Caravaggio a Milano: 5 motivi per non perdere una mostra epocale

Se hai in programma una visita alla mostra a Palazzo Reale dedicata all'opera di Michelangelo Merisi, questo è tutto quello che devi sapere

Mostra di Caravaggio a Milano

Caravaggio torna in mostra a Milano e la città è stata subito colta da una febbre inarrestabile: dal 29 settembre 2017, che è anche il giorno del compleanno del grande pittore milanese, al 28 gennaio 2018 Palazzo Reale (palazzorealemilano.it) ospita Dentro Caravaggio, una retrospettiva che raccoglie 20 capolavori del maestro riuniti insieme per la prima volta (in apertura La Buona Ventura, 1597 - Olio su tela 115 x 150 cm, Musei Capitolini-Pinacoteca Capitolina, Roma) e che si conferma come una delle più attese della stagione.

Curata da Rossella Vodret, coadiuvata da un prestigioso comitato scientifico presieduto da Keith Christiansen, l'esposizione, che è una coproduzione di Comune di Milano-Cultura, Palazzo Reale e MondoMostre Skira che ha ottenuto anche il sostegno del Gruppo Bracco per le indagini diagnostiche delle opere, è stata realizzata con lavori provenienti dai maggiori musei italiani e da altrettanto importanti musei esteri. Ed è assolutamente da non perdere, ecco perché!

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1 Per ammirare le opere in mostra

Dal San Giovanni Battista (1604 circa) al Riposo durante la fuga in Egitto (1597), dalla Maddalena penitente (1597) al Ragazzo morso da un ramarro (1597-1598), passando per la Madonna dei pellegrini (1604-1605) e la Sacra famiglia con San Giovannino: visitando Dentro Caravaggio si può letteralmente ammirare tutto il meglio della produzione dell'artista, e man mano che si procede lungo le sale si ha la sensazione di rivivere in prima persona uno dei momenti più intensi ed emozionanti della storia dell'arte.

Se hai già in programma di visitare l'esposizione sappi che nei prossimi mesi due opere saranno ritirate per ragioni conservative e di programmazione: si tratta del Martirio di Sant'Orsola (in foto qui sopra), di proprietà di Intesa Sanpaolo, che verrà ritirata dalla mostra il 27 novembre 2017,  e di Giuditta che taglia la testa a Oloferne, di proprietà delle Gallerie Nazionali Barberini e Corsini, che verrà ritirata il 10 dicembre 2017. Per cui non perdere tempo: prenota subito il tuo biglietto!

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2 Per scoprire qualcosa in più su Caravaggio

Il percorso espositivo è arricchito da supporti multimediali e immagini radiografiche che consentono di seguire e scoprire il percorso dell'artista, dalla concezione iniziale fino alla realizzazione finale dell'opera: Caravaggio infatti è un artista che ha apportato spesso alle opere numerose modifiche prima di elaborarne la versione definitiva, e grazie alle indagini diagnostiche e alle nuove ricerche documentarie è stato possibile ricostruire il suo intero processo creativo.

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3 Perché è la mostra milanese più attesa dell'anno

Non appena è stata annunciata tra le grandi mostre del 2017 si è scatenata subito una corsa al biglietto, tanto che Caravaggio a Palazzo Reale (caravaggiomilano.it) è riuscito a esaurire tutte le prenotazioni disponibili in poche settimane. Il Comune di Milano ha così dovuto allungare fino a sera gli orari di apertura per riuscire ad accontentare le numerose richieste. La mostra sarà quindi visitabile il lunedì dalle 14.30 alle 22.30, martedì, mercoledì e domenica dalle 9.30 alle 20.00 e giovedì, venerdì e sabato dalle 9.30 alle 22.30. I biglietti (13€ intero, 11€ ridotto) sono acquistabili sia direttamente in biglietteria che online su Vivaticket, per ulteriori informazioni è possibile contattare l'infoline (02 92800375).

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4 Perché è uno dei pittori più grandi di sempre

La lezione di stile di Michelangelo Merisi ha lasciato un profondo solco in tutti coloro che sono venuti dopo (a cavallo del XVI e XVII secolo), tanto che in epoca barocca chi ha portato avanti il suo modo di dipingere, come la grande Artemisia Gentileschi (che è stata protagonista all'inizio dell'anno di una grande esposizione nella Capitale) ma anche Diego Velázquez in Spagna, è stato definito caravaggesco. Senza di lui, come ha affermato lo storico dell'arte e profondo conoscitore di Caravaggio Roberto Longhi, artisti come Vermeer e Rembrandt non sarebbero potuti esistere, e «l'arte di Delacroix, Courbet e Manet sarebbe stata completamente diversa».

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5 Perché esercita un grande fascino ancora oggi

Pur essendo stato in attività per soli 15 anni Caravaggio è passato alla storia come un pittore decisamente fuori dagli schemi, e la sua vita è stata costellata da eventi tumultosi (e anche fatti di sangue come l'omicidio di Ranuccio Tommasoni) che hanno influenzato pesantemente la sua produzione pittorica: il suo uso delle tonalità scure, che aumentano man mano che passano gli anni fino ad essere dominanti (specialmente nelle opere realizzate in esilio), è forse la più perfetta rappresentazione della sua anima inquieta. Ammirando i suoi quadri riusciamo ancora a percepire il suo tormento, che suscita dentro di noi una profonda empatia anche a distanza di più di 400 anni.

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