Giornata contro la violenza sulle donne: il significato e gli eventi 2016

Perché è importante lottare contro la violenza sulle donne non solo ogni 25 novembre, ma durante tutto l'anno

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La Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, istituita dall'Onu nel 1999, ricorre ogni anno ogni 25 novembre. Purtroppo però ad oggi solo in Italia quasi 100 le donne uccise dai loro mariti, compagni o ex o più in generale dagli uomini, e per questo motivo è bene impegnarsi ogni giorno dell'anno a combattere questa piaga, che affonda le sue radici nella profonda disuguaglianza dei rapporti tra uomini e donne, nella cultura e negli stereotipi di genere e negli stereotipi di genere che, più o meno consapevolmente, vengono tramandati di generazione in generazione.

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Giornata mondiale contro la violenza sulle donne: perché il 25 novembre?

La data scelta dalle Nazioni Unite per la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne non cade a caso: ricorda infatti un brutale femminicidio avvenuto nel 1960. Quel giorno tre delle quattro sorelle Mirabal (Patria Mercedes, María Argentina Minerva, Antonia María Teresa e Bélgica Adela), ispiratrici del movimento democratico 14 giugno in Repubblica Dominicana, furono fatte brutalmente torturare e uccidere dal dittatore Rafael Leónidas Trujillo. Questo omicidio ebbe pesanti ripercussioni sull'opinione pubblica del Paese.

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Le scarpe rosse contro la violenza sulle donne: cosa significano?

In occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne avrai sicuramente visto, sui manifesti o sui volantini degli appuntamenti in programma ogni 25 novembre, le scarpe rosse, divenute ormai simbolo di questa importante ricorrenza. La prima a utilizzarle fu l'artista messicana Elina Chauvet che nel 2009, per denunciare i numerosi femminicidi che dal 1993 vengono commessi a Ciudad Juárez, una città sulla frontiera nord del Messico, ideò l'installazione Zapatos Rojos: una marcia silenziosa fatta di tantissime scarpe rosse in ricordo delle donne che non ci sono più.

I dati sul femminicidio

Escludendo i dati sulla disoccupazione (che nel mondo sono più alti per le donne) e sugli stipendi (le donne vengono sempre pagate meno rispetto ad un uomo a parità di posizione e curriculum) riporta l'Onu che il 35% delle donne nel mondo ha subìto una violenza fisica o sessuale, dal partner o da un'altra persona, e per quanto riguarda l'Italia, secondo i dati Istat di giugno 2015, 6 milioni 788 mila donne hanno subito nel corso della propria vita una violenza fisica o sessuale, il 31,5% delle donne tra i 16 e i 70 anni, quasi una su tre. Inoltre, anche se negli ultimi 5 anni sono leggermente diminuite le violenze fisiche o sessuali, è in aumento la percentuale deifigli che vi assistono.

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I Centri Antiviolenza, le onlus e il 1522

In Italia, per aiutare le donne che hanno subìto violenza e i loro figli, esiste una infoline telefonica dedicata, 1522, e sono stati creati numerosi Centri Antiviolenza. Ma esiste tuttora un problema di fondo relativo all'uso dei fondi stanziati dal governo e periodicamente alcuni centri lamentano problemi di soldi e addirittura per altri si denuncia il rischio di chiusura.

Esistono poi numerose associazioni impegnate sul campo come Doppia Difesa (doppiadifesa.it - 06 68806468 oppure 06 68309491), ideata da Michelle Hunziker e dall'avvocata Giulia Bongiorno, Telefono Donna (telefonodonna.it - 02 64443043/44), Telefono Rosa (telefonorosa.it - 06 37518282), D.i.Re - Donne in Rete contro la violenza (direcontrolaviolenza.it). Oppure la neonata onlus Bon't Worry, fondata da Bo Guerreschi che, gettata alle spalle una storia di violenza psicologica e fisica ad opera dell'ex marito, ha deciso di mettere a disposizione di altre donne il suo vissuto e le sue competenze per aiutare le donne a uscire dalla violenza (bontworry.org/it - 800.10.14.14).

Gli uomini che commettono violenza e la prevenzione

Dall'altro lato invece, per quanto riguarda gli uomini che commettono violenza (tema di cui si fa ancora più fatica a parlare, eppure, per combattere la violenza di genere, si dovrebbe agire su più livelli) ci sono pochissime strutture per il loro recupero come il Centro di ascolto uomini maltrattanti di Firenze (centrouominimaltrattanti.org - 339 8926550).

