Contro il morbillo c'è un'unica arma efficace ed è il vaccino: ecco perché è importante farlo

I casi di morbillo in Italia sono in aumento: si tratta di una malattia pericolosa contro la quale c'è un'unica arma, vaccinarsi

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Il vaccino contro il morbillo è l'unica arma che abbiamo a disposizione per combattere questa malattia infettiva, molto contagiosa e pericolosa, che è tornata a farsi viva da qualche tempo a questa parte. Fin troppo: secondo i dati diffusi dall'Organizzazione Mondiale della Sanità infatti in Italia non stiamo messi molto bene. Nell'ultimo anno sono stati registrati ben 1387 casi: ci supera soltanto la Romania (2702 infezioni) e il nostro è un numero di gran lunga superiore rispetto ai malati degli altri Paesi che sono stati 365 in Germania, 145 in Polonia, 126 in Francia, 105 in Svizzera, 92 in Belgio e 89 in Austria. Inoltre tra marzo 2016 e febbraio 2017 ci si è ammalati sempre di più e dai 265 casi di gennaio 2017 si è passati ai 419 di febbraio (a dicembre 2016 erano stati 90, a novembre 84, 76 a ottobre, 56 a settembre).

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Fino al 30 aprile 2017 è la Settimana Mondiale dell'Immunizzazione Vaccines work (i vaccini funzionano) promossa dell'Organizzazione mondiale della sanità, che sottolinea 5 aspetti chiave:

  1. L'immunizzazione attraverso lo strumento dei vaccini è il modo più sicuro per proteggerci dalle malattie
  2. Anche quando si crede che il rischio di infezioni sia basso, è sempre meglio essere vaccinati
  3. I vaccini combinati sono sicuri e vantaggiosi
  4. Non c'è nessuna correlazione tra vaccini e autismo
  5. Se smettiamo di vaccinarci, malattie mortali debellate ritorneranno.

Perché ci si ammala ancora di morbillo?

Dato che il numero dei vaccinati contro il morbillo è calato considerevolmente (a causa dell'avversione ai vaccini di un numero crescente di italiani) è venuta meno l'immunità di gregge, che protegge anche chi per motivi di salute non può vaccinarsi, il virus è tornato a circolare, e di conseguenza ci si ammala.

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Come ha spiegato Flavia Bustreo, vicedirettore generale di salute della famiglia, delle donne e dei bambini dell'OMS: «Abbassare i livelli di copertura vaccinale permetterà il ritorno di malattie mortali che avevamo debellato. Tra il 2000 e il 2015 il vaccino ha impedito 20,3 milioni di morti nel mondo, ma gli ultimi dati dimostrano che è quanto mai urgente tornare a promuovere con efficacia, determinazione e, soprattutto, chiarezza i benefici della vaccinazione»

Purtroppo bisogna costantemente combattere contro le bufale, e l'Ordine dei Medici ha deciso di prendere dei provvedimenti rigorosi nei confronti di medici e pediatri che sconsigliano i vaccini (come la recente radiazione di Roberto Gava): «Siamo incredibilmente fortunati a vivere in un'epoca che ha riconosciuto e sfruttato con successo il potere della vaccinazione, ma a causa della diffusione di bufale e falsi miti, spesso alimentati da ingiustificati allarmismi mediatici, stiamo rischiando di fare pericolosi passi indietro. I vaccini sono sicuri e vantaggiosi, non vi è alcuna base scientifica che provi legame o correlazione tra questi e alcune patologie come, per esempio, l'autismo».

Inoltre il fatto che l'immunizzazione abbia reso rare o quasi sconosciute molte delle malattie infettive potrebbe far pensare a genitori e operatori sanitari che i vaccini non siano più necessari quando invece gli effetti del calo vaccinale sono sotto gli occhi di tutti.

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Il morbillo è pericoloso?

«Io l'ho fatto da bambino/a e non mi è successo nulla»: quante volte hai sentito questa frase? Però nessuno dice che nonostante sia disponibile un vaccino sicuro ed efficace, il morbillo resta una delle principali cause di morte tra i bambini. Nel 2015 ci sono state nel mondo 134.200 morti a causa di questa malattia infettiva, nella maggior parte dei casi in bambini al di sotto dei 5 anni, circa 367 morti ogni giorno, 15 morti ogni ora. Insomma: è più pericolosa la malattia, che può degenerare in encefalite e polmonite, delle eventuali (rarissime) reazioni avverse al vaccino.

A cosa serve il vaccino?

Tra il 2000 e il 2015 si stima che la vaccinazione abbia prevenuto circa 20.3 milioni di morti, favorendo un calo dei decessi per morbillo del 79%, e nel 2015 circa l'85% dei bambini nel mondo ha ricevuto una dose di vaccino contro il morbillo entro il primo anno di vita (nel 2000 la copertura era del 73%).

Come precisa Bustreo: «È necessario mantenere un forte supporto da parte del mondo scientifico, ma anche politico e dell'opinione pubblica sull'importanza dell'immunizzazione o anche la regione europea rischia il riemergere di malattie altamente contagiose, che possono causare infermità, disabilità e morte, creando un notevole onere per i sistemi sanitari e per le famiglie. L'immunizzazione salva milioni di vite ogni anno e questa storia di successo sulla salute pubblica deve essere sostenuta. I Paesi europei devono fornire urgentemente ai loro cittadini informazioni accurate, equilibrate e comprensibili sui rischi delle malattie e sui benefici dell'immunizzazione».

Siamo decisamente in ritardo sul Global Vaccine Action Plan (GVAP), il piano globale approvato dai 194 Stati membri dell'Assemblea Mondiale della Sanità nel maggio 2012, che mira a prevenire milioni di morti attraverso un accesso più equo ai vaccini, e l'obiettivo è di concretizzare il GVAP entro il 2020 affinché tutti e ovunque possano sopravvivere e crescere in salute.

L'Oms lavora con i Paesi europei per raggiungere i principali obiettivi del Piano, tra cui:

  • Il raggiungimento dei target di copertura vaccinale all'interno della Regione europea
  • Il rafforzamento e il raggiungimento della sostenibilità finanziaria dei programmi nazionali di immunizzazione
  • Debellare morbillo e rosolia, e controllare diffusione dell'epatite B.
  • Impedire il ritorno della poliomelite nella Regione europea.
  • Prendere decisioni politiche sulla base di evidenze scientifiche in termini di introduzione di nuovi vaccini.

Vaccino morbillo, quando si fa?

Nei bambini la prima dose del vaccino, che comprende al suo interno anche quello contro parotite e rosolia (il cosiddetto trivalente o MPV), viene somministrata tra i 12 e i 15 mesi. Il richiamo viene effettuato invece tra i 5 e i 6 anni. Anche i ragazzi e gli adulti che non hanno avuto la malattia da piccoli possono fare il vaccino, in due dosi effettuate a distanza di almeno quattro settimane l'una dall'altra.

Vaccino morbillo, quali sono le controindicazioni?

Otto bambini su dieci non hanno nessuna reazione avversa dopo il vaccino contro il morbillo. Nei restanti casi possono verificarsi rossore, gonfiore nella zona dell'iniezione, una lieve reazione cutanea o un ingrossamento dei linfonodi. Più raramente (1 caso su 3mila vaccinati) possono sopraggiungere convulsioni dovute alla febbre, o piastrinopenia (1 caso su 100mila vaccinati).

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