Sei sicura di sapere tutto sul Pap test?

Scopri cos'è il pap test, quando farlo e a cosa serve per la diagnosi precoce del tumore al collo dell'utero

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Il Pap test o striscio vaginale è un test di screening che serve a individuare precocemente tumori del collo dell'utero o alterazioni che col passare degli anni potrebbero diventarlo. La sua introduzione - importantissima per la diagnosi precoce del cancro - ha contribuito in maniera significativa alla riduzione della mortalità delle donne per questa malattia: ecco perché andrebbe eseguito con regolarità (valutata dal ginecologo)da tutte le donne dopo l'inizio dell'attività sessuale o comunque a partire dai 25 anni di età.

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Il suo nome deriva dal medico greco-americano Georgios Papanicolaou (1883-1962), il padre della citopatologia, che sviluppò questo test per la diagnosi rapida dei tumori del collo dell'utero.

Fare un Pap test ogni anno non serve più, spiegano gli esperti della Fondazione Veronesi (fondazioneveronesi.it). Oggi è ormai certo che il tumore al collo dell'utero è dovuto all'infezione causata dal Papillomavirus: è quindi fondamentale, da un lato, vaccinare le ragazzine prima che inizino l'attività sessuale (il virus, noto come Hpv, viene trasmesso per via sessuale) perché se non contraggono l'infezione non si ammalano di questa forma di cancro; dall'altro diffondere il nuovo Hpv-Dna test (l'esame che scova il Dna del Papillomavirus), che può essere eseguito ogni tre anni.

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Il Pap test si fa nel corso di una normale visita ginecologica: con un apposito strumento, lo speculum, si dilata leggermente la vagina in modo da favorire il prelievo. L'operatore inserisce poi delicatamente una speciale spatola e un bastoncino cotonato che servono a raccogliere piccole quantità di muco dal collo dell'utero e dal canale cervicale. Su questo campione, in laboratorio, si analizzano le cellule esfoliate dal tessuto.

Le nuove indicazioni non mandano affatto il Pap test «in pensione», proseguono gli esperti della Fondazione Veronesi: nelle giovani donne fra i 25 e i 30-35 resta valida l'indicazione al Pap test una volta ogni tre anni perché l'Hpv test a quest'età individua molte lesioni che scomparirebbero da sole nel tempo.

L'unica controindicazione all'esecuzione del Pap test è la presenza del flusso mestruale, per cui sarebbe bene fissare l'appuntamento passati almeno tre giorni dalla fine delle mestruazioni e una settimana prima di quando si prevede possa arrivare il ciclo successivo.

La gravidanza non è una controindicazione all'esame, invece, ma naturalmente sarà bene informarne il ginecologo. L'uso di contraccettivi orali o la presenza di una spirale intrauterina sono irrilevanti ai fini del test.

Anche le donne in menopausa devono continuare a sottoporsi all'esame, almeno fino ai 65 anni di età, anche se non hanno più rapporti sessuali.

Possono provare comunque a eseguire l'esame anche le donne che non hanno mai avuto rapporti sessuali completi. In tal caso, il medico o l'ostetrica, debitamente informati, utilizzeranno uno strumento apposito. A seconda delle caratteristiche anatomiche della donna, in questi casi potrebbe però essere difficile riuscire a prelevare il campione di muco da esaminare. Il risultato quindi potrebbe non essere altrettanto affidabile.

Il rischio di contrarre il tumore al collo dell'utero per le donne vergini è molto basso, ma va sottolineato che ne esistono forme che si sviluppano indipendentemente dalla presenza del papilloma virus, trasmesso di solito dal partner sessuale.

Occorre anche chiarire che mentre è vero che i tumori della cervice uterina dipendono quasi sempre dall'infezione virale, la maggior parte delle infezioni da papilloma virus umano invece si risolvono spontaneamente. E anche quando ciò non accade, non è detto che diano origine a un cancro.

Altro aspetto importante: se ci si è vaccinate contro l'infezione da HPV ciò non vuol dire che si possa trascurare il Pap test. La protezione vaccinale infatti non assicura una copertura totale e si rivolge solo ai virus più diffusi, ma non a a tutti i tipi di virus.

Se la donna ha subito l'asportazione dell'utero (isterectomia), è bene che consulti il suo ginecologo per sapere se è opportuno che continui a fare il Pap Test. In genere si ritiene che la profilassi vada continuata se l'utero è stato rimosso a causa di un tumore o di una forma pre-tumorale, mentre non occorre se è stato tolto per altre ragioni, per esempio a causa di emorragie abbondanti.

Nei due giorni che precedono l'esame è bene evitare deodoranti intimi e prodotti spermicidi, lavande, creme, gel o schiume vaginali di qualunque tipo, a meno che siano stati prescritti dal medico, perché potrebbero eliminare o nascondere le eventuali cellule anormali, rendendo quindi inutile il test.

Anche i rapporti sessuali possono alterare i risultati, per cui sarebbe bene evitarli dei due giorni precedenti. All'esame si può tranquillamente andare da sole: non occorre alcun tipo di assistenza né prima né dopo. Si può tornare a casa anche guidando, senza problemi.

Di solito il Pap test non è doloroso: per alcune donne può essere più fastidioso che per altre, dipende anche dalla sensibilità individuale e dalla perizia di chi lo esegue.

Nei giorni successivi all'indagine si possono verificare alcune lievi perdite di sangue: in caso di dubbio, comunque, rivolgetevi al vostro medico.

Il Pap test non comporta nessun rischio a lungo termine. Dopo l'esecuzione del Pap test si può riprendere subito la propria vita normale, senza nessun tipo di limitazione, anche in termini di igiene e attività sessuale.

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