Giornata mondiale senza tabacco: perché smettere di fumare è così importante

Il 31 maggio si celebra la Giornata mondiale senza tabacco, 24 ore senza sigaretta per provare a smettere (per sempre) e guadagnare dai 3 ai 9 anni di vita: ecco i consigli pratici per riuscire a dire no al fumo

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Sei milioni di persone muoiono a causa del consumo di tabacco ogni anno: ce lo ricorda la Giornata mondiale senza tabacco che si celebra il 31 maggio (iss.it/fumo).

Il fumo di tabacco è la prima causa di morte per cancro, sottolinea ancora una volta la Lilt - Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori. Molti dei tumori più frequenti, come quello al polmone, alla faringe, all'esofago, sono causati dal fumo - attivo o passivo - che determina anche l'insorgenza di diverse altre patologie croniche del cuore e delle arterie, aumenta il rischio di infertilità, danneggia muscoli, pelle, denti e compromette lo sviluppo fetale in gravidanza.

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La Giornata mondiale senza tabacco l'ha voluta l'Organizzazione mondiale della sanità per incoraggiare i fumatori incalliti ad astenersi dalle sigarette per almeno 24 ore, come auspicabile primo passo per dare l'addio definitivo al fumo. E per smettere di fumare di buoni motivi ce ne sono davvero tanti, a cominciare dalla riduzione del rischio oncologico (una sigaretta contiene più di 7.000 sostanze chimiche, 70 delle quali sono strettamente connesse al cancro), ma non solo. Smettere di fumare rende più belle (i benefici per la pelle, per esempio, sono evidenti quasi subito), migliora le funzioni dell'organismo in generale, dalla pressione arteriosa alla respirazione e, di conseguenza, il rischio cardiovascolare si riduce drasticamente. E poi ci sono loro, i nostri animali domestici: il fumo passivo è pericolosissimo anche per loro, al punto che per sensibilizzare i proprietari l'Ordine dei Medici Veterinari di Milano ha lanciato una campagna dall'eloquente titolo Il fumo uccide anche loro.

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Lanciata nelle strutture veterinarie nei primi mesi del 2016, la campagna è nata grazie ai dati di diverse ricerche, tra cui lo studio dell'Henry Ford Health System di Detroit. Dai dati raccolti tra fumatori proprietari di animali domestici, emerge che il 28,4% intende smettere di fumare per tutelare la salute degli animali, l'8,7% chiederebbe al convivente di smettere e il 14,2% smetterebbe di fumare al chiuso. Nel primo anno di attività sono stati distribuiti oltre 120.000 opuscoli con informazioni scientifiche sui potenziali danni del fumo passivo sugli animali, concentrando l'attenzione su cani e gatti, categorie più a rischio degli esseri umani rispetto alle patologie che possono svilupparsi in seguito all'inalazione o dall'ingestione di residui ambientali da fumo.

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Perché smettere di fumare

Prima si smette e prima il rischio delle conseguenze negative per la salute può tornare al livello di chi non ha mai fumato, spiega l'Associazione italiana per la ricerca sul cancro (Airc, airc.it), e dunque non è mai troppo presto per smettere, se è vero che - come evidenzia la Società italiana di tabaccologia, che sottolinea gli 80mila morti l'anno in Italia e i 6 miliardi di euro spesi per curare i danni da fumo - la smoking cessation restituisce dai 3 ai 9 anni di vita, se effettuata prima dei 50 anni. Sì, ma come? Dal libro di Allen Carr È facile smettere di fumare se sai come farlo (Ed. EWI) ai farmaci, dalla sigaretta elettronica alla semplice forza di volontà, smettere di fumare non è facile, lo sappiamo tutti, dunque chiedete sempre consiglio e aiuto: per esempio al telefono verde contro il fumo (800 554088) dell'Istituto superiore di sanità, attivo dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 16, che vi indirizzerà ai centri antifumo più affidabili vicini a voi.

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Anche Lilt - Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (legatumori.it) scende in campo in occasione della Giornata Mondiale Senza Tabacco, e lancia una campagna di sensibilizzazione rivolta agli uomini e alle donne ma anche un'iniziativa di educazione che coinvolge le scuole secondarie di primo grado, molto importante perché il vizio del fumo non conosce né genere né età: dal rapporto Espad 2015 (European School Survey Project on Alcohol and other Drugs) 2015, che ha analizzato i comportamenti di oltre 90mila studenti tra i 15 e i 19 anni circa l'uso di sostanze stupefacenti psicotrope, legali e non, fotografano un fenomeno preoccupante che, per quanto riguarda il nostro Paese, non accenna a diminuire, a differenza che in altri paesi europei. Insomma, siamo ancora in troppi in Italia alle prese con il vizio del fumo.

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Un ulteriore sostegno concreto offerto da Lilt per combattere il fumo è il numero verde SOS LILT 800 99 88 77: anonimo e gratuito su tutto il territorio nazionale – anche da cellulari – offre informazioni e supporto da parte di medici e psicologi per liberarsi una volta per tutte dalle sigarette.

Come combattere ansia e fame nervosa quando smetti di fumare: le cure dolci

«Chi è intenzionato a smettere di fumare ha già mosso il primo passo nella direzione giusta», spiega la dottoressa Daria Scienza, farmacista esperta in omeopatia. E proprio dalle cure dolci può arrivare un aiuto per scongiurare un rischio che tutti temono quando dicono addio alla sigaretta: quello di ingrassare a causa della fame nervosa. Ecco i consigli della dottoressa.

