Mastoplastica riduttiva per la riduzione del seno: 10 cose da sapere prima dell'intervento

Tutto quello che devi sapere prima di effettuare l'intervento, dai costi al decorso post operatorio

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C'è chi ha il seno piccolo e lo vorrebbe avere più grande, e allora decide di ricorrere alle sapienti mani dei chirurghi plastici, ma ci sono anche moltissime donne che hanno il problema opposto: avere il seno troppo prosperoso infatti può provocare non solo problemi di salute ma anche problemi psicologici. Proprio per questo, come riporta l'Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica, ogni anno sono oltre 5mila le donne che si sottopongono in Italia ad un intervento di mastoplastica riduttiva, anche vip come Paola Perego e Alessia Marcuzzi.

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«Chi decide a sottoporsi alla riduzione mammaria chirurgica lo fa in seguito a problematiche correlate con il peso eccessivo delle mammelle» spiega Claudio Bernardi di Aicpe «In termini medici si chiama ipertrofia mammaria e consiste nello sviluppo eccessivo della ghiandola mammaria durante la pubertà o la gravidanza, fino a raggiungere il peso di qualche chilogrammo nelle cosiddette gigantomastie. A causarla sono fattori costituzionali, ormonali e anche una predisposizione ereditaria».

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Per provare a rispondere ad alcune delle domande più frequenti di chi vorrebbe sottoporsi a questo tipo di intervento, Aicpe (associazione a cui hanno aderito oltre 300 chirurghi in tutta Italia) ha elaborato un prezioso decalogo.

1. Mastoplastica riduttiva: perché farla?

Un seno troppo grande causa dolori fisici e porta a modificare il proprio fisico e il comportamento. Precisa Bernardi: «Ci sono donne che hanno atteggiamenti posturali viziati, dovuti sia al peso delle mammelle, sia alla tendenza di nasconderle. Questo causa cifosi (gobba) o rotazioni (scoliosi) della colonna vertebrale e della gabbia toracica quando una mammella pesa più dell'altra. Le dimensioni delle mammelle spostano in avanti il baricentro della colonna vertebrale portando collo e spalle e sopportare un peso importante causa dolori, difetti di postura e anche problemi dermatologici come fenomeni irritativi della cute a livello del solco mammario. Non solo: può causare difficoltà nello svolgimento di normali attività quotidiane e nella pratica sportiva e quasi sempre è associata a problemi nella vita di relazione sociale e sessuale».

2. Ridurre il seno, gli effetti sull'autostima

Molte donne non si sentono a proprio agio indossando alcuni vestiti particolari come canottiere o abiti scollati, in quanto un seno grande tende ad attirare gli sguardi: «Anche per questo, dopo l'intervento molte donne si sentono rinascere: possono indossare il vestito che vogliono senza vergognarsi o senza sentire tutti gli sguardi puntati addosso. Inoltre riescono a eseguire esercizi sportivi con più facilità. In generale, migliora la propria autostima e di conseguenza la vita sociale», aggiunge l'esperto.

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3. Quando operarsi?

Per prevenire l'insorgenza e l'aggravarsi di problematiche psicofisiche è necessario operarsi il prima possibile, una volta che lo sviluppo puberale è terminato.

4. Mastoplastica riduttiva, prima e dopo

L'intervento di riduzione del seno o mastoplastica riduttiva ha come obiettivo non solo la diminuzione del volume, ma anche il rimodellamento delle mammelle, che spesso appaiono deformate e asimmetriche.

5. Cosa fare prima dell'intervento?

La preparazione pre-operatoria prevede analisi cliniche di routine (tra cui lo screening ecografico o mammografico preoperatorio) e le raccomandazioni abituali prima di un intervento chirurgico. Nelle due settimane precedenti, come suggerisce Bernarsi, è necessario eliminare il fumo e non assumere aspirina o antinfiammatori non steroidei (fans) che aumentano il rischio di sanguinamento.

6. Cosa succede durante l'operazione?

L'intervento viene eseguito in anestesia generale, generalmente con un ricovero di un giorno: «Si asportano cute e tessuti mammari in eccesso, spostando l'areola più in alto e rimodellando i rimanenti tessuti in una forma più piccola, più alta e proiettata. L'intervento di solito non è doloroso: farmaci antidolorifici posso essere assunti solo se necessario. A seconda dell'entità dell'intervento, la dimissione può avvenire nella stessa giornata dell'operazione o, al più tardi, il giorno seguente all'intervento. Il recupero è molto rapido poiché la paziente, pur convalescente, beneficia subito di un piacevole senso di leggerezza».

7. Si può allattare dopo la riduzione del seno?

Sì, si può allattare anche dopo essersi sottoposte all'intervento di mastoplastica riduttiva: esistono delle tecniche chirurgiche particolarmente sofisticate che consentono di asportare grandi quantità di tessuto e nello stesso tempo di lasciare inalterata la struttura della ghiandola che rimane. «Inoltre si cerca di mantenere il più possibile la sensibilità e la retrattilità dell'areola», precisa l'esperto Aicpe.

8. Riduzione seno, le cicatrici

Purtroppo in caso di intervento di mastoplastica riduttiva le cicatrici sono da mettere in conto, una intorno all'areola, una verticale e molto spesso anche una a livello del solco mammario. Anche se con il tempo si renderanno meno evidenti.

9. La mastoplastica riduttiva è mutuabile?

È possibile eseguire l'intervento in una struttura pubblica in convenzione con il SSN solo nei casi di ipertrofia mammaria severa, dove venga accertato con esami ad hoc che esistono disturbi funzionali importanti come danni alla colonna vertebrale.

10. E negli altri casi?

Se invece si vuole ricorrere all'intervento per una mera ragione estetica, non è possibile effettuare la riduzione del seno con la mutua.

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