Cosa abbiamo imparato sull'anoressia grazie a Lily Collins

L'attrice è un'anoressica nel film To the bone, che l'ha aiutata a ripercorrere la sua esperienza con i disturbi alimentari e farne tesoro per aiutare altri ragazzi ad affrontare anoressia e bulimia

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«Da adolescente ho sofferto di disturbi alimentari. Non avevo mai parlato prima». A trattare così apertamente un tema così delicato è Lily Collins, che nel film indipendente To the Bone - tratto da una storia vera - interpreta una donna affetta da anoressia nervosa.

Ma girare questo film non è stata certo una passeggiata per Lily Collins:

È stato un ruolo molto drammatico da interpretare: ho sofferto di anoressia da ragazzina e quando ho ricevuto il copione mi sono sentita come se l'universo mi invitasse ad affrontare i miei fantasmi. Per me è un film davvero personale e intimo, diverso dagli altri.

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Tuttavia, si è trattato di un'esperienza davvero liberatoria, come ha spiegato Lily su Instagram.

«Congelata fino alle ossa ma mi sento così libera. Che momento enorme è questo per me. Sono consapevole del mio passato, aperta, e non provo né vergogna né rimpianti per il mio passato. Condividere la mia storia per quel che riguarda i disturbi alimentari e quanto questo film mi abbia coinvolta personalmente è stata l'esperienza più appagante della mia vita. Grazie a tutti per l'amore e il sostegno, che ricambio con tutta me stessa e ricordate, non siete mai, mai soli».

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Lily, dunque, si è fatta forza pensando a quanto poteva essere utile affrontare le sue paure e al tempo stesso aiutare gli altri.

«Ho pensato che sarebbe stato un modo fantastico di affrontare quella che era una mia paura, viverla di nuovo, raccontando una storia più grande e iniziare un dialogo tra ragazze e ragazzi».

E, in effetti, a essere vittime dei disturbi alimentari sono soprattutto adolescenti e giovani, con sempre più casi di bambini intorno ai 10-11 anni. Di contro, aumentano anche i casi di anoressia e bulimia tra i 40 e i 50 anni, come ha rivelato un recente studio britannico.

Ma ecco cosa ci insegna (anche) la storia di anoressia di Lily Collins sui disturbi del comportamento alimentare e su come affrontarli: guarire si può.

Sul "come guarire" dai disturbi del comportamento alimentare, ecco i quattro punti fondamentali da conoscere.

1. È importante riconoscerli subito

I disturbi del comportamento alimentare (Dca) più conosciuti e diffusi sono l'anoressia Nervosa e la bulimia, due facce della stessa medaglia, patologie che hanno a che fare con l'alterazione delle abitudini alimentari e che portano chi ne soffre a preoccuparsi in modo ossessivo del peso e delle forme del corpo. Tutto ruota intorno al cibo o alla paura di ingrassare: abitudini che prima sembravano banali, con i disturbi alimentari, diventano drammatici: andare a mangiare una pizza con gli amici, partecipare a un matrimonio, una cena romantica. La vita di anoressici e bulimici viene letteralmente sconvolta e non solo in termini di peso: le conseguenze di tali disturbi incidono sullo stile di vita, sulla qualità del sonno, sulle relazioni sociali e in generale sul benessere psico-fisico.

2. Ci sono persone più a rischio di altre

Anoressia e bulimia colpiscono maggiormente il sesso femminile e gli adolescenti, anche se i casi tra i maschi sono in crescita. Difficile fare delle stime precise su quante persone soffrono di disturbi alimentari: sebbene se ne parli più che in passato ed esistano campagne di sensibilizzazione sul tema, risulta ancora un argomento tabù. Inoltre, chi ne soffre difficilmente chiede aiuto: quando lo fa la malattia è già in atto da qualche anno. La consapevolezza della malattia arriva tardi e solo dopo insistenze da parte della famiglia o delle persone care: la percezione di una persona anoressica all'inizio è quella di sentirsi bene. Dimagrire velocemente, riuscire ad entrare in vestiti che prima per taglia erano inaccessibili, ricevere i complimenti per l'aspetto da parte di amici e conoscenti: sono tutti incentivi, per anoressici e bulimici, a continuare sulla via del digiuno o delle abbuffate.

3. I sintomi sono diversi (e non c'è solo il digiuno)

I sintomi variano in base al tipo di disturbo alimentare e possono manifestarsi singolarmente o più d'uno alla volta. In generale sono: digiuno, restrizione drastica dell'alimentazione, abbuffate, vomito autoindotto, assunzione impropria di lassativi e/o diuretici, intensa attività fisica finalizzata al dimagrimento, incapacità di controllare cosa e quanto si mangia, regimi alimentari eccessivamente ipocalorici o iperproteici, ossessione sulle quantità di cibo e sulle calorie ingerite.

4. Per guarire la famiglia non basta

L'unico modo per guarire da anoressia e bulimia è l'aiuto esterno, possibilmente di uno psicoterapeuta. Un serio percorso di psicoterapia, individuale o di gruppo, con il supporto di un nutrizionista o di un dietologo, è la sola terapia efficace per questo tipo di patologia. Ci si può affidare ad un professionista che pratica privatamente, ai consultori familiari oppure ai centri asl.

Info: Ministero della Salute

Numero Verde SOS DCA: 800 180 969

Associazione Mi nutro di vita

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