Disturbi di apprendimento? Le dritte dell'esperta per affrontarli

I ragazzi che manifestano disturbi specifici di apprendimento, o DSA, hanno stili di apprendimento diversi che vanno compresi e rispettati

Più Popolare

I disturbi specifici dell'apprendimento, ovvero DSA nel linguaggio delle circolari scolastiche, sono disfunzioni del sistema nervoso centrale dovuti a modalità di funzionamento diverse delle reti neuronali. Si parla di dislessia, disgrafia, discalculia quando i neuroni si organizzano in modo tale che leggere, scrivere, percepire la logica spazio-temporale, memorizzare i dati, diventa più difficile o faticoso. Ecco le difficoltà di lettura, di ortografia, di interpretazione dei numeri rispetto agli standard richiesti dalla scuola. Non si tratta di malattie e nemmeno di deficit intellettivi, semmai di stili di apprendimento diversi: se non fosse stato dislessico, probabilmente Albert Einstein non avrebbe enunciato la teoria della relatività. Il grande talento si accompagna spesso a visioni diverse del mondo. Con Patrizia Adamoli, professoressa di media education e tecnologie comunicative ed esperta in coaching scolastico, cerchiamo di capirne di più.

Advertisement - Continue Reading Below

Professoressa Adamoli, che cosa significa DSA?

DSA sta per Disturbo Specifico di Apprendimento e può essere considerato una biodiversità del sistema neurobiofisiologico che si manifesta in un diverso modo cognitivo di percezione e relazione della persona con i codici linguistici alfabeto-numerici, cioè con le lettere e i numeri. In Europa ha un'incidenza tra il 3 e il 6% della popolazione studentesca. È un disturbo permanente, tuttavia migliorabile con un lavoro di riabilitazione e di collaborazione tra scuola e famiglia che supporti e accompagni lo studente durante la sua crescita.

Più Popolare

Il soggetto DSA vive una diversa modalità di percezione ed elaborazione dei codici normalmente condivisi, ha una diversa sensibilità agli stimoli visuo-spaziali e del coordinamento micromotorio - in particolare la micromanualità - e una diversa organizzazione delle aree di memoria, con conseguente diverso stile di apprendimento. In particolare, è la memoria di lavoro (working memory) ad essere debole il che comporta una difficoltà a trattenere le informazioni utili alle elaborazioni successive. Ad esempio un DSA farà molta più fatica dei suoi compagni a copiare dalla lavagna perché il tempo del trasferimento delle informazioni da lavagna a quaderno è sufficiente per dimenticare ciò che dovrebbe essere trascritto. Gli individui DSA hanno un'intelligenza spesso superiore alla media che però appare compromessa per discrepanza delle abilità richieste dalla scuola. La legge 170 del 2010 e il successivo decreto attuativo riconoscono questo disturbo, prevedono una formazione specifica per gli insegnanti e forme di verifica e valutazione per garantire il diritto allo studio degli studenti con disturbi dell'apprendimento. Inoltre prescrivono la necessità «che vengano superate le visioni semplicistiche dettate da pregiudizi datati per cui i ragazzi con DSA sarebbero destinati a percorsi formativi di basso livello».

Quando è il momento giusto per la diagnosi?

Una corretta diagnosi è possibile solo al termine della 3a classe elementare. Se prima di allora vengono segnalati disturbi di apprendimento è bene diffidare e considerare se i fattori che inducono difficoltà non risiedano in altre cause, innanzitutto problemi con la vista e l'udito. Poi, si possono considerare difficoltà più squisitamente psicologiche ed ambientali: l'ambiente classe è buono? Com'è la relazione con le maestre e con i compagni? E il clima in famiglia? Il bambino è sereno, si sveglia di notte, ha episodi di enuresi, inappetenza, lamenta mal di pancia o mal di testa? Va ricordato che ciascun bambino ha un suo percorso e tappe di evoluzione e che troppo spesso vengono richieste performance omologate senza tener conto delle specifiche peculiarità del soggetto.

