Partire senza figli: 4 semplici mosse strategiche per non avere sensi di colpa

Difficile? No, difficilissimo, però a volte prendersi una piccola pausa dai pargoli potrebbe essere un toccasana, non solo per la vita di coppia ma anche per tornare con più energie e buonumore a quel mezzo milione di incombenze che toccano alle mamme

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Ne state parlando, valutando pro e contro, da così tanto tempo che nemmeno il G20 eppure ancora non ne siete venute a capo? Allora probabilmente state valutando se andare in vacanza, anche lampo, senza figli, magari prendendo pure un paio di aerei, magari lontanissimo e in un posto che sulla carta sarebbe da sogno, ma che prima della partenza ha tutte le caratteristiche dell'incubo lucido e vi dà un tale tormento che un minuto sì e uno no accarezzate l'idea di mollare tutto. E rimanere a casa. Che beffa, vero? Tutto l'anno a lagnarsi di quanto sarebbe meraviglioso potersi concedere una pausa da quell'affanno fatto di asilo-malanni-pappe-pannolini e poi quando ci si presenta l'occasione di essere vagamente una madre ribelle che prende, saluta i pargoli e va a godersi una vacanzetta con la sua dolce metà, ecco che entra a gamba tesa un misto di senso di colpa, ansia generalizzata, ansia specifica, ansia e ancora ansia che sega le gambe e mette in seria crisi la partenza.

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Ansia oppure anche paura, perché hai voglia a tentare goffamente di fare un po' di ironia, quando nella testa iniziano a moltiplicarsi pensieri terribili che i fatti degli ultimi anni hanno fortemente alimentato ma di fronte ai quali non è proprio pensabile arrendersi.. Ma senza spingersi troppo oltre, precipitando in scene che ci vedono al centro di vere e proprie tragedie (sì, certo, ci abbiamo pensato tutte e anche ossessivamente), capita più banalmente che il tanto ambito stop allo sbattimento conseguente la maternità smetta di essere allettante e inizi a diventare inquietante. Così il pensiero di fare la valigia vi provoca un vago senso di nausea, così leggere sulla Lonely Planet di quella via piena di wine bar in cui godersi un aperitivo via l'altro con vostro marito vi immalinconisce, così quelle dannate tre ore di volo trovano modo di tornare a farvi venire una strizza boia, quando in passato ne avete già affrontate ben più del doppio.

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Ma se, nonostante tutto questo disagio, avete ancora un briciolo di sprint, beh ragazze noi tifiamo per voi e vi diciamo: partite. Fatelo, perché se non lo fate non è vero, come vi raccontate nella vostra testolina ormai fumante, che lo farete un'altra volta: in realtà state creando un precedente, per quanto sul momento rassicurante, che sarà difficile se non impossibile scalfire in futuro.

Partite e fate come si fa quando ci si tuffa in piscina: buttatevi senza stare lì a pensare troppo, anzi, smettete proprio di pensarci fino al giorno stesso

E per darvi la motivazione finale, ecco 4 mosse semplici ed efficaci per trovare, o ritrovare, l'entusiasmo (che sempre di vacanze stiamo parlando).

  1. Fatevi delle domande e rispondetevi sinceramente: i bambini sono con persone che li amano e sanno badare a loro? Sono in una situazione piacevole e magari persino divertente, tipo la villeggiatura con i nonni? Ottimo, gli mancherete ma resisteranno, proprio come resisterete voi e il loro papà.
  2. State alla larga da quelle cose strazianti come la telefonata appena prima di salire sull'aereo, o, ancora peggio e da evitare sempre e comunque, la videochiamata via Skype: nessuna può reggere a un simile supplizio senza quantomeno farsi salire il nodo in gola.
  3. Parlate, senza attanagliarlo, con vostro marito o il vostro compagno di quello che provate e altrettanto chiedete di fare a lui: non tenetevi dentro quel magone, buttatelo fuori e esorcizzatelo insieme.
  4. E infine: evitate di parlare, prima della partenza, con altre mamme che sapete già daranno giudizi spietati su questa vostra scelta, cose del tipo «Ah non so come tu faccia, io proprio non potrei mai», e rifugiatevi, piuttosto, nelle amiche che sapete essere solidali. A prescindere dal fatto che farebbero o meno come voi, che l'amicizia, alla fine, è proprio quella roba lì.
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