Che cosa ho imparato sul mio modo di correre

Al Runninglab di Milano, un laboratorio dedicato alla valutazione biomeccanica-posturale dei runner, mi hanno​ analizzata al computer così ho capito finalmente i miei errori e come posso salvare le mie ginocchia

Ormai siamo in tantissimi a praticare la corsa e conosciamo i vantaggi della tripla E: la corsa è economica (basta un buon paio di scarpe), ecologica (il sudore è biodegradabile), ergonomica (si adatta alle esigenze di ciascuno, puoi correre quando vuoi, con chi vuoi, dove vuoi, come vuoi). Fa perdere peso, fa bene all'umore oltre che al fisico, migliora l'autostima. Ma ci sono due o tre cose che non sapevo e che ho imparato sul mio modo di correre al Runninglab (si trova in Corso San Gottardo 3 a Milano). Anche voi, sapevatele!

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Il Runninglab di MIlano, presso il centro di consulenza per atleti Ortholabsport, è un laboratorio dedicato alla valutazione biomeccanica-posturale per tutti i runners. Il dottor Lorenzo Boldrini, specializzato in medicina dello sport, mi ha visitata e fatto una serie di domande.

Valutazione clinico-posturale: sembra che io non abbia grossi difetti strutturali in posizione statica. Le mie scarpe però sono usurate, sono consumate come gli pneumatici della mia auto, è ora di cambiarle! Prima domanda: quando corri è tutto ok? Io ho una leggera sensazione di tensione alle ginocchia da un po' di tempo in qua.

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Valutazione biomeccanica: com'è il tuo appoggio durante la corsa? E la tua postura? La rilevazione computerizzata nel mio caso ha evidenziato: un appoggio heelstrike e aree di ipercarico centrometatarsale; a una cadenza di circa 160 passi al minuto (a circa 11 km/h) un ridotto angolo di flessione del ginocchio in fase d'impatto; un pelvic drop di 6/8° a sinistra e valgismo dinamico bilaterale sempre in fase d'appoggio con tendenza all'iperpronazione.

In pratica, il dottor Boldrini mi perdonerà se traduco in parole povere: ho un appoggio «marziale», non ben distribuito sulla pianta del piede (che spiega il consumo dei tacchi delle scarpe e l'ostinata callosità sotto la pianta anteriore) e corro da femmina, sculetto leggermente e con le ginocchia un po' in dentro. Ecco spiegato il mal di ginocchia!

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Trovate le cause, ecco le soluzioni.

1. Basta una soletta

Per correggere i difetti di appoggio e ottimizzare la distribuzione dei carichi è sufficiente aggiungere un plantare specifico a una calzatura neutra (sono in vendita presso il centro) e vi assicuro che la corsa continua ad essere economica.

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2. Esercizi mirati due compitini da fare a casa.

Il dottor Boldrini mi ha suggerito alcuni esercizi di rinforzo e di stretching, mi ha fornito le schede con gli esercizi consigliati che si possono vedere anche sul sito therunningclinic.com (che è il più diffuso e autorevole network di cliniche specializzate a livello internazionale per il running, dalla quale Runninglab è accreditata). Nel mio caso in particolare, esercizi di rinforzo della muscolatura del piede, del quadricipite e del polpaccio, dei glutei (abduttori e medio gluteo di cui ignoravo l'esistenza) ed esercizi di core stability. Tutti i sabati a Milano ci si può trovare insieme ad alcuni trainer che gratuitamente mostrano sul campo come eseguire esercizi specifici per migliorare la corsa. Unico neo: sono di mattina…: )

3. Indicazioni per la postura e la dinamica della corsa: prova a cambiare ritmo!

Per avere un impatto più leggero e favorire un appoggio del piede sotto al centro di gravità in modo da distribuire meglio i carichi, il dottore mi ha consigliato di aumentare gradualmente la cadenza fino a 170/180 passi al minuto (in effetti seguendo il ritmo delle canzoncine nella mia compilation avevo notato che, a parità di andatura misurata con la mia app Sportstracker, a una frequenza maggiore le mie ginocchia sembravano soffrire meno… Vado subito a farmi fare una compilation dal mio amico dj o ne cerco una su Spotify! Si può sempre migliorare e trovare nuovi stimoli e obiettivi. E, anche se l'obiettivo è continuare così, senza farsi male, buona corsa a tutti!

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