Advertisement - Continue Reading Below

Se al termine della 3a elementare le difficoltà persistono allora la famiglia può richiedere una visita specialistica che può portare alla diagnosi di DSA che va certificata con test e incontri con neuropsichiatra infantile, neuropsicologo, logopedista, psicologo, da parte di una struttura autorizzata dalle Regioni.

Advertisement - Continue Reading Below

Quali diritti ha un bambino con DSA?

La legge prevede per ogni studente la predisposizione di un Piano Didattico Personalizzato (PDP), un documento che ha il valore di un contratto legale tra scuola, insegnanti, studente, famiglia, specialista che ha rilasciato la diagnosi. Il PDP non è uno strumento che alleggerisce il percorso scolastico o una scorciatoia per fare di meno, ma sancisce il diritto del bambino di apprendere come tutti gli altri avendo qualche sollievo in termini di inutili affaticamenti. A tale scopo, nel piano sono indicati strumenti compensativi e dispensativi. Per esempio, chi ha problemi di discalculia ha diritto all'uso della calcolatrice che serve ad alleggerire il momento del calcolo per dedicare più energie al ragionamento. Senza la calcolatrice passerebbe gran parte del tempo a risolvere i calcoli: ecco quindi che lo strumento ha valore «compensativo» cioè compensa la difficoltà data dal disturbo.

È importante che gli insegnanti accompagnino i ragazzi nell'uso degli strumenti per non metterli in difficoltà nelle relazioni con i compagni: sono frequenti i casi di ragazzi DSA che preferiscono prendere brutti voti piuttosto che tirare fuori dallo zaino la calcolatrice o il pc (indicato in caso di dislessia e disgrafia) per non mostrare la loro diversità. Sta agli insegnanti creare un clima di inclusione nella classe e utilizzare strumenti didattici appropriati come mappe concettuali, dizionari in lingua straniera computerizzati, audiolibri, schede per le forme verbali...

Questi strumenti possono servire a tutta la classe?

Nei miei corsi di media education dedicati alla didattica per DSA, molti insegnanti fanno fatica a cogliere una semplice verità: ciò che serve per insegnare ad un DSA serve anche per insegnare a tutti gli altri studenti! Per la mia esperienza, lo studente DSA in classe è una opportunità per gli insegnanti per sperimentare le proprie competenze anche personali e di comunicazione e un'occasione di formazione continua. Ovviamente, accettare la sfida significa essere pronti, e disponibili a comprendere il mondo percettivo del DSA che è poi il mondo dell'altro diverso da me. Questo vale anche per i genitori: prima di usare parole scioccamente cattive, provate a chiedere a vostro figlio cose semplici come: questo è un triangolo, me lo ridisegni? Tu, come lo vedi ? Queste sono delle lettere, me le riscrivi per come le vedi? Noi partiamo sempre dal presupposto che l'altro veda o senta le cose come le vediamo o sentiamo noi ma non è sempre vero! Se un bambino non riesce a ricopiare in colonna dei numeri, se esce sempre dagli spazi del foglio non è disordinato, pigro o svogliato, o lo fa apposta! Semplicemente vede gli spazi e gli oggetti nello spazio diversamente collocati ... Semplicemente è DSA !

Più Popolare

Qualche consiglio per genitori?

Il genitore deve per primo cercare di comprendere e accettare le difficoltà del figlio per costruire insieme percorsi per imparare con entusiasmo e creatività. I ragazzi DSA sono soggetti sensibili e fragili perché, più di altri, esposti al confronto. Possono perdere stima di sé, scoraggiarsi e, se i risultati sono scarsi nonostante la fatica e l'impegno, possono andare incontro a momenti di crisi e depressione, soprattutto nella delicata fase adolescenziale. Sta alle famiglie tenere sempre aperto il canale di comunicazione con gli insegnanti. Nella scelta della scuola superiore, inoltre, è bene non lasciarsi convincere che per i DSA l'unico percorso possibile sia quello della scuola professionale!