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Purtroppo la violenza contro le donne è una parte della nostra realtà (altrimenti non si spiegherebbero i tanti, troppi femminicidi che, basta guardare i telegiornali e leggere i quotidiani per rendersene conto, avvengono quasi ogni giorno) e non si ricollega a patologie psichiatriche, come il fantomatico raptus che non esiste ma viene sempre tirato in causa in numerosissimi episodi di cronaca nera. Per combattere questa cultura della violenza, che è presente anche in numerosi gesti e modi di pensare apparentemente innocui, come spiegano le associazioni Maschile Plurale (maschileplurale.it) e Officina, ideatrici della campagna Riconoscersi uomini – Liberarsi dalla violenza, si può e si deve agire a più livelli. Anche a livello preventivo con programmi atti a sconfiggere gli stereotipi di genere, che alimentano le radici dei comportamenti violenti.

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In ogni caso comunque, da tutti i punti di vista, i soldi per combattere la violenza contro le donne, specialmente per quanto riguarda la prevenzione, che si può ritrovare anche, sono inspiegabilmente, nonostante le promesse dei Governi, troppo pochi o gestiti male.

Libri per approfondire

Sul tema della violenza contro le donne ci sono molti libri che si possono consultare, comeAmare da morire - Come sopravvivere all'amore malato di Francesca Cenci (Tecniche Nuove), un viaggio all'interno della famiglia e dell'amore. Oppure Ferite a morte di Serena Dandini (Rizzoli), da cui sono stati tratti anche numerosi spettacoli teatrali, e Il buio oltre la porta di Nicoletta Sipos (Sperling & Kupfer).

Giornata contro la violenza sulle donne 2016 - Le iniziative

Women Run The Show

Women Run The Show (wrts.telefonorosa.it) è il nuovo progetto di responsabilità sociale creato da Samsung in collaborazione con Telefono Rosa e con il Patrocinio del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, per sostenere il recupero psicologico delle donne che hanno alle spalle una storia di disagio sociale e familiare e facilitarne il reinserimento nella comunità e nel mondo del lavoro. Per presentare l'iniziativa è stato anche realizzato uno spot che ha visto protagoniste 10 donne, pronte a rinascere e a diventare un esempio vincente per milioni di donne che hanno vissuto un'esperienza simile .

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Un gioco online per combattere gli stereotipi di genere

be* è un gioco online (accessibile sul sito bejcvg.eu) che si pone l'obiettivo di sensibilizzare e coinvolgere gli utenti sul tema del rispetto delle differenze di genere, con otto identità sessuali differenti, otto protagonisti, ognuno con la propria storia da condividere. E' parte integrante di Giovani Contro La Violenza di Genere (JCVG), progetto finanziato dall'Unione Europea che vede coinvolti numerose istituzioni in Italia, Romania, Mozambico, Brasile, Capo Verde e Spagna. Il funzionamento di questo gioco è semplice: gli utenti devono scoprire la storia dei protagonisti attraverso cinque fasi e ogni step è composto da una domanda a cui gli utenti devono rispondere. Ogni risposta apre un video, dove il protagonista condivide la propria storia. Al termine del gioco l'utente è invitato a sua volta a condividere la propria immagine su Facebook con il claim be* who you are.

Due miti come noi (la vera storia di Penny & Dido)

Al Nuovo Teatro Sancarluccio (lafalegnameriadellattore.it - h. 18.00, via San Pasquale a Chiaia 49 a Napoli) da giovedì 24 a domenica 27 novembre 2016 è un scena Due miti come noi (la vera storia di Penny & Dido) scritto e interpretato da Gigliola de Feo. Lo spettacolo ha l'obiettivo di emozionare il grande pubblico attraverso un viaggio artistico sospeso tra mito e vita reale, condito con una grossa dose di (auto)ironia.