Stress e nervosismo

«Stress e nervosismo possono caratterizzare le prime settimane senza fumo: Datif PC èun medicinale omeopatico che può aiutare a distendersi nelle prime settimane del percorso di disassuefazione», spiega la dottoressa. Ne vanno assunte 2 compresse, 3 volte al giorno: mattino, mezzogiorno e sera. Oltre a questo farmaco, può essere utile assume sistematicamente Nux Vomica 15 CH, Lobelia 7 CH e Staphysagria 15 CH, 5 granuli dei tre medicinali, 2 volte al giorno. Se l'astinenza induce nel neo ex-fumatore senso di nausea, crampi allo stomaco e vertigini, è adatto Tabacum 9 CH: 5 granuli al bisogno, anche ogni 30 minuti, fino alla scomparsa dei sintomi.

Fame nervosa

Anche la fame nervosa è un comportamento molto diffuso legato allo stress, non solo per chi sta intraprendendo un percorso di disassuefazione dal fumo. «Anche in caso di attacchi di fame nervosa, suggerisco l'utilizzo di Datif PC, 2 compresse 3 volte al giorno, a cui si può aggiungere, per abbassare ulteriormente i livelli di tensione, Ignatia 30 CH, 5 granuli, 3 volte al giorno lontano dai pasti, e per spegnere gli attacchi di fame incontrollata, Antimonium crudum 5 CH, 5 granuli anche ogni 30 minuti, diradando via via la somministrazione con il migliorare dei sintomi», spiega la dottoressa. Se poi lo stress causa gonfiore dell'addome, sono utili a diminuirlo 5 granuli al giorno di Carbo vegetalis 5 CH.

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Come smettere di fumare: i metodi a confronto

Se vi incuriosisce l'affidabilità dei vari metodi e strumenti per smettere di fumare, eccoli analizzati uno per uno dall'Associazione italiana per la ricerca sul cancro.

Smettere di fumare: la forza di volontà

La forza di volontà è il primo strumento, indispensabile, per smettere, ma solo tre persone su cento ci riescono da un giorno all'altro solo decidendo che è la cosa giusta da fare. Chi non ci riesce non deve sentirsi in colpa, perché la nicotina produce dipendenza, non scoraggiarsi, e riprovare fino a che non riesce, facendosi aiutare (per esempio un centro antifumo).

Smettere di fumare: centri antifumo

I centri antifumo (circa 400 in Italia) possono aiutare a smettere di fumare con vari strumenti: il counselling individuale, la terapia di gruppo, e la prescrizione di prodotti sostitutivi della nicotina o di farmaci per la disassuefazione. Per informazioni occorre rivolgersi al numero verde contro il fumo (800 554 088) che fornisce anche consulenze su tutte le problematiche legate al tabagismo.

Smettere di fumare: counselling

Anche se molti studi dimostrano che il solo consiglio di smettere di fumare da parte del proprio medico fa sì che un certo numero di persone lo segua, più spesso i pazienti hanno bisogno di incontri con personale preparato a motivarli e sostenerli. Anche i gruppi di auto aiuto possono essere altrettanto efficaci.

Smettere di fumare: trattamenti sostitutivi (cerotti, gomme da masticare e altri prodotti a base di nicotina)

Oltre alla dipendenza psicologica verso il piacere e la gestualità del fumare, occorre mettere in conto anche i disturbi dovuti all'astinenza da nicotina. Uno dei metodi consigliati per smettere è quello di ridurre gradualmente l'introduzione di nicotina nell'organismo, attraverso prodotti sostitutivi con dosi a scalare, un metodo la cui efficacia è stata avvalorata dagli esperti Cochrane, un gruppo di epidemiologi che ha valutato 150 studi controllati su 50.000 fumatori.

Che si tratti di cerotti da 16 o da 24 ore, gomme da masticare, compresse da succhiare o inalatori orali, i prodotti sostitutivi controllano il disagio fisico provocato dalla mancanza della nicotina e aumentano del 50-70% le probabilità di successo di chi intende smettere di fumare. Si possono acquistare in farmacia senza ricetta medica, sono sicuri anche in gravidanza, ma devono essere usati rispettando dosi e tempi indicati (almeno per 2-3 mesi con un dosaggio da ridurre generalmente di un terzo ogni mese).

Smettere di fumare: farmaci

Accanto al sostegno psicologico e all'aiuto comportamentale, in alcuni casi il medico - e solo il medico, perché possono avere controindicazioni e provocare effetti collaterali - può prescrivere antidepressivi o altri farmaci che aiutino a superare il momento più difficile di distacco dalla sigaretta, riducendo i sintomi dell'astinenza da nicotina e/o riducendo il desiderio della sigaretta e attenuandone il piacere. Pur essendo consigliati dagli esperti per migliorare le probabilità di smettere, non sono forniti gratuitamente dal Sistema sanitario nazionale, neppure per i fumatori con patologie croniche legate al fumo e quindi con più urgenza di smettere.

Smettere di fumare: sigarette elettroniche

È ancora difficile esprimere un giudizio definitivo. I pochi studi effettuati finora non permettono di escludere possibili danni legati a questo nuovo modo di fumare e gli esperti temono soprattutto l'effetto che questa nuova moda può avere tra i più giovani, inficiando il fenomeno di trasformazione culturale che stava rendendo meno trendy il gesto di tenere una sigaretta tra le mani.

Smettere di fumare: libri

Possono funzionare o suscitare il desiderio di smettere in chi non ci pensava proprio, o aiutare chi aveva già intrapreso il percorso con altri metodi insegnando trucchi e approfondendo le motivazioni. Ecco alcuni titoli consigliati da Airc:

Spegnila! di Donatella Barus e Roberto Boffi, Rizzoli editore.

Puoi smettere di fumare se sai come farlo di Allen Carr, EWI editrice.

101 motivi per non fumare di Fabio Beatrice e Johann Rossi Mason, Guerini associati.

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