Festa del papà: che papà raccontiamo?

​Quando la festa del papà ci fa pensare a che tipo di padre siamo e a come vogliamo raccontarlo

«Papà si può dire babbo

«Certo anche se è usato soprattutto in Toscana».

«E papi?»

«Sì, è un vezzeggiativo, può andare».

«Sono indeciso se chiamarti paparino, papino o papognolo».

«Facciamo paposo così magari ci scrive pure l'Accademia della crusca».

«Il mio amico Luca il papà lo chiama papistar».

«Perché?»

«Il papà suona in un gruppo e dice sempre che è una star, così hanno deciso di chiamarlo in quel modo». 

Advertisement - Continue Reading Below

«Meno male che io non so fare niente».

«Pure io voglio trovare un nome per te che usiamo solo noi».

«Che dici della parola padre da pronunciare col capo chino, anzi no maestro oppure padre santo».

«Visto che ti piace sempre scherzare ne ho trovato uno: papomico».

«Mi piace perché può fare riferimento sia a comico che ad atomico». 

«Va bene però non lo diciamo a nessuno».

«Guarda che sono altre le cose di cui bisogna vergognarsi. Se io e te ci amiamo lo dico a tutto il mondo».

Più Popolare

«Papomico ti stimo e dico I love you

«Ho la vaga sensazione che tu mi stia prendendo in giro figliomico».

Amare un figlio può essere raccontato con una canzone, un film, un quadro, un blog, un libro, ognuno sceglie di farlo a suo modo e magari vince anche un Sanremo o un premio letterario. Succede la stessa cosa da millenni a raccontare l'amore tra due persone. 

Essere padre, parlare di padri e paternità non è una moda, semmai la scoperta di un ruolo che finora è stato diverso e dove ognuno vuole dire la sua. E' una fase di transizione dove i racconti di essere padre stanno definendo un nuovo profilo, diverso da quello delle generazioni precedenti. E' una fase di passaggio ma non passeggera perché ora le emozioni fanno meno paura e ci sono più luoghi dove poterle condividere. 

Io preferisco sapere di uomini che cambiano pannolini piuttosto che candele alla propria auto anche se in effetti il problema è che un bambino va cambiato almeno cinque o sei volte al giorno. Se proprio vi scappa di raccontarlo vi suggerisco di cambiare punto di vista, prospettiva o stile narrativo perché si sa che i cambi, qualsiasi siano la loro natura, portano sempre una ventata nuova.

«Papà per la tua festa ti ho scritto una bella lettera».

«Bellissimo, ma ci facciamo anche una foto insieme che fa un sacco di like?»

More from Gioia!:
Scuola e Figli
CONDIVIDI
Riscatto della laurea: come si fa e chi può richiederlo
Chi può riscattare la laurea? Come si paga? E ne vale davvero la pena?
Scuola e Figli
CONDIVIDI
Il confronto sull'immigrazione (ri)parte da Lampedusa
Studentesse e studenti italiani ed europei si ritrovano a Lampedusa per quattro giorni di studio, workshop e incontri sul tema della...
Scuola e Figli
CONDIVIDI
Amniocentesi: sì o no?
Se hai dubbi sull'amniocentesi, questo è ciò devi sapere prima di sottoporti a questo esame
Scuola e Figli
CONDIVIDI
Disturbi di apprendimento? Le dritte per affrontarli
Intervista alla professoressa Patrizia Adamoli, esperta di didattica per i ragazzi con DSA
Ritorno a scuola, come risparmiare
Scuola e Figli
CONDIVIDI
Back to school: le dritte furbe per risparmiare, tra libri e zaini
Libri, quaderni e zaini: quante cose da comprare quando inizia la scuola! Tutti i consigli per riuscire a risparmiare
Scuola e Figli
CONDIVIDI
La verità sui vaccini obbligatori
L'obbligo vaccinale scolastico è appena entrato in vigore: tutte le informazioni utili
Scuola e Figli
CONDIVIDI
Vacanze senza figli? Si può!
Separarsi dai propri bimbi, anche solo per un weekend, non è mai facile, ma a volte può rivelarsi la scelta migliore
Scuola e Figli
CONDIVIDI
Come diventare mamma in tre ore
Bimbo in arrivo, tutto sembra difficile? Un illustre pediatra ci spiega i trucchi e segreti per sopravvivere senza ansie alla nascita di un...
Scuola e Figli
CONDIVIDI
Bambini e dieta: a che età inizia la prova costume?
L'ansia del «test da spiaggia» arriva già a 7-8 anni, con il 30% dei bambini sovrappeso: ma è corretto imporre un regime a questa età?
Scuola e Figli
CONDIVIDI
Sei timida? Da grande potresti essere una leader
La timidezza non è un difetto, anzi: un libro spiega agli adolescenti come trasformarla in un punto di forza