È importante indirizzare i ragazzi verso attività compensative, ludiche o sportive, scegliendole tra le discipline che possono compartecipare alla riabilitazione e al superamento dei limiti creati dal disturbo di apprendimento. Benissimo danza, teatro, equitazione, tennis, yoga o tai chi. Ottime le attività di tipo artigianale, creative o di costruzione come il modellismo. La musica, sia ascoltata che eseguita, è un ottimo sostegno e aiuto per lo sviluppo cognitivo oltre che una possibilità espressiva e di esperienza delle emozioni.

Per contattare la professoressa Adamoli: sostegno@pastudio.it

E per farti sapere che non sei sola, ecco un elenco di scienziati, scrittori, artisti, attori, intellettuali, premi Nobel e imprenditori di successo con DSA: Hans Christian Anderson, Richard Branson, Lewis Carroll Cher, Agatha Christie, Tom Cruise, Pierre Curie (Premio Nobel per la Fisica, 1903), Leonardo da Vinci, Walt Disney, Thomas Edison, F. Scott Fitzgerald, Gustave Flaubert, Henry Ford, Benjamin Franklin, Bill Gates, Alexander Graham Bell, Carol Greider (Premio Nobel per la medicina, 2009), Tommy Hilfiger, Kiera Knightley, John Lennon, Pablo Picasso, Keanu Reeves, Nelson Rockfeller, Jørn Utzon (Sydney Opera house), Andy Warhol, Robin Williams.

More from Gioia!:
Scuola e Figli
CONDIVIDI
Il confronto sull'immigrazione (ri)parte da Lampedusa
Studentesse e studenti italiani ed europei si ritrovano a Lampedusa per quattro giorni di studio, workshop e incontri sul tema della...
Scuola e Figli
CONDIVIDI
Amniocentesi: sì o no?
Se hai dubbi sull'amniocentesi, questo è ciò devi sapere prima di sottoporti a questo esame
Ritorno a scuola, come risparmiare
Scuola e Figli
CONDIVIDI
Back to school: le dritte furbe per risparmiare, tra libri e zaini
Libri, quaderni e zaini: quante cose da comprare quando inizia la scuola! Tutti i consigli per riuscire a risparmiare
Scuola e Figli
CONDIVIDI
La verità sui vaccini obbligatori
L'obbligo vaccinale scolastico è appena entrato in vigore: tutte le informazioni utili
Scuola e Figli
CONDIVIDI
Vacanze senza figli? Si può!
Separarsi dai propri bimbi, anche solo per un weekend, non è mai facile, ma a volte può rivelarsi la scelta migliore
Scuola e Figli
CONDIVIDI
Come diventare mamma in tre ore
Bimbo in arrivo, tutto sembra difficile? Un illustre pediatra ci spiega i trucchi e segreti per sopravvivere senza ansie alla nascita di un...
Scuola e Figli
CONDIVIDI
Bambini e dieta: a che età inizia la prova costume?
L'ansia del «test da spiaggia» arriva già a 7-8 anni, con il 30% dei bambini sovrappeso: ma è corretto imporre un regime a questa età?
Scuola e Figli
CONDIVIDI
Sei timida? Da grande potresti essere una leader
La timidezza non è un difetto, anzi: un libro spiega agli adolescenti come trasformarla in un punto di forza
Scuola e Figli
CONDIVIDI
Come far amare la lettura ai bambini
Due insegnanti di liceo hanno scritto un libro per spiegare ai genitori come fare amare i libri ai loro figli
Scuola e Figli
CONDIVIDI
I nomi più assurdi che gli americani hanno dato ai loro figli nel 2016
Certo che i genitori statunitensi sanno essere davvero molto creativi!