Wall of Dolls - Il muro delle bambole contro la violenza sulle donne

Venerdì 25 novembre alle 18.30 presso Spazio Oberdan a Milano (Sala Alda Merini, via Vittorio Veneto 2 angolo Piazza Oberdan) si tiene la proiezioni del documentario Wall of Dolls - Il muro delle bambole contro la violenza sulle donne. Il Wall of Dolls di Milano, l'installazione artistica realizzata da stilisti, artisti e associazioni che da circa 3 anni è divenuta simbolo contro i femminicidi e la violenza sulle donne, è diventata protagonista di un docu-film che sarà proiettato in diverse città: Alessandria, Bologna, Cortina d'Ampezzo, Genova, Lecce, Milano e nelle scuole della Regione Lazio. Wall of Dolls è un documentario di denuncia a supporto delle vittime, per sensibilizzare le istituzioni alla creazione di nuove case rifugio per chi ha bisogno di protezione, dei centri antiviolenza, del codice rosa nei pronto soccorso, di corsi nelle scuole, di progetti di recupero e rieducazione nelle carceri in collaborazione con psicologi e sociologi. Testimonial di Wall of Dolls in quanto sopravvissute alla violenza sono Lucia Annibali e Valentina Pitzalis, Laura Roveri, insieme a numerosi personaggi noti come Giusy Versace, Maria Grazia Cucinotta, Cristina Tajani, Valeria Fedeli, Paola Iezzi, Francesca Carollo, Rosaria Iardino, Giusy Ferreri e Vivienne Westwood.

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WeWorld Film Festival

Dal 25 al 27 novembre 2016 l'UniCredit Pavilion di Milano ospita la settima edizione del WeWorld Film Festival (weworld.it), una rassegna cinematografica sui diritti delle donne. Si tratta di un'iniziativa nata con l'obiettivo di accrescere la consapevolezza sulla condizione femminile in contesti difficili utilizzando un linguaggio immediato e coinvolgente come quello cinematografico. L'evento si svolge con il patrocinio di Regione Lombardia, Città Metropolitana, Comune di Milano, Dipartimento Pari Opportunità e della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia. Oltre alle proiezioni cinematografiche in anteprima nazionale, in programma ci sono talk, spettacoli teatrali, musica e tanti momenti di incontro.

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Lo yoga della risata contro la violenza psicologica

Fino al 28 giugno 2017 Global Humanitaria Italia Onlus (globalhumanitariaitalia.org) propone al Teatro Principe (viale Bligny, 52 a Milano, ingresso da via privata San Mansueto 2) il corso di yoga della risata, tenuto dall'insegnante certificata Antonella Semilia, per portare benessere a chiunque stia affrontando situazioni negative. Questo progetto nasce dall'esigenza dell'associazione, che ha lanciato lo scorso anno un progetto contro la violenza psicologica e un numero per le vittime (848 808 838), di tenere alta l'attenzione sul fenomeno e di dare strumenti utili per contrastarlo. Il corso prevede esercizi di stretching e respirazione yoga che hanno l'obiettivo di portare maggiore ossigenazione al cervello favorendo il benessere di corpo e mente. Seguono la meditazione della risata e attività di rilassamento.

Natura Donna Impresa

Dal 24 al 27 novembre torna nel cuore del centro storico di Milano, via Dante 14, Natura Donna Impresa (naturadonnaimpresa.com), un evento dedicato all'eccellenza del Made in Italy fatto dalle donne con il Patrocinio del Comune di Milano Assessorato Politiche del Lavoro, Commercio, Moda e Design. Quattro giornate per una manifestazione unica: 500mq di area espositiva con il meglio della moda critica, il gioiello sperimentale, il design di ricerca e l'arte contemporanea attraverso 40 brand protagonisti. Molti gli appuntamenti collaterali confermati tra cui, il 25 novembre, la performance di teatro danza IodicoNO, organizzata in collaborazione alla scuola di danza Balance Pro Move, con venti ballerini, solo uomini, che danzeranno per puntare i riflettori su come la lotta alla violenza sulle donne debba innanzitutto essere una battaglia fatta dagli uomini.

Ikea

Il 25 novembre, in occasione della Giornata contro la Violenza sulle Donne, Ikea mette in campo alcune iniziative a sostegno delle donne coinvolgendo i propri collaboratori e clienti tra corsi di autodifesa, workshop e flash mob di sensibilizzazione sul tema, fino agli incontri con gli psicologi, sempre con il coinvolgimento di istituzioni e associazioni in prima linea nella gestione dei casi di violenza e che si occupano della difesa dei diritti delle donne. Inoltre da quest'anno il mobilificio svedese ha introdotto un congedo della durata di sei mesi per i propri collaboratori e le proprie collaboratrici vittime di episodi di stalking e maltrattamenti familiari.

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