Ovaio policistico, una sindrome diffusa

Ecco quali sono i sintomi della più comune causa di infertilità femminile. E le terapie per guarire

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Che cos'è la sindrome dell'ovaio policistico

Irregolarità mestruali, ovvero assenza del ciclo o, al contrario, flusso eccessivo; aumento di peso e persino obesità: pelle grassa e unta; irsutismo (cioè crescita anomala dei peli su viso, petto e addome), acne tardiva; alopecia (perdita di capelli a chiazze): sono alcuni dei sintomi della sindrome da ovaio policistico (Polycystic ovaric syndrome, o Pcos), un disturbo del sistema endocrino comune tra le donne in età riproduttiva, soprattutto se di razza bianca mediterranea. Il nome deriva dal fatto che le ovaie delle persone coinvolte sono ingrossate e contengono molteplici cisti, ovvero microscopiche sacche riempite di fluido che circondano le cellule uovo. Tali cisti non sono pericolose, ma possono provocare sbilanci ormonali che compromettono le normali funzioni dell'organismo. La Pcos è il disordine ginecologico più comune tra le donne in età riproduttiva ed è la causa più frequente di infertilità: secondo le stime, colpisce tra il 5 e il 10 per cento della popolazione femminile fra i 18 e i 44 anni, con un'incidenza del 5-12 per cento nelle adolescenti.

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Da che cosa è causata la sindrome

Le cause della sindrome dell'ovaio policistico non sono del tutto conosciute. Certamente la genetica gioca un ruolo importante nell'insorgenza della malattia, ma la "miccia" che la fa esplodere è uno sbilanciamento ormonale caratterizzato da iperproduzione di ormoni androgeni (iperandrogenismo), a sua volta provocato da eccessiva produzione di insulina, l'ormone che controlla i livelli di glucosio nell'organismo.

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Come viene diagnosticata

La diagnosi avviene con una visita medica, un esame ecografico ed alcune analisi di laboratorio mirate. La visita medica consente di appurare se la paziente è affetta da obesità ed irsutismo, da irregolarità mestruali e se ha familiarità per obesità, diabete o per la Pcos stessa. Con l'ecografia pelvica è possibile studiare approfonditamente le ovaie: nelle donne affette da Pcos possono avere un volume da tre a cinque volte superiore allo standard con presenza di follicoli più numerosi e grandi rispetto al normale. Tra i diversi esami di laboratorio utili per la diagnosi, è particolarmente importante la valutazione dei livelli di Fsh (Follicle-stimulating hormone, ormone follicolo-stimolante), Lh (ormone luteinizzante), androgeni, estrogeni, Sbhg (la proteina di trasporto degli ormoni sessuali). Inoltre, vanno controllati il profilo glicidico, insulinico e lipidico, nonché la funzionalità tiroidea.

Parola d'ordine: diagnosi precoce

Data la peculiarità della Pcos di incidere su aspetto fisico, funzione mestruale e riproduttiva, con conseguenti ricadute negative sulla qualità della vita delle pazienti che ne sono affette, è importante diagnosticare il più presto possibile tale sindrome, individuando già nell'adolescenza eventuali segni premonitori, quali irregolarità mestruali, obesità e irsutismo,  Inoltre, la diagnosi precoce è importante perché la Pcos può determinare l'insorgenza di complicanze, quali ipertensione arteriosa, diabete, ipercolesterolemia, disturbi dell'umore, apnea notturna, aborto spontaneo, parto pretermine,  persino cancro all'utero e al seno.

In che modo si cura

Il primo suggerimento consigliato alle pazienti che sono affette da Pcos è avere uno stile di vita sano, ovvero fare esercizio fisico regolarmente, seguire una dieta varia e bilanciata, tenere il peso sotto controllo, non fumare. Per quanto riguarda la terapia medica, generalmente ci si avvale di farmaci mirati a risolvere se non la causa (che, come abbiamo visto, non è del tutto nota) quantomeno i disturbi associati a tale sindrome. Quindi si può utilizzare la pillola anticoncezionale (per le irregolarità mestruali), la metformina (per eventuali iperinsulinemia e diabete) e medicinali "induttori" dell'ovulazione (per esempio, quelli a base di clomifene citrato).

Myo-Inositolo, molecola innovativa

Nell'ottica di trovare soluzioni terapeutiche efficaci  ma, al contempo, prive degli effetti collaterali che accompagnano i farmaci tradizionali, si è fatto strada con successo il myo-inositolo. Si tratta di una molecola che, pur appartenendo alla famiglia dei carboidrati, sarebbe improprio definire "zucchero". Come dimostrano numerosi studi scientifici, agisce come un vero e proprio "secondo messaggero insulinico". In altre parole, il myo-inositolo ha la capacità di ridurre l'insulino-resistenza, contrastando quindi il diabete. Inoltre, favorisce l'ovulazione spontanea e, di conseguenza, regolarità mestruale e gravidanza, contrastando dunque alcune delle problematiche legate alla Pcos.

Con la consulenza del dottor Giovanni Vozzi, Medico chirurgo, specialista in Ginecologia e Ostetricia

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