Giradito: i sintomi, le cause e le cure naturali per il patereccio

I sintomi, le cause e le cure naturali per il giradito, la fastidiosa infezione che colpisce le dita dei piedi o delle mani. Ecco come porvi rimedio

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Il patereccio, o come viene comunemente chiamato, il giradito, è una patologia molto più comune di quanti si possa pensare. Si tratta di una infezione acuta che colpisce un dito della mano e qualche volta quello di un piede. La sua causa è generalmente di origine batterica: alcuni fattori quali una ferita o una scheggia possono favorire il suo sviluppo.

Il patereccio può essere molto doloroso e spesso richiede l'intervento di un medico, di solito per rimuovere il pus. Alcune fonti mediche lo classificano in tre gradi (primo, secondo e terzo), mentre altre in due tipi: patereccio superficiale e patereccio profondo. In alcuni casi, soprattutto nelle fasi avanzate, il patereccio può portare a complicazioni e presentare un rischio di setticemia. Il trattamento dipende dal grado: dalla semplice disinfezione per via locale a un trattamento più generalizzato fino a una piccola operazione chirurgica per eliminare il pus.

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I principali consigli per evitarlo sono quelli di non mordersi le unghie e sterilizzare sempre bene l'attrezzatura per fare la manicure. Il patereccio è causato infatti da un'infezione a livello delle dita delle mani o dei piedi da batteri stafilococco (di solito Staphylococcus aureus) o estreptococo. Determinate condizioni di umidità possono favorire lo sviluppo di questo batterio.

Analizziamo ora i sintomi e suggeriamo rimedi naturali. I sintomi dipendono dai tre stadi.

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Primo stadio: infiammazione coi tre classici segni, rossore, edema e bruciore. Durante questa fase il paziente non ha febbre. C'è soprattutto il dolore quando viene toccato il punto infetto.

Secondo stadio: in questa fase più grave, chiamata anche "fase di raccolta", i sintomi sono gli stessi della prima fase (segni di infiammazione) ma più pronunciati. Il dolore si avverte con forti pulsazioni, anche di notte, e si può notare chiaramente la formazione del pus. Appaiono sintomi come febbre e gangli gonfi.

Terzo stadio: l'infiammazione si propaga ad altre zone del corpo, solitamente vicino l'infezione, coi batteri che si possono estendere a livello delle articolazioni (con rischio di artrite), a livello dei tendini e anche a livello osseo (con rischio di osteoporosi).

Nei casi più gravi, i batteri possono raggiungere il flusso sanguigno e essere causa di setticemia: gli aumenti febbre possono essere un segno di infezione generalizzata. Negli stadi due e tre bisogna consultare immediatamente un medico.

Ma ci sono rimedi naturali? Te ne consigliamo qualcuno. Innanzitutto trattandosi di una infezione batterica, i trattamenti complementari a base di piante medicinali hanno un effetto positivo sulla origine del patereccio, in quanto consentono di lenire alcuni sintomi come il dolore. La migliore fra queste è senza dubbio la malva che può essere applicata direttamente sulla ferita, grazie al suo effetto anti-infiammatorio.

Poi si può anche ricorrere a semplici pasticche fatte in casa, come ad esempio quella composta da latte, spicchi d'aglio e pangrattato. Ecco come fare: riscaldare 50 ml di latte in una casseruola, aggiungi due spicchi d'aglio tritato e pangrattato, che assorbirà il latte, mescola bene fino a quando otterrai una massa uniforme, con la quale potrai fare le pasticche., che dovrai collocare sul patereccio per un tempo di circa venti minuti.

Oppure si può anche ricorrere a un miscuglio di tintura di giglio in acquavite, che però necessita di moltissimo tempo: taglia i petali di giglio a pezzettini piccoli e falli macerare nell'acquavite in un recipiente piccolo e ben chiuso, poi lascialo nell'armadietto dei medicinali per un paio di mesi (il miscuglio sarà pronto quando i petali diverranno trasparenti e l'acquavite avrà assunto un colorito scuro). Non sarà comodissimo e immediato ma ti assicuriamo che come rimedio naturale è estremamente efficace.

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