma di violenza nel corso della loro vita. Il 21% ha subito atti di violenza sessuale. Una donna su 10 ha subito atti di violenza sessuale prima dei 16 anni. Una donna su 20 è stata vittima di uno stupro o tentato stupro, e più della metà di questi è stato commesso da un partner attuale o precedente.

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Vuoi partecipare in prima persona al Denim day? Allora, indossa un paio di jeans, scatta una foto e condividila sui social con gli hashtag #DenimDay, #DenimDayItalia, #TheCircleItaliaOnlus, #GuessFoundationEurope, per far sentire la tua voce a tutte le vittime di violenza, come stanno facendo migliaia di donne, famose e non. Make a difference with denim!

Ecco il video virale in cui tanti volti celebri, da Carlo Cracco a Belen, da Beppe Fiorello a Fiona May, invitano ad aprire gli occhi sulla diffusione della violenza sulle donne in Italia.

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